Descrizione e storia

Giunta sulla Terra per prima, insieme a Sargantes e Thurnor, è considerata la Dea della ragione, della ricerca equilibrata e della conoscenza. Alcuni la considerano anche la divinità della lungimiranza o della preveggenza. Nonostante Tabata abbia contribuito in modo fondamentale alla nascita degli Uomini, non ne è per considerata la Madre.

Intelligente e flemmatica, ama tutte le creature viventi e, quando può, le spinge volentieri verso una conoscenza più ampia e profonda, ma sempre vissuta in uno spirito di equilibrio e condivisione, e mai come una ricerca personale, ambiziosa o egoistica. Non ama parlare, preferendo guardare o ascoltare. La dote che predilige, nei propri seguaci, è la ragionevolezza ispirata dalla saggezza e dalla conoscenza.

Al termine del Tempi Antichi Tabata rimase l’unica tra gli Dei a camminare ancora su Mon: allora si recò su una montagna pressoché inaccessibile vicino al Teriador e lì tramutò in una possente quercia, che tuttora si specchia nel lago dall’alto di qualche vetta, sopra a cui brilla la Stella della Conoscenza.

In tempi lontanissimi Tabata scrisse il Libro del Destino, che alla fine dei Tempi Antichi venne consegnato all’elfa  Helayan, e da lei portato nella Foresta di Langaril, dove scomparve nell’oblio.

Per avere maggiori informazioni su Tabata, si possono consultare i capitoli 1, 2, 5 e 7 del Libro dei Tempi Remoti, e il capitolo 10 del Libro dei Tempi Antichi.

Diffusione del culto

Tabata è venerata da molti uomini e donne di tutti i ceti sociali, anche se sicuramente conta un maggior numero di seguaci tra le persone benestanti e tra gli usufruitori delle arti magiche e arcane.

Simbologia

Tabata è solitamente raffigurata con un volto di donna, diviso a metà: la parte sinistra è giovane e curiosa, quella a destra è vecchia e saggia. In alcuni casi la Dea è vista come una quercia possente, sovente innanzi a uno specchio d’acqua. Il suo animale più amato è sicuramente la tartaruga (lento ma perseverante), anche se è legata anche a civette, usignoli e delfini.

Luoghi di culto

Il luogo di culto più importante è il Tempio di Tabata di Anuril, con la sua immensa biblioteca, che dicono conti più di ventimila volumi (di cui almeno mille miniati con velature d’oro). Tutte le grandi città umane di Mon hanno un tempio, grande o piccolo, dedicato a Tabata, e spesso anche i villaggi (o persino le strade) hanno un cappella o anche una semplice pietra votiva, dedicata alla Dea della Conoscenza.

Giorni sacri e rituali

Le festività maggiori sono i Giorni dell’Armonia, che si compiono ai due equinozi, quando giorno e notte condividono perfettamente la giornata: ogni città e villaggio festeggia queste ricorrenze con un proprio rito particolare, ma solitamente di tratta di quieti ritrovi, in cui ogni partecipante racconta episodi della propria vita o altre riflessioni personali.

Un altro momento importante per il culto di Tabata è la notte che precede la primavera, quando la saggezza del lungo inverno lascia il posto alla rigogliosa curiosità della giovinezza primaverile: in queste ore che preannunciano l’alba (chiamate “Nocturn Mutaevole”) è previsto un complesso rito di equilibrio personale, meditazione e purificazione, solitamente con un largo uso di oli o incensi profumati.

Amici e nemici

Spesso Tabata è associata a Elanath, con cui condivideva un grande amore per la natura, quindi esiste una certa affinità di vedute tra i seguaci delle due divinità, seppur di razze diverse. In generale, si potrebbe dire che il culto di Tabata non è considerato malevolo neppure dai seguaci di Sargantes, probabilmente perché Tabata è stata l’unica, tra i Figli di Silma, a non disprezzare mai il Primogenito. Da parte sua, Tabata non si è mai interessata molto ai suoi fratelli, preferendo la compagnia delle creature viventi, e in particolare degli Umani, che riteneva molto più variegati e complessi delle altre razze. Eppure, soprattutto recentemente, alcuni chierici di Tabata sostengono che la loro Dea perseguirebbe (con infinita pazienza) un mondo di pace e comprensione reciproca, basato sulla saggezza e sulla fratellanza di tutte le razze, e che quindi sarebbe proprio Tabata l’avversario naturale di Sargantes, dato che contrapporrebbe una ricerca equilibrata e interiore alla bramosia personale e senza freni.
Precetti

