La Fratellanza Arcana è una associazione libera di studiosi di magia che, grazie alla concessione del Patriarcato di Minur, persegue i suoi studi e le sue finalità arcane presso la Torre dell’Alta Magia cittadina.

Lo statuto

Premessa – Le basi del tempio

La gilda è stata fondata da un piccolo gruppo di maghi, unendo le loro conoscenze e capacità economiche, per avere un centro di comunione per tutti gli studiosi di magia, provenienti da esperienze, tradizioni e razze diverse e interessati al confronto e allo scambio di esperienze nel campo della pratica magica.
La gilda ha quindi come unico scopo quello dello studio e della pratica delle scienze arcane.
La condivisione di ambienti di studio come un laboratorio alchemico, una biblioteca, più una sala per le riunioni, rendono la struttura utile anche per chi, con i suoi soli mezzi personali, non avrebbe potuto avere lo stesso supporto per gli studi magici.

Scopo della confraternita – Le colonne portanti

La gilda ha come attività principale lo studio della magia, nelle sue varie espressioni, attraverso la comprensione e l’approfondimento di testi classici arcani, la pratica alchemica nel laboratorio, lo studio e l’esecuzione di formulari magici codificati, lo studio della Natura nelle sue varie espressioni fenomenologiche, e la periodica esecuzione di rituali tratti dai testi classici o sviluppati all’interno della gilda stessa, anche a livello di sperimentazione su proposta dei singoli membri. Non verrà sindacato lo scopo dei rituali proposti ma sarà possibile in caso di disapprovazione da parte del Consiglio impedire l’uso dei propri locali e attrezzature per la loro esecuzione. La gilda non avrà in tal caso alcuna responsabilità degli effetti dei rituali eseguiti dai suoi membri senza approvazione pur basati su conoscenze apprese all’interno della gilda stessa.

Verranno inoltre tenute lezioni da parte dei membri della gilda su autorizzazione dei Consiglieri di cui di volta in volta verrà fissato un calendario. Tali lezioni, a seconda del loro livello, potranno, nel caso, essere anche aperti alla frequentazione da parte di membri esterni alla gilda stessa, previa comunicazione da parte degli interessati a uno dei Consiglieri e conseguente assenso.

Dagli scopi della gilda si evince che ogni membro è tenuto ad offrire agli altri membri massima disponibilità e collaborazione e a divulgare ciò che ha appreso durante i suoi studi (in seno alla gilda o in via privata) mettendo a disposizione di tutti le proprie esperienze.

Le responsabilità

Ogni mago membro della gilda resta responsabile delle proprie azioni.
La gilda non si ritiene quindi responsabile per le azioni di ogni singolo membro, responsabile quindi per sé stesso, né potrà allontanarlo o procedere in alcun modo contro di esso in merito a richieste esterne, per questioni estranee alle linee guida della gilda stessa.
La gilda non entrerà nel merito delle azioni dei singoli maghi che al di fuori della gilda e dei suoi scopi possono agire come meglio credono sia a livello etico che morale.
Ne consegue che l’eventuale membro o candidato non subirà pregiudizi o discriminazioni da parte del Consiglio della gilda per aver avuto od avere attualmente problemi di natura legale.
Ogni singolo membro è inoltre libero di tenere rapporti con altre organizzazioni, in base ai propri scopi e all’utilizzo di ciò che ha appreso.

Motivi di allontanamento potranno essere esclusivamente dovuti all’interferenza da parte del singolo per lo studio e la pratica delle Arti Arcane a danno degli altri membri e precisamente:
– Reiterato arreco di disturbo durante lezioni, ore di studio e/o pratica, (ad esempio argomentando continuamente di cose non attinenti, per le chiacchiere c’è la taverna!) interferenze durante l’esecuzione di rituali;
– Divulgazione di informazioni errate, equivocabili o fuorvianti al fine di perseguire scopi personali;
– Danneggiamento di locali e/o oggetti appartenenti alla gilda;
– Oltraggio a uno o più Detentori, si intende inclusa la mancanza di rispetto, minacce, aggressione fisica o magica;
– Diffamazione della gilda o dei suoi membri relativamente agli scopi della stessa;
– Mancanza di interesse dimostrato allo studio specifico e/o di partecipazione alle attività della gilda per tempo prolungato consecutivo.

La gerarchia

Premessa

La natura stessa della gilda è qualcosa che vuole trascendere le strutture rigide e fortemente gerarchiche degli Ordini magici comunemente intesi.
Essendo costituita da un gruppo di studiosi delle Arti Arcane (Maghi) senza particolari differenze a livello di capacità e di consapevolezza, esisteranno solo due tipologie di associati:

1. Adepto: ovvero membro effettivo della gilda
2. Detentore : facente parte di una elitè di cui faranno parte i fondatori, chiamata Consiglio.

Ogni membro è tenuto a manifestare la sua appartenenza alla gilda con il saluto : Paclaam (ovvero Apertamente e in segreto custodiamo la Sapienza), pronunciato portando la mano destra chiusa all’altezza del plesso solare e poi alla fronte aprendola.

