Descrizione e storia

Giunto sulla Terra sul finire dei Tempi Remoti, si è opposto a Sargantes e al suo esercito di Uomini nella Guerra dei Barbari, radunando attorno a sé gli ultimi Umani liberi. Successivamente alla sconfitta di Sargantes, è divenuto il protettore della razza Umana, fondando il Regno di Rilost, e divenendone il primo Re.

E’ considerato il Dio della Giustizia, del rigore morale e della disciplina. Coraggioso e intransigente, ama l’ordine, la fedeltà e l’obbedienza (cieca, se necessario). Disprezza l’egoismo, l’invidia, l’inganno e la disonestà, combattendoli in modo inflessibile con tutte le forze, e pretendendo lo stesso dai propri seguaci.

Nel periodo centrale dei Tempi Antichi fondò l’Ordine dei Cavalieri, per accorrere in aiuto dei Nani e così facendo li salvò dalla disfatta. Durante la Guerra dei Draghi Tharion riuscì ad abbattere Sargantes, ma ne fu gravemente ferito: allora il Dio lasciò questa terra insieme a Diriel, e si dice che da allora la sua stella brilli accanto a quella della Dea, e che la sua luce infonda coraggio ai propri seguaci e faccia da monito alle persone empie e scellerate.

 

Diffusione del culto

Tharion è venerato da molti uomini e donne, ma in particolare da coloro che seguono carriere militari e nel cuore  dell’antico regno di Rilost (Anuril e la Piana d’Argento).

Simbologia

Tharion è solitamente raffigurato come un cavaliere che emerge dall’acqua, con la spada sguainata in mano, anche se la posa ha assunto nel tempo diverse varianti (per esempio in molti casi sono le onde stesse a sorreggere Tharion o a tramutarsi in destriero, in altre rappresentazioni il Dio regge una bilancia, in altre ancora duella contro un Drago Nero). Il suo simbolo è una spada (Daegrefne, vedi sotto) avvolta nella luce abbagliante del sole. L’animale prediletto di Tharion è il cavallo, solitamente di dimensioni imponenti e dal manto uniforme (bianco o nero).

Luoghi di culto

I templi dedicati a Tharion sono in genere austeri ed imponenti (in alcuni casi persino di aspetto militare) e sono caratterizzati dalla presenza di alte e possenti torri a sorvegliare l’ingresso principale. Le piccole cappelle sono invece semplici e dal tipico colore bianco (spesso con innesti in marmo o altre pietre candide).

Il luogo di culto più noto è sicuramente la maestosa Cattedrale di Anuril, che si erge solenne al centro del Castello dei Re: nonostante abbia perso parte del biancore originale, i suoi slanciati campanili e la sua armoniosa facciata di pietre squadrate sono da sempre il simbolo del coraggio e della giustizia. Quasi a voler  bilanciare tanta bellezza e pace, le prigioni sotterranee e la piazza antistante (dove si celebrano i riti purificatori e le esecuzioni pubbliche) sono luoghi riveriti e temuti in tutto il mondo. In ogni caso Anuril possiede molte altre basiliche e templi minori dedicati al Dio del Coraggio, in varie zone della città, e molti altri si trovano in tutta la Piana d’Argento.

Anche Portoga e Minur hanno degli imponenti templi dedicati a Tharion, mentre quello di Tindaros è stato devastato durante il recente saccheggio della città.

Giorni sacri e rituali

La festa più spettacolare del culto di Tharion è sicuramente la “Solennità della Fondazione”, celebrata il primo giorno di primavera e in cui si ricorda la nascita del Regno di Rilost: durante questa giornata innanzi al tempio di ciascuna città si svolge un’imponente parata militare, in cui sfila l’intero Ordine dei Cavalieri, dal Gran Maestro fino al più umile degli scudieri.

Nel “Giorno della Resa del Drago” (o “della Rovina”) viene ricordata la caduta del Drago d’Ombra Sargantes ma anche la ferita letale inflitta a Tharion. Durante questa giornata i fedeli devono tenere un velo innanzi al viso (solitamente un pesante cappuccio nero, che elimina del tutto la vista) che viene poi levato al tramonto, ovvero nel momento in cui Tharion sacrificò la propria esistenza pur di sconfiggere il Nemico.