Tabata non ha imposto regole precise o norme rigide, ma per i suoi seguaci valgono solitamente i seguenti principi:

– uccidi solo in caso di estrema necessità (mai per denaro o per vendetta);

– non urlare mai, se non per avvisare di un pericolo imminente;

– impara a leggere e a scrivere; se conosci qualcuno che non è in grado di farlo, insegnaglielo;

– rispetta gli anziani e i bambini: sono la conoscenza e il futuro del mondo.

Le seguenti frasi, invece, sono riportate dal volume “Cento Storie di Tabata” (vedi sotto), e sono state pronunciate dalla stessa Dea, quando ancora camminava su questo mondo:

– “la curiosità non è un male, la perseveranza è necessaria, ma la vera chiave è l’equilibrio: senza di esso, non c’è vera saggezza”;

– “uomini e donne sono stati creati con una bocca, due orecchie e due occhi: ciò significa che bisogna ascoltare e guardare molto più di quanto si parli”;

– “prima di agire, pensa; prima di parlare, ascolta; prima di morire, diffondi la conoscenza”;

– “non curarti del giudizio altrui, ma ascolta con spirito di comprensione chi ti critica”;

– “comportati da solo come se fossi in mezzo alla gente, e quando sei in mezzo alla folla fa come se fossi da solo”;

– “per farsi ascoltare, è più saggio abbassare la voce: chi ci ascolta sarà obbligato a tacere, se è interessato ad ascoltare le nostre parole; se invece non è interessato, non le ascolterà neppure se urliamo”;

– “pensa sia in piccolo che in grande, ma lascia le lodi agli stolti e agli arroganti: la vera gloria non appartiene al presente, bensì ai secoli che trascorrono”;

– “compiere un atto sconsiderato, spingere a compiere un atto sconsiderato, o non fermare un atto sconsiderato potendolo fare, non sono la stessa cosa, ma si assomigliano molto”;

– “la conoscenza è di tutti: diffondila tra le persone che la diffonderanno, negala a chi la negherebbe”;

– “impara dagli elfi l’armonia con la natura, dai nani la costanza, dai mezz’uomini l’amore per la vita e la spensieratezza, dai pelleverde cosa non va fatto”.

Offerte preferite

Lo studio, dell’incenso, la lettura di un libro, l’ascolto di un anziano o la narrazione ad un bambino, la meditazione.

Reliquie e altri oggetti sacri

I resti sacri più famosi legati a Tabata sono:

– il “Libro del Destino”: si dice che questo sia un volume dalle pagine più sottili delle ali di una farfalla, vergato con una scrittura finissima eppure elegante. Su quelle pergamene Tabata scrisse, in modo meticoloso e accurato, la vita di tutte le creature, dall’agrifoglio all’Elfo, dal Nano alla mosca, dall’aquila all’Uomo, fin dal momento della loro nascita sino alla morte, e di tutti gli sviluppi che ciascuna di queste vite può avere nel corso della sua breve o lunga esistenza. Consegnato all’elfa Helayan alla fine dei tempi Antichi, fu da lei portato nella foresta di Langaril, dove si suppone sia ancora conservato;

– “Cento e una storie di saggezza”: è un volume di racconti, il cui originale è conservato al Tempio di Tabata di Anuril. Raccoglie storie e aneddoti attribuiti a Tabata e ai suoi seguaci, anche se in verità i racconti che riguardano la Dea della Conoscenza sono molti di più, ma questi sono quelli scelti ufficialmente dal Collegio della Sapienza in occasione del Secondo Simposio del Teriador;

