Descrizione e storia

Secondogenita di Silma, è la dea delle stelle, della natura, della bellezza. E’ inoltre considerata la Madre di tutti gli elfi, poiché è stata lei, con il proprio sangue, a dare vita a tutte le stirpi elfiche.

Paziente, pacifica e riservata, ama la natura e tutto ciò che è bello, anche in senso artistico: per gli elfi è quindi la musa per eccellenza della poesia, della musica e del canto. Generalmente non impone la propria autorità ai suoi figli elfici, lasciandoli sempre liberi di decidere in piena autonomia, anche quando le loro scelte appaiono in contrasto con il suo volere. La leggenda vuole che alla fine della Guerra dell’Inganno, quando la Prima Grande Eruzione uccise molte generazioni di elfi, le sue lacrime furono così copiose da dare origine, in una sola notte, al lago Teriador. Sconvolta da tanto straziante dolore, non fu mai più vista camminare in riva al mare o per i boschi, come prima era solita fare, ma spesso visita i propri seguaci nei loro sogni notturni, e non di rado conferisce loro un grande potere. Si dice che ora il suo spirito sia tra i cieli e che dia luminosità a tutte le stelle, comprese a quelle che, nella sua infinita benevolenza, ha voluto donare agli altri Dei suoi fratelli.

Per avere maggiori informazioni su Elanath, si possono consultare i capitoli 3, 7 e 8 del Libro dei Tempi Remoti, e i capitoli 7, 8 del Libro dei Tempi Antichi.

Diffusione del culto

E’ venerata da tutti gli elfi (con la sola eccezione degli Elfi d’Ombra). Nonostante alcuni Elfi della Luna si votino più specificatamente a Misania, e qualche Elfo del Sole si consacri ad Helayan (due rinomate condottiere elfiche del passato), nessun elfo mette in dubbio la propria profonda fede e devozione per Elanath.

 Simbologia

Tra tutti i figli di Silma, è senza dubbio quella che vanta la simbologia più vasta: è rappresentata come un’elfa che piange e raccoglie le proprie lacrime (solitamente in un’ampia foglia, ma a volte in un piccolo bacile) oppure con un albero iscritto in un cerchio, o con un sole che diventa luna,o ancora con otto stelle disposte a formare la parte superiore di due occhi. I suoi animali preferiti sono il lupo (amato soprattutto dagli Elfi della Luna) e l’aquila.

Luoghi di culto

Gli Elfi del Sole la venerano in ogni luogo, ma in special modo in riva al mare, al tramonto, quando le stelle iniziano a comparire, spesso recitando delle poesie e brindando in suo onore.

Gli Elfi della Luna la pregano in particolar modo nel cuore delle foreste, di notte, sotto a grandi alberi cresciuti al limitare di rigogliose radure, con canti e musiche melodiose.

Il luogo di culto più importante è certamente la foresta di Langaril, e più precisamente il Cerchio della Vita: un immenso circolo di enormi pietre, attorno a un piccolo lago in una radura, al centro della selva.

Giorni sacri e rituali

Le maggiori festività elfiche sono gli equinozi e i solstizi, in particolare quello d’inverno, in cui vengono celebrati i cicli immutabili della vita e della natura. Mail periodo più importante è quello delle prime due settimane di agosto, che inizia con il giorno di Aur en laer (“canto della luce”) e termina con la notte delle Elda nirnaeth (“lacrime di stelle”), quando l’abbondanza dei frutti su piante e alberi si conclude con i cieli solcati da stelle cadenti simili a lacrime, ricordando agli elfi il giorno in cui Elanath scese su questo mondo e, ferendosi, diede loro vita.

Amici e nemici

Elanath ama profondamente la pace e non considera nessuno come proprio nemico, cercando sempre la strada della pacifica convivenza e del perdono. Convinse Tharion a risparmiare Sargantes al termine della Guerra dei Barbari, e persino durante la Guerra dell’Inganno non mosse mai una sola parola contro Thurnor o i nani. In linea di massima, i seguaci di Elanath vedono di buon occhio la pietà di Diriel, mentre sono meno benevoli verso Tharion (che considerano troppo spietato) e Sargantes. Con Tabata esiste invece in genere un rapporto di stretta affinità e collaborazione.

Precetti

Poiché Elanath non ama imporre la propria volontà, non ci sono dei precetti rigidi per i suo devoti. Solitamente, valgono però le seguenti regole:

– non attaccare con un’arma chi è disarmato,  comunque non aggredire un indifeso;

– non uccidere alcun elfo, per nessun motivo (gli Elfi d’Ombra non rientrano in questa categoria);

– non uccidere cuccioli o femmine gravide, di nessuna razza (alcuni escludono da questo precetto le razze nemiche per eccellenza, come pelleverde);

– non partire per un viaggio se la prima stella della sera è color del sangue;

– osteggia le azioni che vanno contro il corso naturale della terra, come danneggiare piante, appiccare incendi o modificare il corso di un fiume;

– se commetti delle colpe, espiale aiutando un umano o perdonando un nano.