Un altro momento particolarmente significativo è la “Custodia d’Arme”, ovvero il giorno in cui un bambino compie undici anni e viene considerato una giovane “Combattente di Tharion”: in questa giornata, infatti, gli viene affidata la prima vera arma da adulto.

Amici e nemici

Tharion è considerato il nemico per antonomasia di Sargantes e dei suoi discepoli, colui che da sempre ha osteggiato i progetti del Drago d’Ombra, fin dai Tempi Remoti. Tra le due divinità esiste un’ostilità feroce, che ha raggiunto il culmine con l’istituzione dell’Inquisizione, avvenuta nel Primo Evo dei Tempi Recenti in seno all’Ordine dei Cavalieri di Tharion, per debellare i seguaci di Sargantes del Regno di Rilost.

Il culto di Tharion non è visto di buon occhio dagli Elfi, che non apprezzano la rigidità dei suoi precetti, pur condividendone alcuni. Viceversa, questa fermezza è molto apprezzata dai Nani, che inoltre hanno memoria dell’aiuto reso loro da Tharion, in occasione della Battaglia del Passo della Piccozza.

Precetti

Il culto di Tharion prevede norme rigide e incontestabili, in base al Codice dei Cavalieri. Possono essere riassunte in alcuni precetti chiave:

– non mentire mai, per nessun motivo;

– l’obbedienza e la fedeltà verso i propri superiori devono essere assolute (all’interno dell’Ordine di Tharion non esiste alcuna eccezione a questa regola);

– non rubare;

– non colpire mai un avversario disarmato, a meno che non appartenga alla razza nemica (i pelleverde);

– aiuta i confratelli che sbagliano, ma a patto che siano pentiti del proprio errore;

– l’onore di un cavaliere è l’onore di Tharion, quindi deve essere immacolato come la neve. Se non lo è, va lavato con il sangue (il proprio, se necessario);

– contribuisci come puoi all’estirpazione di tutti i seguaci di Sargantes;

– l’odio non è una virtù: lo sono invece la fermezza, la memoria, la perseveranza e la giusta collera.

Offerte preferite

Sangue, denaro, armi o armature spezzate, digiuno, duro allenamento fisico.

Reliquie e altri oggetti sacri

Vi sono moltissimi templi o cappelle che si attribuiscono il possesso di grandi o piccole reliquie di Tharion, come frantumi di scudo, pezzi di armatura, ciocche di capelli o altro. Ovviamente la maggior parte di questi cimeli sono fasulli, ma questo non toglie che siano venerati e che comunque esistano molte reliquie del Dio del Coraggio, sparsi in tutta la Piana d’Argento e oltre. I più celebri sono:

– “Daegrefne”. E’ il nome dell’imponente spada di Tharion, detta anche “Fendidrago”. Forgiata dall’Udenthor Grahad Mandipietra nelle Fucine di Azdan-dum, dopo la Battaglia del Passo della Piccozza, da quel giorno diventò l’arma del Dio della Giustizia e fu con questa spada che il Dio riuscì a fendere un’ala del Drago d’Ombra Sargantes: l’arma con quel colpo si ruppe, e dai resti della sua lama furono forgiate altre quattro spade (vedi poi). L’immane elsa è tuttora conservata nella cattedrale di Anuril, ed è considerata la più importane reliquia di Tharion.

– le “Quattro Spade del Sole”. Chiamate così in contrapposizione all’ombra dalla quale presero origine (vedi sopra), sono armi potenti e rinomate: “Rossaneve” è una spada lunga e slanciata, ed è uno dei simboli del regno di Rilost; brandita da tutti i Sovrani (tranne i fanciulli e le Regine) attualmente si trova nella mani di Re Arahel III. “Nerolampo” è una daga corta e massiccia, che pende dalla cintura dell’Arci-Inquisitore dei Cavalieri di Tharion, ad Anuril. “Sorte Lucente” è una spada sottile e sonora: perduta per molti secoli, recentemente è stata ritrovata da un ricco mercante che fa la spola tra Cargulis e Portoga. “Destino Bianco” è una spada semplice e leggera, e pare sia andata perduta nella recente disfatta di Tindaros.

