Descrizione e storia

Giunto sulla Terra per primo insieme a Sargantes e Tabata, è il Dio creatore dei nani e da loro è considerato il patrono di tutte le tecniche artigiane. Per questo motivo, è chiamato anche l’Artefice. Tenace, serio, instancabile e possente, è “lento all’ira ma ancor più lento nel perdono” (Voragine Khiaga). E’ favorevole al duro lavoro, alla memoria del passato e alla lealtà di parola, ma non disdegna una pretestuosa sottigliezza (soprattutto se può inguaiare un elfo), a patto che sia veritiera.

Da subito si oppose con decisione a Sargantes e combatté alla guida dei nani nella Guerra dei Barbari. In seguito, ferito a tradimento dell’elfa Kalisha, rimase come morto nelle profonde sale naniche, fino a che non fu curato dall’eroe nanico Glortheon. Fu allora, al termine della Seconda guerra del Rancore, che il Dio si sacrificò per salvare il proprio popolo, rimanendo imprigionato nella lava del vulcano Metzli, sotto al lago Teriador. Si dice però che lì sia conservato il suo corpo, ma che il suo spirito abbia lasciato questo mondo, e che il Dio lavori strenuamente in attesa del ritorno, e che comete e stelle cadenti siano i bagliori della sua fucina tra i cieli.

 

Diffusione del culto

Thurnor è il Padre dei nani ed è adorato da tutti loro. Alcuni nani si votano più specificatamente a Glortheon o a Barbas (valorosi eroi della stirpe nanica), ma non mettono mai in dubbio la propria fede e devozione in Thurnor.

Simbologia

La rappresentazione principale di Thurnor è quella di un possente orso bruno, raffigurato nella vita quotidiana o in letargo, ma più spesso fiero e adirato in battaglia. Il suo simbolo più comune è una runa simile a una “K” rovesciata (ovvero rivolta a sinistra), che nel linguaggio nanico rappresenta la lettera “T”, iniziale del nome del Dio.

Il colore di Thurnor è il rosso intenso, come la brace, il metallo incandescente e il sangue.

Luoghi di culto

Il luogo di culto più famoso della società nanica si trova presso i Monti Eburnei, ed è la Voragine Khiaga, che è una gigantesca dolina (una sorta di imbuto naturale) sulle cui pareti rocciose è stata scolpita l’intera storia dei nani, dall’arrivo di Thurnor ai giorni nostri.

Ma quando un nano lavora duramente e in libertà, quello è considerato un luogo di venerazione di Thurnor, grazie alla fatica e alle arti che vi vengono spese (maggiore è l’opera creata dal sudore nanico, e tanto più solenne e importante sarà la preghiera). Per questo motivo, i templi dedicati al Dio Artefice non sono molto diffusi, se non nelle Montagne Barbute o nei Monti Eburnei, vicino ai luoghi in cui i nani sono stati creati. Gli unici due grandi templi dedicati a Thurnor, nella parte meridionale di Mon, si trovano nei Monti Adzan e in quelli di Gular.

Una radicata leggenda narra anche di un altro immenso luogo di culto, nascosto nel sottosuolo dei Picchi di Khalan, e creato da Barbas in persona. Nonostante la mancanza di prove concrete che ne attestino la reale esistenza, non esiste un solo nano che non creda profondamente in questo racconto.

In ogni caso, qualunque gau(clan) possiede una reliquia grande o piccola, conservata in una sorta di prezioso tabernacolo intarsiato, che rappresenta il cuore e il vanto di quella società.

Giorni sacri e rituali

I rituali dedicati a Thurnor sono semplici e poco impegnativi, proprio perché la dedizione al Dio non deve togliere tempo al lavoro o alla guerra. Per lo stesso motivo, in prossimità delle feste vengono spesso concentrate tutte le altre incombenze che non riguardano il lavoro, come sposalizi, sfide, incarichi o sacerdozi.

Il rituale delle festività può apparire rozzo ad occhi poco esperti, e consiste solitamente nella semplice esposizione di una reliquia, a volte accompagnata dalla lettura di testi sacri (che in genere ricordano alla popolazione gli ipotetici torti e tradimenti subiti dai nani), seguita da grandi falò, lauti banchetti e festeggiamenti sfrenati (che sovente durano alcuni giorni).

Per i nani il quarto giorno della settimana è una giornata sacra, in quanto la tradizione vuole che in questa giornata siano stati creati i nani, sia avvenuto il tradimento di Kalisha e Thurnor sia scomparso nella lava. Per commemorare il proprio Dio e renderlo fiero del lavoro di ogni singolo nano, durante questa giornata ciascuno di essi deve indossare qualcosa di colore rosso e consacrarsi a Thurnor, lavorando duramente da prima dell’alba alla fine del tramonto.

