Descrizione e storia

Giunta sulla Terra per prima, insieme a Sargantes e Thurnor, è considerata la Dea della ragione, della ricerca equilibrata e della conoscenza. Alcuni la considerano anche la divinità della lungimiranza o della preveggenza. Nonostante Tabata abbia contribuito in modo fondamentale alla nascita degli Uomini, non ne è per considerata la Madre.

Intelligente e flemmatica, ama tutte le creature viventi e, quando può, le spinge volentieri verso una conoscenza più ampia e profonda, ma sempre vissuta in uno spirito di equilibrio e condivisione, e mai come una ricerca personale, ambiziosa o egoistica. Non ama parlare, preferendo guardare o ascoltare. La dote che predilige, nei propri seguaci, è la ragionevolezza ispirata dalla saggezza e dalla conoscenza.

Al termine del Tempi Antichi Tabata rimase l’unica tra gli Dei a camminare ancora su Mon: allora si recò su una montagna pressoché inaccessibile vicino al Teriador e lì tramutò in una possente quercia, che tuttora si specchia nel lago dall’alto di qualche vetta, sopra a cui brilla la Stella della Conoscenza.

In tempi lontanissimi Tabata scrisse il Libro del Destino, che alla fine dei Tempi Antichi venne consegnato all’elfa  Helayan, e da lei portato nella Foresta di Langaril, dove scomparve nell’oblio.

Per avere maggiori informazioni su Tabata, si possono consultare i capitoli 1, 2, 5 e 7 del Libro dei Tempi Remoti, e il capitolo 10 del Libro dei Tempi Antichi.

Diffusione del culto

Tabata è venerata da molti uomini e donne di tutti i ceti sociali, anche se sicuramente conta un maggior numero di seguaci tra le persone benestanti e tra gli usufruitori delle arti magiche e arcane.

Simbologia

Tabata è solitamente raffigurata con un volto di donna, diviso a metà: la parte sinistra è giovane e curiosa, quella a destra è vecchia e saggia. In alcuni casi la Dea è vista come una quercia possente, sovente innanzi a uno specchio d’acqua. Il suo animale più amato è sicuramente la tartaruga (lento ma perseverante), anche se è legata anche a civette, usignoli e delfini.

Luoghi di culto

Il luogo di culto più importante è il Tempio di Tabata di Anuril, con la sua immensa biblioteca, che dicono conti più di ventimila volumi (di cui almeno mille miniati con velature d’oro). Tutte le grandi città umane di Mon hanno un tempio, grande o piccolo, dedicato a Tabata, e spesso anche i villaggi (o persino le strade) hanno un cappella o anche una semplice pietra votiva, dedicata alla Dea della Conoscenza.

Giorni sacri e rituali

Le festività maggiori sono i Giorni dell’Armonia, che si compiono ai due equinozi, quando giorno e notte condividono perfettamente la giornata: ogni città e villaggio festeggia queste ricorrenze con un proprio rito particolare, ma solitamente di tratta di quieti ritrovi, in cui ogni partecipante racconta episodi della propria vita o altre riflessioni personali.

Un altro momento importante per il culto di Tabata è la notte che precede la primavera, quando la saggezza del lungo inverno lascia il posto alla rigogliosa curiosità della giovinezza primaverile: in queste ore che preannunciano l’alba (chiamate “Nocturn Mutaevole”) è previsto un complesso rito di equilibrio personale, meditazione e purificazione, solitamente con un largo uso di oli o incensi profumati.

Amici e nemici

Spesso Tabata è associata a Elanath, con cui condivideva un grande amore per la natura, quindi esiste una certa affinità di vedute tra i seguaci delle due divinità, seppur di razze diverse. In generale, si potrebbe dire che il culto di Tabata non è considerato malevolo neppure dai seguaci di Sargantes, probabilmente perché Tabata è stata l’unica, tra i Figli di Silma, a non disprezzare mai il Primogenito. Da parte sua, Tabata non si è mai interessata molto ai suoi fratelli, preferendo la compagnia delle creature viventi, e in particolare degli Umani, che riteneva molto più variegati e complessi delle altre razze. Eppure, soprattutto recentemente, alcuni chierici di Tabata sostengono che la loro Dea perseguirebbe (con infinita pazienza) un mondo di pace e comprensione reciproca, basato sulla saggezza e sulla fratellanza di tutte le razze, e che quindi sarebbe proprio Tabata l’avversario naturale di Sargantes, dato che contrapporrebbe una ricerca equilibrata e interiore alla bramosia personale e senza freni.
Precetti