Offerte preferite

Poesie, canti, danze, lacrime sincere, preghiere, un gesto di aiuto o di perdono.

Reliquie e altri oggetti sacri

– Il lago Teriador, in seguito alla Prima Grande Eruzione, dagli elfi viene chiamato anche Ainirnaeth (o “Lacrime Sacre”). Le leggende elfiche narrano che, in alcuni rari periodi di congiunzione tra lune e stelle e in seguito a lunghi periodi di digiuno e meditazione, si possa vedere riflesso sul lago Teriador il bel volto compassionevole di Elanath. Le “Lacrime di Elanath” sono le ampolle riempite con l’acqua del lago in queste circostanze, e che pare abbia miracolosi effetti benevoli. Più precisamente, secondo gli elfi chi beve le lacrime di Elanath può riuscire in qualunque impresa eroica, a condizione che sia puro di cuore e nobile nelle intenzioni.

– La “Prima Cetra” è lo strumento originario, creato da Elanath, da cui in seguito sono state copiate le altre cetre, lire e liuti elfici e umani. Si dice sia utilizzato a tutt’oggi, dal miglior musicista elfico di Langaril.

– Le “Stelle Colorate” furono le tinture, utilizzate originariamente da Elanath, per adornare gli elfi che (contro il suo volere, ma con la sua benedizione) partirono in battaglia nella Prima Guerra del Rancore. Si tratta di colori ottenuti con metodi molto elaborati, partendo da foglie, fiori, radici, insetti e pietre, e hanno uno scopo propiziatorio beneaugurante, solitamente di protezione. In seguito furono utilizzati per lo più dagli Elfi della Luna che spesso, prima di un pericolo o di una prova di forza o agilità, si adornano con molti colori e con le fattezze dell’animale da cui desiderano trarre beneficio (orso per la forza, volpe per l’astuzia, gatto per la furtività…).

Struttura ordine religioso

L’ordine religioso di Elanath è nettamente distinto tra quello degli Elfi del Sole e quelli della Luna. I chierici degli Elfi del Sole si chiamano Elynir e si riuniscono in un gruppo che collabora attivamente per perfezionare non solo le proprie arti, ma anche quelle dell’intera comunità. Sono guidati da un saggio chiamato Minui El (“la prima stella”) che viene scelto sulla base della propria esperienza e perizia, e a cui viene affidata una sorta di reliquia: la Celeb Nir (“lacrima d’argento”), una pietra opalescente avvolta in una intelaiatura argentata, dai poteri ignoti. Gli Elynir convivono all’interno del tempio con i propri parenti più prossimi, formando una sorta di nuova e grande famiglia. I Minui El possono riunirsi in un’assemblea plenaria (solitamente a Langaril o sulle Ainemyn) in cui tutti hanno identici diritti e doveri: in caso la decisione sia particolarmente importante e richieda una votazione, il giudizio della piccola Yvresse conta esattamente come quello dell’immensa Foresta di Fylastir. Tale assemblea è presieduta dal Minui El di Langaril, e spetta a lui la decisione finale nel rarissimo caso in cui non si riesca a trovare una soluzione comune.

Per quanto riguarda gli Elfi della Luna, la gerarchia è se possibile ancora più semplice: non esiste una struttura comune che rappresenti l’ordine al suo completo, e ogni tribù fa per sé (al massimo esistono piccole realtà locali, che riuniscono i vari culti di una regione). Solitamente è presente un solo “sciamano” per tribù, anche se a volte può avere uno o più allievi.

Membri illustri contemporanei

La figura più illustre all’interno dell’ordine degli Elfi del Sole è Gilraen, attuale Minui El di Langaril. Si narra che questa elfa sia vecchissima ed estremamente saggia, anche secondo i parametri elfici, e che narri i propri racconti in modo da farli rivivere nella mente e nel cuore di colui che la ascolta (privilegio raro per un elfo, straordinario per un uomo, praticamente impossibile per un nano).

Tra gli sciamani degli Elfi della Luna i più noti sono la giovane Eiras e il possente Alàkaras. La prima pare sia una discendente diretta di Misania che vive nella Selva di Khalan: se tutti gli elfi (e in particolare quelli della Luna) possiedono il dono di comprendere gli animali, il potere di Eiras è talmente sviluppato che, come la progenitrice, guida interi branchi di lupi all’interno della Selva, e spesso “canta” e “danza” con loro. E’ considerata il più grande sciamano elfico dai tempi di Misania.

Alakaras, detto anche “Cervo Veloce”, è nato a Tabrethil ma vive vagando tra i vari insediamenti elfici meridionali (Fylastir, Tabrethil, Portoga, Yvresse…) ed è un musicista straordinario: dicono sappia suonare con grande maestria qualsiasi strumento esistente, e molti elfi sostengono bonariamente che la Prima Cetra (vedi sopra) dovrebbe essere affidata alle sue mani sapienti.

Written by totoro19473