– la “Corazza Strappata”. Conservati nel tempio di Poggiochiaro (tra Anuril e i Monti Gular, dove è avvenuta la Battaglia dell’Ombra) vi sono i principali frantumi dell’armatura di Tharion (i resti della spalliera destra sono conservati invece nella Cattedrale di Anuril). Curiosamente, questa reliquia è meta di visite e preghiere anche dai seguaci di Diriel, poiché fu proprio la Dea a toglierla dal corpo ferito di Tharion, per prestare al Dio del Coraggio le proprie cure.

– i resti dei fedeli cavalli di Tharion sono conservati nell’ossario di Rivoliscio, un piccolo paese della Piana d’Argento. Tra di loro, sono particolarmente noti il velocissimo destriero “Adamanto”, dal pelo bianco come la neve, e il colossale stallone “Incrollabile”, completamente nero eccetto per una macchia bianca a forma di spada, lungo il muso.

– la “Mano Purpurea” è considerata una reliquia minore di Tharion (vedi Diriel).

Struttura ordine religioso

Il culto è organizzato in una struttura chiamata “Ordine dei Cavalieri di Tharion”, dalla gerarchia decisamente rigida. Al vertice dell’Ordine si trova il “Collegio dei Venerabili”, che solitamente si riunisce ad Anuril una volta all’anno ed è composto da dievi persone, a capo delle quali si trova il Re di Rilost (detto anche “Maestro Supremo”) che dirige la seduta. Gli altri nove membri del Collegio si dividono in due categorie: i “Fieri” e i “Giusti”. I Fieri sono quattro, e non sono altro che i Gran Maestri dei templi di Portoga, Minur, Cargulis e Tindaros (quest’ultimo è attualmente in esilio a Portoga) e sono scelti autonomamente dal clero delle rispettive città. Viceversa i “Giusti” sono i responsabili dei vari settori dell’Ordine, scelti direttamente dal Maestro Supremo, in genere tra i membri del clero di Anuril.

Ciascuno dei cinque Giusti è al comando di uno specifico settore dell’Ordine: il Direttorio della Legge (che stabilisce le norme di comportamento e giudica i reati ordinari), l’Inquisizione (che giudica gli eretici, perseguita i nemici dell’ordine ed esegue le condanne), l’Esercito, il Refettorio (che organizza la vita quotidiana dell’ordine come i pasti, la cura dei templi e le offerte dei fedeli) e il Dicastero Consolare (che ha il compito di mantenere i rapporti con le altre istituzioni). Questi settori sono suddivisi in modo rigoroso, e un Giusto non ha praticamente alcun potere in un settore diverso dal proprio (questo ovviamente crea dei giochi politici e di potere non indifferenti). L’Ordine è però composto principalmente da semplici e valorosi sacerdoti, cavalieri e scudieri.

La sede principale dell’Ordine si trova ovviamente ad Anuril e in genere è al Gran Maestro di questo tempio che vengono affidati gli incarichi più importanti e autorevoli. Quindi, se ad Anuril il potere dell’Ordine dei Cavalieri è molto sentito, in periferia (sia nei villaggi, che nelle città lontane da Anuril) l’esistenza del Collegio dei Venerabili è vista come una questione lontana e di scarsa importanza, che una volta all’anno provoca un messaggio con qualche nuova regola da attuare, ma che non ha un grande peso nella vita di tutti i giorni.

