Primo mese (o Luna di Ghiaccio)

Clima: gelido e secco.

Proverbio: “il ghiaccio della prima luna è come la pietra dei nani” (ovvero duro e resistente; soprattutto nel nord, tra Cargulis e Tindaros, è diffusa anche la versione con “testa” al posto di “pietra”).

Eventi: il luogo più suggestivo dove trascorrere l’inizio dell’anno è probabilmente Cargulis, poiché la tradizione vuole che, durante le prime notti del mese, il cielo venga illuminato dalle esplosioni fragorose e spettacolari di fulmini e altri giochi di luci magiche.

L’ultimo giorno del mese (e dell’inverno) è invece celebrato dal culto di Tabata la “Nocturn Mutaevole”, ma solitamente questa solennità non prevede alcuna manifestazione pubblica.

 

Inizia la primavera: l’elemento che contraddistingue questa stagione è l’Aria.

La luna è più pallida, la sua luce velata.

 

Secondo mese (o Luna delle Bufere)

Clima: freddo e umido, con forti raffiche di vento gelido e temporali improvvisi (di pioggia o neve).

Proverbio: “Luna di Bufera, finestra sprangata da mane a sera”.

Eventi: il primo giorno del mese (e di primavera) il culto di Tharion festeggia la “Solennità della Fondazione”, in cui si ricorda la nascita del Regno di Rilost. In questa occasione, soprattutto ad Anuril, l’Ordine dei Cavalieri sfila in pompa magna nei pressi del proprio tempio.

 

Terzo mese (o Luna del Vento)

Clima: capriccioso, ma sostanzialmente fresco e umido, contraddistinto da una brezza proveniente da nord.

Proverbio: “il vento della terza luna è come la magia: poco fa piacere, troppo fa paura” (ovvero: alcuni incantesimi possono essere utili, ma ricorrere troppo spesso alla magia può ò essere decisamente pericoloso, proprio come il vento in questo periodo).

Eventi: al solstizio (il ventunesimo giorno) il culto di Tabata festeggia il Giorno dell’Armonia del Cielo, con semplici riunioni pubbliche, decisamente ospitali ma poco spettacolari.

 

Quarto mese (o Luna dei Germogli)

Clima: fresco e umido.

Proverbio: “nella quarta luna germogliano anche i manici dei badili dei nani” (ovvero germinano tantissime piante, anche quelle più insperate).

Eventi: in alcune grandi città umane (in particolare Anuril e Portoga) si usa tenere dei simposi, chiamati “Tavole Collegiali”, dove i sacerdoti di diversi culti discutono di importanti tematiche teologiche.

 

Inizia l’estate: l’elemento che contraddistingue questa stagione è il Fuoco.

Il colore della luna è vermiglio, la sua luce più luminosa.

 

Quinto mese (o Luna di Splendore)

Clima: mite, a parte sporadici e brevi temporali.

Proverbio: “la luce di Splendore abbaglia anche gli elfi”.

Eventi: in tutte le città umane, il decimo giorno è dedicato dal culto di Tharion alla celebrazione del Giorno della Resa del Drago, che ricorda la vittoria sul Sargantes. In particolare ad Anuril è molto commovente la cosiddetta “Cerimonia del Velo”, che al crepuscolo rimembra la letale ferita inflitta a Tharion dal drago d’ombra.

A Portoga, il dodicesimo giorno viene commemorata (in particolare dal culto di Diriel) la “Grande Ondata” del 235, che portò morte e distruzione lungo la costa occidentale di Mon.

 

Sesto mese (o Luna degli Ardori)

Clima: caldo umido.

Proverbio: “la calura della sesta luna è come il pianto di un bambino: umida e fastidiosa, ma di breve durata”.

Eventi: il quindicesimo giorno del mese, molti villaggi festeggiano il giorno di mezz’estate, con banchetti, canti e balli, soprattutto se il raccolto si preannuncia fruttuoso.

 

Settimo Mese (o Luna di Fiamma)

Clima: torrido, con venti caldi e umidi provenienti da sud-est.

Proverbio: “la Luna di Fiamma è più ardente di qualunque passione” (ovvero il caldo di questo periodo è impareggiabile).

Eventi: nei primi giorni del mese a Portoga si può assistere alla “Festa della Fiamma”, in cui gli artisti vagabondi di tutta Mon si riuniscono per dare spettacolo nei vicoli e nelle piazze della città. Particolarmente suggestivi sono i “mangiafuoco”, che insieme alla settima luna danno il nome all’esibizione.