– le cosiddette “Foglie di Tabata”: spesso i venditori ambulanti e altri impostori vendono delle foglie di quercia (o persino dei rametti), che spacciano per foglie e rami caduti dalla Quercia della Saggezza, ovvero dall’albero in cui Tabata si è trasfigurata alla fine dei Tempi Antichi. In realtà questa quercia non è di fatto accessibile, e le uniche persone che ufficialmente l’hanno raggiunta sono solo i due pastorelli di Minur (nei primi anni dei Tempi Recenti) e Jadia, famosa chierica di Anuril. Le uniche vere Foglie di Tabata, raccolte da queste persone, sono conservate al Tempio di Anuril e in quello di Minur, e vengono esposte al pubblico una volta l’anno, in occasione della Nocturn Mutaevole (vedi “giorni sacri e rituali”);

– il corpo di Jadia Brezzachioma, nota chierica del culto di Tabata (famosa per aver raggiunto la Quercia della Saggezza) si trova tuttora presso il tempio di Anuril in perfetto stato di conservazione, ed è la meta di numerosi pellegrinaggi.

Struttura ordine religioso

Il clero di Tabata è suddiviso in scuole, chiamate “Collegi”, ciascuno con un regolamento autonomo e precisi argomenti: il Collegio della Terra (relativo alle conoscenze su piante e animali), delle Acque (abitanti degli abissi e funzionamento delle maree, ma anche comprensione dell’erosione e dell’origine delle grotte), dell’Aria (storia, linguaggi e usanze), del Fuoco (magia, alchimia e altre arti arcane) e il Collegio della Sapienza (che li raccoglie tutti). Questa suddivisione non è rigida, e spesso sia i vari maestri (chiamati “Guide”) che gli Allievi possono cambiare Collegio con il passare del tempo e il mutare delle conoscenze e degli interessi (ovviamente i membri del Collegio della Sapienza sono assai più influenti e rinomati degli altri).

Eccezion fatta per l’ammissione al Collegio della Sapienza (che deve avvenire all’unanimità di tutti i Collegi) ciascuna “scuola” decide autonomamente le proprie Guide e l’ordinamento interno, che è subordinato alle esigenze del Collegio. Per esempio, mentre i Collegi dell’Aria e della Terra hanno molte piccole sedi e le decisioni sono prese da una Consulta, il Collegio del Fuoco ha una struttura piramidale molto rigida ed è dislocato quasi esclusivamente ad Anuril e sul Pianorosso. Viceversa, il sito principale del Consiglio dell’Acqua si trova a Portoga, e la sua struttura interna è assai mutevole, a seconda delle esigenze momentanee.

Normalmente un Allievo sceglie un Collegio ben preciso, ma a volte – soprattutto nelle campagne – i Maestri tendono ad impartire degli insegnamenti generici (anche se tutto ciò non ha nulla a che vedere con il Collegio della Sapienza, ovviamente).

Non ci sono cariche militari nel clero di Tabata. Si tratta di singoli individui, che quale che sia la loro occupazione portano avanti una ricerca personale ed interiore, che può condurli alle vette più alte della gerarchia della Dea, come farli rimanere al massimo Guide per tutta una vita. Il percorso interiore che portano avanti, infatti, non si misura in base alla carriera svolta in ambito clericale, e sono numerosi coloro che non crescono mai oltre un certo livello di gerarchia.

Le promozioni interne ai Collegi passano quasi tutte per la segnalazione di un erudito e la successiva approvazione (a volte passando per esami o prove) dei piani alti del Collegio.

La segnalazione di un erudito è anche l’unica cosa che può condurre un monaco di Tabata al collegio della Sapienza. Chiunque sia considerato un candidato dovrà superare un esame per Collegio. Nel caso della Terra e dell’Aria se ne occuperanno le consulte più vicine, ma sarà poi necessario all’aspirante un pellegrinaggio fino a Portoga, per confrontarsi con il Consiglio dell’Acqua, e ad Anuril per affrontare l’esame del Fuoco. L’ordine in cui tali esami vanno affrontati non è prestabilito.

Si può entrare nel Collegio della Sapienza a qualunque livello. Un erudito può segnalare un allievo di particolare talento, un collegiante di spiccate intuizioni, o un altro erudito di lungimirante saggezza. A qualunque livello vi si entri, il processo per salire di grado, da quel momento in poi, è lungo e complicato. Ma i membri del Collegio della Sapienza sono sommamente rispettati da tutti i sacerdoti, e sono coloro che guidano l’Ordine tutto, quando sono necessarie decisioni unanimi.