Membri illustri

L’attuale Maestro Supremo dell’Ordine nonché Re di Rilost è Arahel III, grazie al quale è tornata al potere l’antica casata originaria dei Lungivista (dopo quasi 350 anni di assenza dal trono). Arahel è un uomo di quarant’anni enigmatico e difficilmente decifrabile, nonostante gli oltre vent’anni di regno: non ama gli intrighi politici ma mantiene sempre un atteggiamento diplomatico, senza mai prendere posizioni estreme. Non sembra favorevole all’Inquisizione ma neppure la osteggia, e sa essere deciso e inflessibile. Possiede uno sguardo acuto e la sua parlata è impetuosa e carismatica, capace nei rari discorsi pubblici di infiammare il popolo, da cui è ammirato e rispettato.

Nel clero, due Giusti si contendono attualmente la supremazia all’interno dell’Ordine: Lord Therkar e Lady Aliya. Lord Therkar ha trentacinque anni ed è da poco succeduto al padre (lord Thauros) come capo dell’Inquisizione. Ora guida il proprio settore con un’intransigenza che spesso sconfina nella crudeltà, e per questo è  rispettato e temuto da tutti. Nonostante gli manchino due dita alla mano destra (in seguito allo scontro con un ogre) e abbia il segno di una bruciatura sopra una tempia (l’effetto dell’incantesimo di una strega, pare), è soprannominato “l’Uomo di Roccia”. Al contrario, Lady Aliya è una donna bella ma non più giovane, con i capelli neri perennemente nascosti da un velo color porpora. A capo del Refettorio e, di fatto, del Dicastero Consolare, è scaltra, riflessiva e calcolatrice, e spesso entra in contrasto (solitamente in modo sottile e arguto) con i rudi metodi di Lord Therkar e dell’Inquisizione.

E’ interessante notare come, pur essendo molto diversi, siano entrambi scelti e sostenuti dal Re. Il terzo incomodo potrebbe essere il giovane Temmas, nipote del Re e attuale legittimo erede al trono (è il solo figlio dell’unica sorella di Re Arahel): il ragazzo, mansueto e sensibile, ha undici anni ed è stato avviato alla carriera ecclesiastica.

Descrizione e storia

Giunto sulla Terra per primo insieme a Sargantes e Tabata, è il Dio creatore dei nani e da loro è considerato il patrono di tutte le tecniche artigiane. Per questo motivo, è chiamato anche l’Artefice. Tenace, serio, instancabile e possente, è “lento all’ira ma ancor più lento nel perdono” (Voragine Khiaga). E’ favorevole al duro lavoro, alla memoria del passato e alla lealtà di parola, ma non disdegna una pretestuosa sottigliezza (soprattutto se può inguaiare un elfo), a patto che sia veritiera.

Da subito si oppose con decisione a Sargantes e combatté alla guida dei nani nella Guerra dei Barbari. In seguito, ferito a tradimento dell’elfa Kalisha, rimase come morto nelle profonde sale naniche, fino a che non fu curato dall’eroe nanico Glortheon. Fu allora, al termine della Seconda guerra del Rancore, che il Dio si sacrificò per salvare il proprio popolo, rimanendo imprigionato nella lava del vulcano Metzli, sotto al lago Teriador. Si dice però che lì sia conservato il suo corpo, ma che il suo spirito abbia lasciato questo mondo, e che il Dio lavori strenuamente in attesa del ritorno, e che comete e stelle cadenti siano i bagliori della sua fucina tra i cieli.

 

Diffusione del culto

Thurnor è il Padre dei nani ed è adorato da tutti loro. Alcuni nani si votano più specificatamente a Glortheon o a Barbas (valorosi eroi della stirpe nanica), ma non mettono mai in dubbio la propria fede e devozione in Thurnor.

Simbologia

La rappresentazione principale di Thurnor è quella di un possente orso bruno, raffigurato nella vita quotidiana o in letargo, ma più spesso fiero e adirato in battaglia. Il suo simbolo più comune è una runa simile a una “K” rovesciata (ovvero rivolta a sinistra), che nel linguaggio nanico rappresenta la lettera “T”, iniziale del nome del Dio.

Il colore di Thurnor è il rosso intenso, come la brace, il metallo incandescente e il sangue.