 

Inizia l’autunno: l’elemento specifico di questa stagione è la Terra.

La luna è più scura, la sua luce lievemente velata.

 

Ottavo mese (Luna del Raccolto)

Clima: caldo e in genere secco, ma con temporali improvvisi e passeggeri.

Proverbio: “chi nella Luna del Raccolto non riempie il granaio, in inverno soffrirà la fame”.

Eventi: al termine del raccolto, soprattutto nei piccoli villaggi rurali della Piana d’Argento, si è soliti festeggiare con grandi falò e lunghi racconti al chiaro di luna, a cui partecipa normalmente tutta la comunità. Inoltre, con la scusa di dover preparare le botti per la vicina vendemmia, si dà fondo al vino residuo con abbondanti libagioni e numerosi brindisi, fino a notte inoltrata.

 

Nono mese (Luna della Vendemmia)

Clima: fresco secco.

Proverbio: “non contraddire un nano se non sai combattere o non hai una corsa veloce, non vendemmiare se non sei nel nono mese o non hai botti capienti” (ovvero non compiere azioni se non sei conscio di ciò che comportano).

Eventi: il giorno del solstizio (il ventunesimo del mese) il culto di Tabata festeggia il Giorno dell’Armonia della Terra, con semplici riunioni pubbliche, molto modeste ma accoglienti.

 

Decimo mese (Luna del Fango)

Clima: fresco e umido, con abbondanti piogge.

Proverbio: “il fango della decima luna si attacca anche al vestito del re degli elfi” (cioè in questo mese piove veramente tanto…).

Eventi: a Tindaros le campane suonano per tutto il giorno a lutto, per ricordare il sacco della città (la cosiddetta “infamia di Tindaros”), avvenuto nel 481.

 

Inizia l’inverno: l’elemento peculiare di questa stagione è l’acqua.

La luna è più verdastra o azzurrognola, la luce lievemente tremolante.

 

Undicesimo mese (Luna delle Nebbie)

Clima: freddo e molto umido.

Proverbio: “nessuno si mette in cammino due volte nella Luna delle Nebbie” (ovvero che la difficile esperienza insegna a non farlo più, ma anche che spesso chi lo fa non ha una seconda possibilità…).

Eventi: a Portoga si celebra il rito delle “Candele di Bruma”: quando la prima nebbia fitta della stagione cala dal nord, la tradizione vuole che dopo il tramonto si affidi alle acque una candela accesa su un pezzo di legno (si dice che colui la cui luce giunge più lontano e per ultima si spegne, possa esaudire un desiderio).

 

Dodicesimo mese (Luna di Morte)

Clima: freddo intenso e sovente neve.

Proverbio: “non c’è primavera senza inverno, non c’è vita senza morte”.

Eventi: il tredicesimo giorno del mese il culto di Diriel festeggia il giorno dello Scampato Periglio, in cui ricorda il rapimento della Dea da parte del fratello, Gadruk, poi sconfitto da Tharion.

 

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Questa filastrocca sui nomi delle lune è molto diffusa ad Anuril, ed è sovente legata ad un gioco, tracciato nel terreno o sulla strada con un gessetto, in cui il fanciullo deve saltare seguendo una sorta di percorso:

 

il primo congela,

il secondo tempesta,

la terza scompiglia,

la quarta germoglia,

l’estate risplende,

la sesta innamora,

il settimo infiamma,

l’ottavo raccoglie,

la nona vendemmia,

il decimo infanga,

l’inverno è di bruma,

e l’ultimo muore.

 

Viceversa, a Portoga e Cargulis (pur con versioni leggermente differenti) è nota tra i bambini la cosiddetta “serie delle lune”, con cui spesso mamme e balie insegnano i numeri ai più piccoli:

 

“il primo è il gigante di ghiaccio,

due le bufere dove annega il corsaro,

tre sono i venti dal mare del nord,

quattro i germogli a primavera,

cinque i bagliori in lontananza,

sei le frecce nel cuore del veggente,

sette i fuochi estivi di chi balla,

otto sono i raccolti fecondi,

e nove le botti in cantina,

dieci paludi inghiottono i viandanti,

undici spettri vagano nella nebbia

e dodici sono i guerrieri morti

uccisi dal gigante di ghiaccio.”

 

Written by totoro19473