Descrizione e storia

Giunta sulla Terra alla fine dei Tempi Remoti insieme a Tharion e Gadruk, è considerata la Dea della Pietà, della benevolenza, della guarigione e della clemenza. Ma anche della Morte (poiché non ci si può opporre al proprio fato) e del Mare (in cui convergono ineluttabilmente tutte le acque). E’ quindi considerata dagli Uomini la protettrice di tutti i marinai. Predilige i bordelli e la promiscuità in genere.

Mite e operosa, nel corso dei secoli si è presa cura di molte creature e persino di alcuni Dei (prima Thurnor avvelenato da Kalisha, poi Gadruk assalito dai pelleverde, e infine Tharion). Odia la guerra e qualunque spargimento di sangue, compresa la caccia, ed è sempre pronta a concedere indulgenza e comprensione a chiunque. Persino la morte, ai suoi occhi, può essere una forma di pietà e di misericordia.

Al termine del Tempi Antichi abbandonò queste terre per prendersi cura di Tharion, ferito in modo letale dal veleno di Sargantes, e si dice che ora lo spirito misericordioso di Diriel sia tra i cieli, dove la sua stella brilla accanto a quella di Tharion, dando potere e forza d’animo ai suoi seguaci.

Per avere maggiori informazioni su Diriel, si possono consultare il capitoli 10 del Libro dei Tempi Remoti, e i capitoli 1, 2 e 10 del Libro dei Tempi Antichi.

Diffusione del culto

Diriel è una Dea molto amata, specialmente tra i poveri e gli infermi, anche se è venerata da uomini e donne di ogni condizione e ceto sociale. Conta un ampio numero di seguaci soprattutto tra i chierici, e in generale da quasi tutti i guaritori e medici.

 Simbologia

Diriel è solitamente raffigurata come una colomba che reca in bocca un seme. Un altro animale associato alla Dea della Guarigione è la lucertola: si dice infatti che il potere di questa creatura di rigenerare la propria coda sia un antico dono fattole proprio da Diriel. Gli elementi simbolici più utilizzato sono invece una singola lacrima (da non confondere con Elanath!) e l’onda, a volte con all’orizzonte il sole che nasce (o muore).

Luoghi di culto

Pur non avendo templi immensi né edifici maestosi, a Diriel sono dedicate moltissime pietre votive e piccole cappelle, sia nelle città che nelle campagne. Solitamente questi edifici sono ben curati e molto puliti, e spesso sono accompagnati da fontane, piccole vasche o semplici giochi d’acqua.

E’ abbastanza noto il Tabernacolo del Mare, a Portoga, dove le famiglie dei marinai sono solite pregare per il ritorno dei propri cari, e la Casa della Salute, ad Anuril, che è interamente dedicato alla cura dei malati.

Giorni sacri e rituali

Una delle principali festività legate a Diriel è lo “Scampato periglio”, il giorno in cui chi è sopravvissuto miracolosamente a una ferita, a una malattia o comunque a un pericolo mortale, festeggia la grazia concessagli (spesso anche i fedeli di altri culti onorano in questo modo la Dea della Pietà). Allo stesso modo, ad ogni luna nuova è d’uso comune portare un piccolo dono alla Dea, come segno di ringraziamento per essere riusciti a vedere un nuovo ciclo lunare, e la stessa cosa viene ripetuta ad ogni anniversario della propria nascita.

Alcuni marinai sono soliti portare a Diriel un’offerta decisamente particolare: una singola moneta incastrata in mezzo guscio di noce, chiamata in gergo “Dono di Buona Marea”.

A Portoga è commemorata con una processione anche la “Grande Ondata” del 235, in ricordo dell’immensa onda che sfiorò la città nel giorno di mezz’estate.

Amici e nemici

Essendo compassionevole con tutti, Diriel non ha praticamente alcun nemico. A volte però la sua fede può essere malvista dai Cavalieri di Tharion, che ne disprezzano la clemenza incondizionata (anche se apprezzano i suoi poteri curativi e non possono dimenticare che la Dea della Guarigione si è presa cura delle ferite di Tharion). Ad Anuril, la Casa della Salute di Diriel si trova accanto al Tempio di Tabata, segno della stima reciproca dei due culti.