Luoghi di culto

Il luogo di culto più famoso della società nanica si trova presso i Monti Eburnei, ed è la Voragine Khiaga, che è una gigantesca dolina (una sorta di imbuto naturale) sulle cui pareti rocciose è stata scolpita l’intera storia dei nani, dall’arrivo di Thurnor ai giorni nostri.

Ma quando un nano lavora duramente e in libertà, quello è considerato un luogo di venerazione di Thurnor, grazie alla fatica e alle arti che vi vengono spese (maggiore è l’opera creata dal sudore nanico, e tanto più solenne e importante sarà la preghiera). Per questo motivo, i templi dedicati al Dio Artefice non sono molto diffusi, se non nelle Montagne Barbute o nei Monti Eburnei, vicino ai luoghi in cui i nani sono stati creati. Gli unici due grandi templi dedicati a Thurnor, nella parte meridionale di Mon, si trovano nei Monti Adzan e in quelli di Gular.

Una radicata leggenda narra anche di un altro immenso luogo di culto, nascosto nel sottosuolo dei Picchi di Khalan, e creato da Barbas in persona. Nonostante la mancanza di prove concrete che ne attestino la reale esistenza, non esiste un solo nano che non creda profondamente in questo racconto.

In ogni caso, qualunque gau(clan) possiede una reliquia grande o piccola, conservata in una sorta di prezioso tabernacolo intarsiato, che rappresenta il cuore e il vanto di quella società.

Giorni sacri e rituali

I rituali dedicati a Thurnor sono semplici e poco impegnativi, proprio perché la dedizione al Dio non deve togliere tempo al lavoro o alla guerra. Per lo stesso motivo, in prossimità delle feste vengono spesso concentrate tutte le altre incombenze che non riguardano il lavoro, come sposalizi, sfide, incarichi o sacerdozi.

Il rituale delle festività può apparire rozzo ad occhi poco esperti, e consiste solitamente nella semplice esposizione di una reliquia, a volte accompagnata dalla lettura di testi sacri (che in genere ricordano alla popolazione gli ipotetici torti e tradimenti subiti dai nani), seguita da grandi falò, lauti banchetti e festeggiamenti sfrenati (che sovente durano alcuni giorni).

Per i nani il quarto giorno della settimana è una giornata sacra, in quanto la tradizione vuole che in questa giornata siano stati creati i nani, sia avvenuto il tradimento di Kalisha e Thurnor sia scomparso nella lava. Per commemorare il proprio Dio e renderlo fiero del lavoro di ogni singolo nano, durante questa giornata ciascuno di essi deve indossare qualcosa di colore rosso e consacrarsi a Thurnor, lavorando duramente da prima dell’alba alla fine del tramonto.

Gli altri periodi sacri sono:

– la prima settimana di gennaio, ovvero la Festa dell’Anno Nuovo (Liddarth-Zawkrod), in cui si ringrazia Thurnor per l’anno nascente, e per aver fatto concludere quello precedente senza che il cielo cadesse sulla testa del popolo nanico;

– il 10 Marzo, il Giorno della Benedizione (Todoth-Amon), in cui i sacerdoti benedicono tutti i componenti del gau in nome del Dio, propiziando benevolmente il loro futuro;

– la prima notte estiva senza lune, ovvero la Festa della Creazione (Szorth-Zawkrod), ricorrenza nella quale si ricorda il giorno in cui Thurnor forgiò i padri delle sette stirpi naniche.

Amici e nemici

Ogni nano che si rispetti odia profondamente e con disgusto tutti i seguaci di Sargantes e gli adoratori di Kalisha. Nei riguardi di Elanath (Dea Madre degli elfi) i nani hanno un atteggiamento sfuggente e ambiguo, che rispecchia la strana condotta che i seguaci di Thurnor riservano agli elfi, di cui comunque non hanno grande stima. Tharion è invece considerato come una sorta di “fratello minore” di Thurnor: un Dio con delle evidenti qualità, ma che sicuramente non può raggiungere la perfezione del Dio nanico, in quanto si palesò solo in un secondo momento e riuscì a farsi rispettare esclusivamente per il fatto che Thurnor era impossibilitato a muoversi (o almeno questo è quello che sostengono i nani). Particolare rispetto è invece riservato ai seguaci di Diriel, che sono solitamente benvoluti, quasi fosse un ringraziamento per le amorevoli cure che riservò al Padre dei nani quando venne avvelenato.