Collegio della Terra

Pone al centro dei suoi studi l’ambiente e la natura, intesa come regni animale e vegetale, e le conoscenze relative ed utili allo sfruttamento di tali risorse. Il monaco saprà riconoscere, curare e coltivare le piante; saprà riconoscere, curare e, secondo i casi, addomesticare gli animali con i quali, grazie all’approccio spirituale e in misura dell’amore che effettivamente nutre per loro, potrà sviluppare un minimo grado d’empatia. Il monaco di questo collegio svilupperà un certo grado di sensibilità con l’ambiente naturale e in generale con la materia vivente. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore verde o marrone.

Collegio dell’Acqua

L’osservazione dell’Elemento sia in ambito spirituale che pratico ebbe primaria influenza nella definizione dell’orientamento degli studi in seno a questo collegio. Che la fertilità delle terre fosse cagionata dall’acqua era fatto evidente, e dopo aver osservato che tutti i semi e i nutrimenti sono umidi, s’ipotizzò che le piante e gli animali non fossero altro che acqua condensata, e che acqua sarebbero tornati ad essere. Ciò spinse i monaci a riconoscere nell’Elemento la sorgente di tutta la vita, e quindi anche dell’anima. Assunta quale simbolo di purezza spirituale, che monda l’anima dalle macchie terrene così come purifica il corpo liberandolo da infezioni e malattie, l’Acqua ispirò i membri a porre come fulcro dei propri studi ed interessi l’uomo, tanto nella sua dimensione spirituale, attraverso il pensiero filosofico, quanto in quella materiale, attraverso lo studio anatomico e la ricerca nell’arte medica. Lo studio degli astri e le loro influenze sugli uomini nonché sul mondo, direttamente collegate con le maree e con i flussi degli oceani, fondamenti delle scienze della navigazione e dell’orientamento in mare, rimasero quali argomenti di studio del collegio, da sempre legato profondamente al mare ed alle sue creature. In campo pratico l’arte della costruzione delle navi, come dei mulini e degli acquedotti.
I monaci praticano la medicina sempre curando l’aspetto spirituale, oltre che quello fisico, sviluppando un certo grado di sensibilità alle proprietà terapeutiche di tutte le cose. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, usano indossare una tunica o un mantello di colore blu o viola.

Collegio del Fuoco

Il Fuoco è calore, l’energia che penetra tutto, che anima tutti i corpi fisici, e che i monaci consideravano come il più straordinario dei poteri occulti della natura. La proprietà dell’elemento di essere il solo agente capace di compiere la trasmutazione dei metalli, indusse l’Ordine alla formulazione di un nuovo collegio che pose inizialmente al centro dei suoi studi l’arte della forgia. In seno al collegio si diffuse quindi lo studio e la definizione degli elementi del regno minerale, e le loro innumerevoli combinazioni. Questi studi portarono alla formulazione dei primi processi alchemici, da cui prese corpo il nuovo corso del Collegio del Fuoco, che si occupa di tutto quello che concerne il mondo dell’arcano. Un mondo tanto mutevole, quanto inafferrabile e pericoloso. La magia, l’alchimia e la ritualistica arcana, e tutto quello che queste discipline possono generare, comprese creature dalle origini misteriose, sono argomenti di studio di questo collegio.
Il monaco di questo collegio svilupperà un certo grado di sensibilità al potenziale esoterico di tutti gli elementi del regno minerale. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore rosso o arancione.

Collegio dell’Aria

L’Aria è il respiro della vita, circola e penetra la Terra, fa bruciare il Fuoco, aderisce all’Acqua con cui si mescola. Il Collegio dell’Aria pone al centro dei suoi studi il prodotto delle facoltà della mente e dell’intelletto sia intuitivo che razionale, quale ne sia la forma espressiva. La parola, la scrittura, la poesia, la letteratura e tutte le arti, in particolare musica e canto, l’architettura, lo studio dei numeri, l’artigianato, la storia. Ma anche la comunicazione, gli scambi culturali, le usanze dei diversi popoli e i relativi linguaggi.
I monaci di questo collegio, quando cercano ispirazione, comunicazione o una mente ben focalizzata, usano spesso respirare, come fosse una meditazione, e cantare; essi svilupperanno un certo grado di sensibilità alle energie di natura spirituale. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore giallo o azzurro.

