Pur non essendo realmente una vera Dea, Lloth (detta anche “Regina Aracnide”, “Dea Oscura”, “Spirito Folle” e “Signora del Caos”) rientra a pieno titolo in questa categoria in quanto è considerata una divinità dall’intero popolo degli elfi oscuri, oltre a possedere un potere che va ben al di là delle possibilità di qualunque mortale. Infine, oltre ad essere uno spirito assai potente, pare che abbia racchiuso in sé parte dell’energia vitale di un figlio di Silma.

Descrizione

Spirito primordiale e potente, ha le fattezze di un enorme ragno nero con il corpo tondeggiante striato di viola, con otto zampe muscolose e coperte di peli corti e argentei. Ha però il volto dai lineamenti umanoidi, tranne gli occhi (grandi e tondi, rossi come braci) e la bocca (da cui fuoriesce una mandibola a forma di chela).

Storia

Quando Gadruk rapì Diriel e in seguito venne colpito a morte da Tharion, la leggenda vuole che la sua testa (spiccata dal resto del corpo) sia volata in un crepaccio, e che nell’oscurità della terra sia poi finita presso la tana di un potente spirito-ragno, chiamato Coazatek. Egli divorò la testa del Dio in pochi istanti, ma subito dopo cadde in un sonno simile alla morte, che durò molti anni, fino alla prima eclisse di sole: quel giorno lo spirito-ragno morì, e il suo stomaco si squarciò e diede vita a undici ragni di vari colori e dimensioni. L’esemplare più piccolo di gesta progenie, una femmina piccola e scura di nome Lloth, divorò tutti i propri fratelli e divenne ben presto un ragno enorme, potente e terribile.

In seguito ai terremoti della Prima Grande Eruzione, Lloth venne segregata sotto al vulcano Metzli, e questa situazione ne accrebbe ulteriormente la follia e la malvagità. E fu proprio sotto al vulcano che l’enorme ragno incontrò gli elfi della luna, i quali a loro volta erano rimasti imprigionati nel sottosuolo, ed erano ormai allo stremo delle forze per la mancanza di sostentamento. Il ragno divorò alcuni elfi ma, in un barlume di lucidità, capì che non avrebbe avuto un grande tornaconto se avesse sbranato subito tutte queste creature, che ai suoi occhi apparivano deboli e spaventate. Così Lloth si prese cura di loro assurgendosi al ruolo di protettrice, e li condusse presso un fiume sotterraneo dove essi poterono coltivare muschi, funghi e radici, e persino allevare salamandre, serpenti, pipistrelli e altre creature del sottosuolo. Ben presto gli elfi iniziarono ad adorare la Grande Madre Ragno come una vera e propria divinità salvifica, che però pretendeva in cambio l’obbedienza assoluta e il sacrificio di alcune vite (animali o elfi che fossero).

Fu così che Lloth esasperò alcuni tratti del carattere degli elfi della luna, come l’indocilità, l’inquietudine e la fierezza, e stillò in loro dei sentimenti che in precedenza essi non conoscevano, come l’egoismo, la falsità e la prepotenza. Accadde che questo popolo prosperò nel sottosuolo e cambiò in modo sottile e lento, eppure significativo, ma non era ancora il tempo degli elfi d’ombra: infatti il loro cuore non era ancora completamente ottenebrato dalla malvagità, e molti di essi ambivano ancora a tornare alla vecchia vita all’aria aperta.

Si formarono così due fazioni: una guidata dal vecchio sciamano Edonil, che ambiva a tornare in superficie, e l’altra capitanata da alcune agguerrite femmine cacciatrici (nate e vissute nel sottosuolo), che non avevano alcun interesse né in Elanath né ad una vita che per loro non aveva alcun significato. Al culmine della tensione, Velkyn (una delle cacciatrici) accusò la controparte di tradimento verso Lloth, e uccise l’anziano sciamano per offrirlo in sacrificio alla Regina Aracnide. Ma, prima di morire, il vecchio elfo lanciò il proprio anatema:

“Mille volte siate maledetti, e mille volte dannati: sulla vostra pelle cali l’ombra della vergogna, che i vostri capelli rinsecchiscano come il vostro cuore, nei vostri occhi arda il fuoco dell’infamia!…”.

Da allora gli elfi d’ombra sono come tutti noi li conosciamo, anche se riuscirono a tornare in superficie in seguito ai terremoti che sconquassarono il Teriador all’inizio dei Tempi Recenti.