Precetti

Il precetto principale della società e religione nanica è che tutti devono lavorare alacremente e duramente, in particolare il quarto giorno della settimana: lontano dalle feste non sono ammessi periodi di ozio né di riposo, se non in caso di malattia o ferita. La seconda regola fondamentale è quella che ciascun nano è vincolato sempre e comunque alla parola data, senza alcuna eccezione. Il terzo principio basilare prevede la fedeltà assoluta al proprio Udenthor (signore), a cui si è legati fin dalla nascita da un vincolo di lealtà e riconoscenza. Trasgredire a uno qualunque di questi precetti fondamentali comporta la maledizione perpetua dell’intera società, e il nano colpevole di questo efferato crimine viene esiliato per sempre e considerato un reietto, da evitare (ma solitamente è lo stesso malcapitato a vergognarsi della propria situazione, e ad allontanarsi spontaneamente dal gau).

Ci sono poi moltissimi altri precetti minori, che regolano i numerosi aspetti della complessa vita sociale dei nani, la cui trasgressione è però ammessa se compiuta con moderazione.

Offerte preferite

Duro lavoro, grandi abbuffate di cibo e bevande, oro, un bel manufatto di ferro o acciaio, una pietra preziosa, trecce elfiche (a patto che il vecchio proprietario non sia morto), un colpo di martello (o di un altro utensile) sul dito, un buon rutto, un rigoroso allenamento con le armi o un combattimento come si deve.

Reliquie e altri oggetti sacri

Ciascun manufatto creato da Thurnor o considerato una reliquia sacra: ve ne sono molti, ed è impossibile citarli tutti, dato che ogni gau possiede almeno una di queste reliquie.

Il testo principale del culto di Thurnor è l’Aidordok che la tradizione vuole inciso da Rakmerin, primo e massimo profeta di Thurnor. Il volume, scritto sotto la supervisione del Dio stesso, è suddiviso in quattro capitoli: storia, culto, doveri e diritti.

Struttura ordine religioso

La struttura della gerarchia nanica è molto semplice: al vertice di ogni gau vi è il responsabile della reliquia del clan, detto Ogmaruk, che è il punto di riferimento di tutti i Reder ud Udenthor (Sacerdoti). I Sacerdoti hanno tutti gli stessi diritti e doveri, e sono facilmente riconoscibili a causa della tunica scura e del simbolo sacro che portano al collo, chiamato Thort (una sorta di “T” o di martello stilizzato). Tutti gli Ogmaruk formano il “Raduno dei Saggi” ma, data la lontananza tra loro dei vari gau (e quindi la lunghezza dei viaggi da compiere), tale riunione viene indetta solamente in occasioni molto importanti e particolari.

Membri illustri contemporanei

Tutti gli Ogmaruk dei gau sono ovviamente considerati degni di grande e profondo rispetto, ma i più noti sono probabilmente il mitico Durak dei Monti Eburnei e il temibile Goran “Dentispaccati” di Azdan-Zaram. Il primo, detto anche “il Vate”, è un vecchio nano dal fisico comunque possente, noto per la proverbiale e profondissima conoscenza della Voragine Khiaga, non solamente del testo, ma persino dello stile della scrittura (mutata nel corso dei vari secoli) e delle venature della pietra, che interpreta in modo molto preciso e tenuto in grande considerazione.

Goran Dentispaccati è invece il giovane Ogmaruk di Azdan-Zaram, facilmente riconoscibile per la folta cresta color del sole al tramonto e famoso per una furibonda lite con un araldo degli elfi (da qui il soprannome) ma soprattutto per essere forse l’unico nano a padroneggiare in modo veramente profondo le arti magiche, al pari dei grandi stregoni elfici del passato.

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