Tabata non ha imposto regole precise o norme rigide, ma per i suoi seguaci valgono solitamente i seguenti principi:

– uccidi solo in caso di estrema necessità (mai per denaro o per vendetta);

– non urlare mai, se non per avvisare di un pericolo imminente;

– impara a leggere e a scrivere; se conosci qualcuno che non è in grado di farlo, insegnaglielo;

– rispetta gli anziani e i bambini: sono la conoscenza e il futuro del mondo.

Le seguenti frasi, invece, sono riportate dal volume “Cento Storie di Tabata” (vedi sotto), e sono state pronunciate dalla stessa Dea, quando ancora camminava su questo mondo:

– “la curiosità non è un male, la perseveranza è necessaria, ma la vera chiave è l’equilibrio: senza di esso, non c’è vera saggezza”;

– “uomini e donne sono stati creati con una bocca, due orecchie e due occhi: ciò significa che bisogna ascoltare e guardare molto più di quanto si parli”;

– “prima di agire, pensa; prima di parlare, ascolta; prima di morire, diffondi la conoscenza”;

– “non curarti del giudizio altrui, ma ascolta con spirito di comprensione chi ti critica”;

– “comportati da solo come se fossi in mezzo alla gente, e quando sei in mezzo alla folla fa come se fossi da solo”;

– “per farsi ascoltare, è più saggio abbassare la voce: chi ci ascolta sarà obbligato a tacere, se è interessato ad ascoltare le nostre parole; se invece non è interessato, non le ascolterà neppure se urliamo”;

– “pensa sia in piccolo che in grande, ma lascia le lodi agli stolti e agli arroganti: la vera gloria non appartiene al presente, bensì ai secoli che trascorrono”;

– “compiere un atto sconsiderato, spingere a compiere un atto sconsiderato, o non fermare un atto sconsiderato potendolo fare, non sono la stessa cosa, ma si assomigliano molto”;

– “la conoscenza è di tutti: diffondila tra le persone che la diffonderanno, negala a chi la negherebbe”;

– “impara dagli elfi l’armonia con la natura, dai nani la costanza, dai mezz’uomini l’amore per la vita e la spensieratezza, dai pelleverde cosa non va fatto”.

Offerte preferite

Lo studio, dell’incenso, la lettura di un libro, l’ascolto di un anziano o la narrazione ad un bambino, la meditazione.

Reliquie e altri oggetti sacri

I resti sacri più famosi legati a Tabata sono:

– il “Libro del Destino”: si dice che questo sia un volume dalle pagine più sottili delle ali di una farfalla, vergato con una scrittura finissima eppure elegante. Su quelle pergamene Tabata scrisse, in modo meticoloso e accurato, la vita di tutte le creature, dall’agrifoglio all’Elfo, dal Nano alla mosca, dall’aquila all’Uomo, fin dal momento della loro nascita sino alla morte, e di tutti gli sviluppi che ciascuna di queste vite può avere nel corso della sua breve o lunga esistenza. Consegnato all’elfa Helayan alla fine dei tempi Antichi, fu da lei portato nella foresta di Langaril, dove si suppone sia ancora conservato;

– “Cento e una storie di saggezza”: è un volume di racconti, il cui originale è conservato al Tempio di Tabata di Anuril. Raccoglie storie e aneddoti attribuiti a Tabata e ai suoi seguaci, anche se in verità i racconti che riguardano la Dea della Conoscenza sono molti di più, ma questi sono quelli scelti ufficialmente dal Collegio della Sapienza in occasione del Secondo Simposio del Teriador;