Le arti approfondite dal Collegio dell’Aria sono variegate e spaziano dalla pittura, alla scultura, alla musica, all’architettura, alla letteratura, allo studio delle lingue dei differenti popoli e razze di Mon, all’artigianato, alla matematica, alla storia e alle tradizioni e usanze diffuse in tutta l’isola.

Collegio della Sapienza

A questo Collegio è possibile accedere solo previa segnalazione di un erudito. I membri di questo Collegio sono considerati dei luminari, oltre che delle guide spirituali; a loro, come dunque al Consiglio della Sapienza, composto dai Primi Sapienti e dal Figlio della Dea, spetta l’opera d’interpretazione dei segni della Dea, l’espressione del suo messaggio. In seno al Collegio della Sapienza sono presenti delle correnti di pensiero, derivate dall’influenza, seppur indiretta, dei collegi minori. Un tempo forte quella di Terra e Acqua, tale influenza è oggi maggiormente esercitata dai collegi di Aria e Fuoco. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore bianco.

Gerarchia comune per i quattro Collegi

Allievo de***
Muove i primi passi nel clero di Tabata. Può essere affiliato a un collegio anche subito, ma solitamente trascorre il primo periodo nel Tempio assistendo collegianti e guide e cercando di intuire quali campi siano davvero di interesse per lui, nel contempo dedicando gran parte del suo tempo all’apprendimento dei dogmi della Dea.

Collegiante de ***
Intrapresa senza alcun dubbio la strada di Tabata, un collegiante è colui che, superato il primo apprendistato, si affilia a uno dei Collegi iniziando la sua carriera, e cominciando ad esplorare, sotto la guida dei suoi maestri, il campo in cui ha deciso di muoversi. Non è raro che già a questi livelli i monaci più volenterosi intraprendano ricerche personali, pur continuando a seguire il normale corso di studi indicato loro dalle guide.

Guida de ***
Raggiunto questo traguardo, il sacerdote di Tabata è considerato un maestro, e il suo ruolo nel clero è sia quello di proseguire nei suoi studi, e nella diffusione della conoscenza, sia quello di educare coloro che presto seguiranno la sua strada. Non solo guida spirituale, il sacerdote di questo livello è anche vero e proprio insegnante in quelle materie di cui si è interessato. In ognuno dei Collegi, è colui che può far richiesta di affiliazione, per un proprio allievo, alle autorità preposte. Nel caso dell’Aria e della Terra la decisione viene presa dalla Consulta cittadina, nel caso del Collegio del Fuoco, la richiesta va inviata ad Anuril, alla Prima Fiamma, mentre per l’Acqua è tradizione che decida il Monaco più anziano presente in città.

Erudito de ***
Gli Eruditi sono coloro che passati oltre il livello delle Guide sono ormai grandi esperti della propria materia, e sono esentati dal seguire passo passo i collegianti per potersi dedicare con calma alle proprie ricerche. Non è raro che membri del clero di questo livello facciano grandi scoperte, individuino nuove specie animali o vegetali, o portino alla luce segreti rimasti sepolti. Molti di costoro allargano il giro delle loro conoscenze, cambiando collegio, puntando in genere all’ingresso in quello della Sapienza.

Ognuno dei quattro collegi da questo livello in poi evolve differentemente.

Collegio della Terra

Ogni Tempio di Tabata ha una Consulta della Terra, composta di solito dagli Eruditi e dal Pastore.

Il Pastore è la carica più importante del Collegio della terra e viene eletto dagli eruditi. Un Pastore non viene eletto in base alle sue conoscenze, né in base al suo potere, ma unicamente in base alla sua saggezza. Non è considerato superiore agli Eruditi, ne viene semplicemente considerato il degno rappresentante. E’ la figura preposta alla guida del Collegio, colui a cui gli altri confratelli affidano l’Ordine, confidando nella sua esperienza e nel buon senso di cui deve dar prova.