Gli altri periodi sacri sono:

– la prima settimana di gennaio, ovvero la Festa dell’Anno Nuovo (Liddarth-Zawkrod), in cui si ringrazia Thurnor per l’anno nascente, e per aver fatto concludere quello precedente senza che il cielo cadesse sulla testa del popolo nanico;

– il 10 Marzo, il Giorno della Benedizione (Todoth-Amon), in cui i sacerdoti benedicono tutti i componenti del gau in nome del Dio, propiziando benevolmente il loro futuro;

– la prima notte estiva senza lune, ovvero la Festa della Creazione (Szorth-Zawkrod), ricorrenza nella quale si ricorda il giorno in cui Thurnor forgiò i padri delle sette stirpi naniche.

Amici e nemici

Ogni nano che si rispetti odia profondamente e con disgusto tutti i seguaci di Sargantes e gli adoratori di Kalisha. Nei riguardi di Elanath (Dea Madre degli elfi) i nani hanno un atteggiamento sfuggente e ambiguo, che rispecchia la strana condotta che i seguaci di Thurnor riservano agli elfi, di cui comunque non hanno grande stima. Tharion è invece considerato come una sorta di “fratello minore” di Thurnor: un Dio con delle evidenti qualità, ma che sicuramente non può raggiungere la perfezione del Dio nanico, in quanto si palesò solo in un secondo momento e riuscì a farsi rispettare esclusivamente per il fatto che Thurnor era impossibilitato a muoversi (o almeno questo è quello che sostengono i nani). Particolare rispetto è invece riservato ai seguaci di Diriel, che sono solitamente benvoluti, quasi fosse un ringraziamento per le amorevoli cure che riservò al Padre dei nani quando venne avvelenato.

Precetti

Il precetto principale della società e religione nanica è che tutti devono lavorare alacremente e duramente, in particolare il quarto giorno della settimana: lontano dalle feste non sono ammessi periodi di ozio né di riposo, se non in caso di malattia o ferita. La seconda regola fondamentale è quella che ciascun nano è vincolato sempre e comunque alla parola data, senza alcuna eccezione. Il terzo principio basilare prevede la fedeltà assoluta al proprio Udenthor (signore), a cui si è legati fin dalla nascita da un vincolo di lealtà e riconoscenza. Trasgredire a uno qualunque di questi precetti fondamentali comporta la maledizione perpetua dell’intera società, e il nano colpevole di questo efferato crimine viene esiliato per sempre e considerato un reietto, da evitare (ma solitamente è lo stesso malcapitato a vergognarsi della propria situazione, e ad allontanarsi spontaneamente dal gau).

Ci sono poi moltissimi altri precetti minori, che regolano i numerosi aspetti della complessa vita sociale dei nani, la cui trasgressione è però ammessa se compiuta con moderazione.

Offerte preferite

Duro lavoro, grandi abbuffate di cibo e bevande, oro, un bel manufatto di ferro o acciaio, una pietra preziosa, trecce elfiche (a patto che il vecchio proprietario non sia morto), un colpo di martello (o di un altro utensile) sul dito, un buon rutto, un rigoroso allenamento con le armi o un combattimento come si deve.

Reliquie e altri oggetti sacri

Ciascun manufatto creato da Thurnor o considerato una reliquia sacra: ve ne sono molti, ed è impossibile citarli tutti, dato che ogni gau possiede almeno una di queste reliquie.

Il testo principale del culto di Thurnor è l’Aidordok che la tradizione vuole inciso da Rakmerin, primo e massimo profeta di Thurnor. Il volume, scritto sotto la supervisione del Dio stesso, è suddiviso in quattro capitoli: storia, culto, doveri e diritti.

Struttura ordine religioso

La struttura della gerarchia nanica è molto semplice: al vertice di ogni gau vi è il responsabile della reliquia del clan, detto Ogmaruk, che è il punto di riferimento di tutti i Reder ud Udenthor (Sacerdoti). I Sacerdoti hanno tutti gli stessi diritti e doveri, e sono facilmente riconoscibili a causa della tunica scura e del simbolo sacro che portano al collo, chiamato Thort (una sorta di “T” o di martello stilizzato). Tutti gli Ogmaruk formano il “Raduno dei Saggi” ma, data la lontananza tra loro dei vari gau (e quindi la lunghezza dei viaggi da compiere), tale riunione viene indetta solamente in occasioni molto importanti e particolari.

Membri illustri contemporanei

Tutti gli Ogmaruk dei gau sono ovviamente considerati degni di grande e profondo rispetto, ma i più noti sono probabilmente il mitico Durak dei Monti Eburnei e il temibile Goran “Dentispaccati” di Azdan-Zaram. Il primo, detto anche “il Vate”, è un vecchio nano dal fisico comunque possente, noto per la proverbiale e profondissima conoscenza della Voragine Khiaga, non solamente del testo, ma persino dello stile della scrittura (mutata nel corso dei vari secoli) e delle venature della pietra, che interpreta in modo molto preciso e tenuto in grande considerazione.

Goran Dentispaccati è invece il giovane Ogmaruk di Azdan-Zaram, facilmente riconoscibile per la folta cresta color del sole al tramonto e famoso per una furibonda lite con un araldo degli elfi (da qui il soprannome) ma soprattutto per essere forse l’unico nano a padroneggiare in modo veramente profondo le arti magiche, al pari dei grandi stregoni elfici del passato.

Written by totoro19473