– le cosiddette “Foglie di Tabata”: spesso i venditori ambulanti e altri impostori vendono delle foglie di quercia (o persino dei rametti), che spacciano per foglie e rami caduti dalla Quercia della Saggezza, ovvero dall’albero in cui Tabata si è trasfigurata alla fine dei Tempi Antichi. In realtà questa quercia non è di fatto accessibile, e le uniche persone che ufficialmente l’hanno raggiunta sono solo i due pastorelli di Minur (nei primi anni dei Tempi Recenti) e Jadia, famosa chierica di Anuril. Le uniche vere Foglie di Tabata, raccolte da queste persone, sono conservate al Tempio di Anuril e in quello di Minur, e vengono esposte al pubblico una volta l’anno, in occasione della Nocturn Mutaevole (vedi “giorni sacri e rituali”);

– il corpo di Jadia Brezzachioma, nota chierica del culto di Tabata (famosa per aver raggiunto la Quercia della Saggezza) si trova tuttora presso il tempio di Anuril in perfetto stato di conservazione, ed è la meta di numerosi pellegrinaggi.

Struttura ordine religioso

Il clero di Tabata è suddiviso in scuole, chiamate “Collegi”, ciascuno con un regolamento autonomo e precisi argomenti: il Collegio della Terra (relativo alle conoscenze su piante e animali), delle Acque (abitanti degli abissi e funzionamento delle maree, ma anche comprensione dell’erosione e dell’origine delle grotte), dell’Aria (storia, linguaggi e usanze), del Fuoco (magia, alchimia e altre arti arcane) e il Collegio della Sapienza (che li raccoglie tutti). Questa suddivisione non è rigida, e spesso sia i vari maestri (chiamati “Guide”) che gli Allievi possono cambiare Collegio con il passare del tempo e il mutare delle conoscenze e degli interessi (ovviamente i membri del Collegio della Sapienza sono assai più influenti e rinomati degli altri).

Eccezion fatta per l’ammissione al Collegio della Sapienza (che deve avvenire all’unanimità di tutti i Collegi) ciascuna “scuola” decide autonomamente le proprie Guide e l’ordinamento interno, che è subordinato alle esigenze del Collegio. Per esempio, mentre i Collegi dell’Aria e della Terra hanno molte piccole sedi e le decisioni sono prese da una Consulta, il Collegio del Fuoco ha una struttura piramidale molto rigida ed è dislocato quasi esclusivamente ad Anuril e sul Pianorosso. Viceversa, il sito principale del Consiglio dell’Acqua si trova a Portoga, e la sua struttura interna è assai mutevole, a seconda delle esigenze momentanee.

Normalmente un Allievo sceglie un Collegio ben preciso, ma a volte – soprattutto nelle campagne – i Maestri tendono ad impartire degli insegnamenti generici (anche se tutto ciò non ha nulla a che vedere con il Collegio della Sapienza, ovviamente).

Membri illustri contemporanei

Curiosamente, le persone più illustri del culto di Tabata sono attualmente una ragazzina e un vecchio, come il simbolo per antonomasia della Dea (il volto per metà saggio e per metà curioso). L’uomo si chiama Jinsal, ma è noto come “il Venerabile”, e pare abbia più di centodieci anni, anche se è ancora relativamente giovanile:  facilmente riconoscibile dalla lunga barba grigia e dai vividi occhi neri, dimora a Portoga dove insegna a tredici allievi per tredici mesi (a volte, al termine di un periodo di insegnamento, si allontana dalla città per un viaggio di apprendimento più o meno breve). La ragazzina invece è una piccola nomade di circa dodici anni, di nome Estrella (nota anche come “la Bambina Prodigiosa”), e vaga per la Piana d’Argento insieme ad alcuni animali decisamente eterogenei. Ha degli indiscutibili e straordinari poteri di preveggenza, e impartisce studi e discipline scegliendo i propri allievi in base al capriccio o comunque a logiche apparentemente incomprensibili (gli stessi insegnamenti possono durare pochi istanti oppure molte settimane). Non ama il rumore, e spesso si allontana a causa del troppo clamore suscitato dalla propria presenza.

Written by totoro19473