Collegio dell’Acqua

Il Collegio dell’acqua si affida in ogni cittadina ad un Consiglio che ricalca quello principale, la cui sede è Portoga. Gli Eruditi dell’Acqua, difatti, eleggono fra loro tre cariche cittadine, denominate solitamente il Tridente di Tabata, che guidano il Collegio dell’Acqua cittadino. Le cariche sono quella di Primo Fanone, Secondo Fanone e Terzo Fanone. In genere la definizione di Primo, Secondo e Terzo è legata unicamente all’età dei tre, dato che la tradizione stabilisce che sia il più anziano a essere denominato Primo, e via così. I Primi Fanoni, una volta trascorsi tre anni in carica, come i più anziani, hanno l’obbligo di lasciare la cittadina e trasferirsi a Portoga, entrando a far parte del Consiglio dell’Acqua e contribuendo a guidare l’Ordine di Tabata. In genere il Monaci dell’Acqua devono essere un certo numero, in città, prima che sentano l’esigenza di eleggere un Tridente di Tabata. I fanoni sono considerati allo stesso livello gerarchico e guidano il Collegio assieme, affidandosi a votazioni qualora le decisioni siano in forse.

Collegio del Fuoco

Le decisioni del collegio del fuoco vengono prese dal Sommo Fruitore, in assenza del quale, il potere passa al Consigliere della Fiamma. Sta a quest’ultimo, per tradizione, seguire i passaggi di collegio delle guide e stabilire gli esami per chi entra in quello del Fuoco.

Consigliere della Fiamma

Il consigliere della Fiamma è colui che nel collegio del Fuoco viene considerato il più saggio e autorevole tra i membri del collegio, nonché il confratello di più rinomata esperienza. Prima guida spirituale, si tratta di una carica che raramente viene tolta, e il più delle volte si protrae fino alla morte del Consigliere stesso.

Sommo Fruitore del Fuoco

La carica del Sommo Fruitore viene assegnata di solito a colui che viene individuato tra gli Eruditi come il maggior sapiente in campo arcano. Solitamente, di conseguenza, il Fruitore è un mago o uno stregone e solo raramente un sacerdote vero e proprio. E’ considerato il custode della conoscenza del Collegio. Dal Concilio dei Sommi Fruitori che si riunisce ad Anuril una volta ogni cinque anni, si elegge la Prima Fiamma, guida dell’Ordine di Tabata per il Collegio del Fuoco.

Collegio dell’Aria

La Consulta è composta dagli Eruditi e dal Custode.

Il Custode dell’Aria è contemporaneamente l’Erudito più importante del Collegio che il sacerdote più vicino alla Dea. Difficile che sia altro che un chierico. A lui è anche affidato il dovere/diritto di mantenere attivo un resoconto storico della cittadina in cui vive, resoconto che viene trascritto in un tomo storico, che per tradizione non cambia mai fino al suo completamento. Di questo manoscritto, che è la memoria storica della zona, è egli il Custode, e non vi può scrivere nessun altro al di fuori di lui. I tomi vengono poi custoditi con cura, una volta terminati.

Collegio della Sapienza

Il collegio della Sapienza è formato, oltre che dalle cariche classiche, dai Primi Sapienti, e dal Figlio della Dea.

Un Primo Sapiente è un confratello che abbia raggiunto il livello di Erudito in tutti e quattro i collegi, superando quattro esami per accedere alla Sapienza. Sono conoscitori profondi delle meccaniche del mondo, ricercatori, scienziati, grandi maghi o viaggiatori. La carica di Primo Sapiente è vitalizia. Si tratta di figure quasi venerate dagli altri sacerdoti, essendo considerati monaci quasi alla fine del loro percorso interiore.
I Primi Sapienti hanno il dovere di seguire il Figlio della Dea ovunque lui decida di vivere, restare a sua disposizione, e condurre lì i propri studi, anche se niente impedisce loro di assentarsi per viaggi ed esplorazioni.

Tra di loro viene nominato il Figlio della Dea, altra carica vitalizia. Quando un Figlio della Dea muore, i Primi Sapienti si rinchiudono in isolamento per una settimana, digiunando e meditando, alla fine della quale si riuniscono decidendo a maggioranza chi fra di loro è destinato a diventare il nuovo Figlio. Tradizione vuole che Tabata stessa invii loro le visioni necessarie a comprendere quel che è giusto, nella settimana di ascetismo. Se succede che i voti siano pari, i monaci si rinchiudono nuovamente per un’altra settimana, alla fine della quale si ritrovano. E via così.