Precetti

Le regole del culto di Diriel sono poche e semplici: aiutare chi è in difficoltà, non mangiare carne, curare chi soffre e non temere i patimenti (anche se, in casi estremi, un colpo di grazia può essere considerato un gesto di pietà).

Questo però non significa che un seguace di Diriel non possa esigere una ricompensa in cambio del proprio aiuto, anche se solitamente è richiesto il pentimento per le azioni che potrebbero aver danneggiato gli altri, o la promessa di non nuocere ad alcuno (a volte anche solo per un periodo di tempo).

Un principio universalmente riconosciuto nel culto recita che “una moneta su tre appartiene alla pietà di Diriel”, e sta a significare che i suoi seguaci devono donare un terzo dei propri guadagni alla Confraternita di Diriel o ad altre strutture simili (orfanotrofi, case della salute, cimiteri…).

Offerte preferite

Denaro, il perdono di un nemico o di torto subìto, cibo o vestiti per i bisognosi.

Reliquie e altri oggetti sacri

Diriel non possiede delle vere e proprie reliquie né oggetti sacri, ma due luoghi decisamente particolari: la Casa della Salute e il Tabernacolo del Mare.

Nella cripta principale della Casa delle Salute, ad Anuril, è venerata l’impronta rossiccia del palmo di una mano (chiamata appunto “la Mano Purpurea”), che la leggenda vuole sia stata lasciata da Diriel stessa, dopo aver guarito un cavaliere di Tharion ferito apparentemente a morte. Nella piazza innanzi al sanatorio si incontrano spesso dei falsi guaritori, che vendono favolosi antidoti legati a Diriel, ma ovviamente si tratta di banali impostori.

Nel Tabernacolo del Mare, a Portoga, è conservato un pezzo di una vecchia campana: la leggenda vuole che abbia suonato a lungo, nonostante non ci fosse un alito di vento, il giorno della Grande Ondata del 235, come per avvertire la popolazione del pericolo imminente. Inoltre, si dice che la cappella allora avesse i muri bianchi come la neve, ma che sia divenuta completamente affrescata al ritirarsi delle acque, come monito imperituro ad ascoltare la voce della Dea e a non sprecare alcuna vita.

Esistono inoltre dei piccoli fiori bianchi, a campanella, chiamati Dirielore (ilfirin dagli elfi), che sono assai rari da trovare, ma noti agli erboristi per i loro poteri curativi (si dice siano nati proprio dal volere della Dea).

L’unico vero e proprio oggetto legato direttamente a Diriel è la “Corazza Strappata” (vedi Tharion).

Struttura ordine religioso

La Confraternita di Diriel non ha una vera e propria gerarchia: tutti gli appartenenti al culto sono sullo stesso livello, senza distinzioni. Quando si rende necessaria una determinata figura, gli esponenti della Confraternita lo eleggono a maggioranza (solitamente in modo estremamente pacato, senza grandi discussioni) in alcuni casi attribuendo una scadenza a questa sorta di mandato. In genere sono le donne ad avere gli incarichi più importanti, ma non è tassativo.

L’unica setta all’interno del culto, mai approvata ufficialmente ma di fatto esistente ormai da alcuni secoli, è quella della cosiddetta “Compagnia dei Mortificati”, che però non è ben vista dalla maggioranza dei fedeli di Diriel. Si tratta infatti uomini e donne che si infliggono (da sé o reciprocamente) delle ferite rituali, solitamente superficiali ma saltuariamente anche gravi, per mostrarsi degni della pietà della Dea e manifestare più chiaramente le capacità guaritive di Diriel.

Membri illustri

L’unica persona nota e del nostro tempo appartenente alla Confraternita di Diriel è probabilmente Sorella Alena, di Portoga, la cui maestria nell’intercedere presso la Dea (e quindi evocare un buon vento sulle barche) è molto rinomata nella zona del porto, e ha fatto sì che le offerte per la Confraternita siano notevolmente aumentate in questi ultimi anni.

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