 

Diffusione del culto

Lloth è adorata da tutti gli elfi d’ombra. Alcuni si votano più specificatamente a Kalisha, ma non mettono mai in dubbio la propria devozione in Lloth.

 

Simbologia

Lloth è raffigurata per quello che è, ovvero un ragno (più o meno stilizzato). I suoi animali prediletti (oltre ovviamente agli stessi ragni) sono quelli tipici delle grotte, ma in particolare i pipistrelli e i serpenti.
Luoghi di culto

I templi dedicati a Lloth possono essere trovati esclusivamente nelle cittadelle degli elfi scuri. Si dice che siano caratterizzati dalla presenza di grandi e numerosi statue della Dea-Ragno, e che la cattedrale più importante di Lloth si trovi in una città sotterranea nei pressi di Minur, ma non ci sono prove che suffraghino con certezza queste affermazioni.

 

Giorni sacri e rituali

Praticamente tutti gli studiosi sono concordi nel sostenere che gli elfi d’ombra festeggino le notti di luna nuova, spesso con riti crudeli e mortali (pare che, in queste occasioni, sacrifichino eventuali prigionieri o parti di essi). A memoria della nascita della Regina Oscura, sono solennizzate anche tutte le eclissi, in particolare quelle di sole. Di più, non ci è dato di sapere…
Amici e nemici

Lloth e gli elfi scuri sono considerati dei traditori dai seguaci di Elanath, che li disprezzano e spesso li combattono, poiché li considerano una abiezione della propria razza. Esiste però  anche una profonda inimicizia sia con il culto di Thurnor che con quello di Tharion.

Precetti

Se ve ne sono, non sono noti.

 

Membri illustri contemporanei

Ovviamente non è noto alcun membro illustre del culto di Lloth, anche se possiamo dire praticamente per certo che, quali che siano, saranno tutti femmine.

Dicerie

Era buio e stavo rientrando in città, quando sentii delle grida di dolore, a pochi passi da me. Mi bloccai e non dimenticherò mai quello che vidi: nel chiarore della luna, al centro della radura vicino ad una pietra nera, un elfo scuro dagli occhi di brace stava torturando un’altra creatura che non riuscivo a vedere. Rimasi lì, pietrificato dalla scena, mentre l’elfo sogghignò e alzò il pugnale al cielo, urlando delle frasi in una lingua tagliente e incomprensibile, a cui fece seguire  un’unica parola, ripetuta in continuazione: “Lloth… Lloth… Lloth…”. Poi affondò il pugnale e io fuggii a perdifiato. In seguito seppi che il figlio del mugnaio era scomparso e che, quando tornò in città, aveva la mano destra amputata ed entrambi gli occhi gli erano stati cavati. E non disse mai più una parola, in tutta la sua vita…

(Hans, boscaiolo di Minur)

O madre tenebrosa,
che nascesti dall’abominevole Caos,
ascolta i tuoi figli.
ulu satiir dosst dalharuken.
O signora dei ragni,
che dimori al centro del caos,
risparmia i tuoi figli.
ulu dormagyn dosst dalharuken.
O lloth,
che attendi la vittoria del caos,
guida i tuoi figli.
mrimm dosst dalharuken.

(invocazione di Khamar l’Assassino, prima di essere giustiziato per omicidio)

 

Noi non parliamo dei Reietti Neri, e tanto meno della loro Madre Blasfema, Lloth la Saziamorte…

(Tanhiol Chiomascura, vice-ambasciatore di Langaril a Portoga)

 

Secondo me non dovremmo combattere gli elfi scuri, ma piuttosto cercare di capirli, dato che anch’essi sono figli di Elanath, anche se non lo ricordano più. Sono come bambini che hanno perso la mamma, e sono stati affidati alla persona sbagliata. Ho letto la storia della nascita degli elfi scuri, e io credo che la colpa sia tutta di quella ragnessa, Lloth, quindi non dovremmo accanirci contro di loro…

(Miria, levatrice di orfani di Anuril)

 

Chi prega Lloth è meglio che lo faccia in fretta, perché presto lo troveremo e allora daremo fuoco ai suoi templi blasfemi e quella sarà la sua ultima preghiera…

(Lothar il Rapace, Inquisitore di Tharion)

Written by totoro19473