Il Figlio della Dea è la guida somma dell’Ordine, considerato un illuminato al termine del proprio percorso interiore cui sono concessi anni supplementari su questa terra per condividere la propria consapevolezza con i fratelli e guidarli per quanto possibile. Si dice che abbia vita breve per questo, ed è vero, ma più banalmente questo dipende dall’età avanzata cui ascendono alla carica.

Il Figlio della Dea è libero di scegliere dove vivere dalla nomina in poi, così com’è libero in qualsiasi momento di richiamare una riunione dei Collegi, da lui presieduta, e dare delibere, o dichiarare lo stato d’emergenza per l’Ordine, stato in cui tutti e cinque i collegi vengono affidati temporaneamente alla guida sua e dei Primi Sapienti

Breve storia dell’Ordine Monacale di Tabata

Dalla rivelazione della Dea alla stirpe degli uomini, innumerevoli anni trascorsero prima che i fedeli del culto istruissero l’Ordine Monacale; di quel tempo non rimane memoria, se non nella mente degli Dei.
Si sa comunque, dai più antichi documenti conservati ad oggi gelosamente dai monaci, da sempre impegnati nella duplice missione della ricerca della conoscenza e della conservazione della stessa, che la nascita dell’Ordine risale ai tempi in cui la società degli uomini era ormai ben consolidata sul territorio dell’isola di Mon, ma il cui sapere era relativamente giovane. La definizione dei vari collegi in seno all’Ordine avvenne in tempi diversi, parallelamente al naturale sviluppo delle conquiste del sapere umano. Nei primi secoli dalla sua fondazione furono quindi istruiti; il Collegio della Terra, il cui sapere rispondeva alle esigenze di prima necessità della stirpe, legate principalmente all’agricoltura, e il Collegio dell’Acqua che, essendo tra gli aspetti più importanti dell’elemento la sua capacità di fecondare la terra e fornire il sostentamento indispensabile al nutrimento, pose il volgere delle stagioni al centro dei suoi studi, da cui l’osservazione degli astri e della loro influenza sul mondo. Dopo alcuni secoli, e precisamente quando l’uomo ebbe scoperto i metalli e le loro proprietà, nacquero il Collegio del Fuoco, inizialmente orientato allo studio delle tecniche nell’arte della forgia, e il Collegio dell’Aria, che pose al centro dei suoi studi le facoltà della mente e dell’intelletto sia intuitivo che razionale, quindi le arti e l’artigianato. Ultimo ad essere istruito fu il Collegio della Sapienza, destinato ad accogliere la somma espressione del sapere e della spiritualità dell’Ordine Monacale. L’approccio spirituale ad ognuno degli Elementi ispirò profondamente i monaci, influenzandone sempre il percorso di studio in seno ai relativi collegi.

Membri illustri contemporanei

Curiosamente, le persone più illustri del culto di Tabata sono attualmente una ragazzina e un vecchio, come il simbolo per antonomasia della Dea (il volto per metà saggio e per metà curioso). L’uomo si chiama Jinsal, ma è noto come “il Venerabile”, e pare abbia più di centodieci anni, anche se è ancora relativamente giovanile:  facilmente riconoscibile dalla lunga barba grigia e dai vividi occhi neri, dimora a Portoga dove insegna a tredici allievi per tredici mesi (a volte, al termine di un periodo di insegnamento, si allontana dalla città per un viaggio di apprendimento più o meno breve). La ragazzina invece è una piccola nomade di circa dodici anni, di nome Estrella (nota anche come “la Bambina Prodigiosa”), e vaga per la Piana d’Argento insieme ad alcuni animali decisamente eterogenei. Ha degli indiscutibili e straordinari poteri di preveggenza, e impartisce studi e discipline scegliendo i propri allievi in base al capriccio o comunque a logiche apparentemente incomprensibili (gli stessi insegnamenti possono durare pochi istanti oppure molte settimane). Non ama il rumore, e spesso si allontana a causa del troppo clamore suscitato dalla propria presenza.

Written by trevius