Confratello

Un Adepto o Studioso avrà la possibilità di accedere alla sede, dove studiare, incontrare e discutere con altri membri, partecipare ai lavori e agli esperimenti collettivi che si svolgeranno di volta in volta nella sede.
Ogni membro, al momento dell’ingresso nella gilda, sarà tenuto a dimostrare il serio interesse agli studi arcani e argomentare le sue intenzioni con un breve colloquio presso il Consiglio che valuterà la possibilità di adesione o meno, inoltre dovrà versare una piccola somma di iscrizione, e pagare ogni tre mesi una cifra simbolica per le spese a cui la gilda deve far fronte.

Detentore della Fratellanza

Il Consiglio dei Detentori della Fratellanza avrà prettamente funzioni amministrative e organizzative rispetto alla gilda e ai suoi membri. Non prenderà decisioni specifiche di azione o di intervento diretto, potrà in caso di richieste esterne dare indicazioni, suggerimenti ma mai vincolanti riguardo ai maghi che ne fanno parte.

Etica e Religione

L’etica della Fratellanza

La gilda vuole mostrarsi alla comunità non come una setta dagli scopi oscuri e da temere, ma nemmeno come sodalizio con scopo di buoni propositi sociali o di qualsivoglia orientamento, bensì come una struttura seria, trasparente e neutrale dedita esclusivamente allo studio e alla ricerca in campo Magico refrattaria a qualsiasi strumentalizzazione.
Per questo la gilda si riserva la possibilità a insindacabile giudizio dei Consiglieri di declinare oppure accogliere eventuali richieste da parte di organizzazioni esterne ad essa, mentre offre totale collaborazione ad eventuali richieste dirette del Patriarca o di coloro che lo rappresentano.
Nulla vieta comunque ai singoli membri di prendere decisioni autonome riguardo alle suddette richieste o di non partecipare a iniziative precedentemente accolte dal Consiglio di gilda.
Altresì saranno sempre ben accetti i cittadini che vorranno avere informazioni e/o chiarimenti a riguardo delle attività della gilda, nei limiti posti dalla riservatezza sugli studi e le conoscenze acquisite e condivise dai singoli membri.

Sulla religione

All’interno della gilda vige la libertà di culto: ogni membro è libero di adorare la divinità che preferisce o di non adorarne nessuna, senza subire per questo alcun tipo di discriminazione.
La gilda si astiene dal professare, divulgare e/o argomentare qualsiasi tipo di culto, potrà altresì argomentare la Natura divina prendendo come riferimento le divinità conosciute nel rispetto di ognuna di esse e col solo scopo di rendere completa la conoscenza e gli studi dei suoi membri.

La Torre

Ingresso, piano terra

Oltrepassato il piccolo cancello anonimo in ferro battuto che si affaccia su via del Taglione, un sentiero ricoperto di ghiaia si inoltra su un colle per un centinaio di metri fino alla torre dell’Alta Magia.
Lungo la strada per il sentiero chi osserva la torre nota uno strano effetto visivo, a seconda del punto in cui ci si trova.
In alcuni momenti, questa sembra lontanissima ed avvolta nelle nebbie, impalpabile, mentre in altre appare più fisica e vicina.
Questa è una struttura solida, quasi interamente di pietra calcarea, di pianta ottagonale, del raggio di otto metri e per 20 di altezza.
A nord si intravede, oltre una fila di abeti, la via sull’Amyn, mentre a sud il sentiero segue, per un tratto, la parete della bottega dell’Alchimista e una finestra della costruzione affaccia su di esso.
Giunti nei pressi della torre, si nota il portone nero in legno e metallo, che sembra poter resistere per sempre.
All’interno, superata una anticamera nella quale è presente una bacheca in legno e un piccolo armadio, si accede ad una sala, anch’essa di forma ottagonale.
Qui, oltre ad alcune sedie di legno foderate, ad un tavolo spesso colmo di pergamene, boccette d’inchiostro e libri, è presente anche una porta che comunica con lo stretto corridoio che, a spirale, si sviluppa lungo l’intera altezza della torre e oltre, sottoterra.

Piani superiori

Salendo le scale si incontrano, lungo la strada fino al termine di queste, due sale, una sopra all’altra.
Mentre la prima appare piena di materiale accatastato apparentemente senza un ordine particolare, probabilmente usata come magazzino, la seconda è ancora ammobiliata.
Le scale, girando intorno al perimetro della torre, prima di terminare contro una parete spoglia, salgono oltre l’altezza della seconda sala di diversi metri, come se un tempo ci fosse stato altro nella torre.
La seconda sala è divisa in due parti da una parete divisoria, e comunicano le due tramite due archi.
Tra i due archi, sulla parete, vi è una specie di altare di pietra, sopra al quale vi è stata incastonata una pietra color latte, con venature dorate. La sua particolarità è quella di emettere una tenue luce.
La prima metà della sala sembra adibita ad ufficio comprensivo di biblioteca: un tavolo di legno nero con delle pergamene accatastate, alcune spoglie altre con dei conti o degli appunti incomprensibili, delle poltrone che hanno visto tempi migliori, scaffali colmi di grimori e manuali di magia e qualche vaso di vetro, contentente dei non meglio identificati liquidi scuri.
Nell’altra metà della sala dei segni lasciati sul pavimento sembrano indicare che, un tempo, quel luogo veniva dedicato all’esecuzione di rituali magici.
Al centro della volta del soffitto, a crociera, si notano scolpiti quattro draghi che si mordono l’un l’altro la coda, formando una specie di croce uncinata.

Il laboratorio Alchemico

Scendendo una stretta scala dai gradini irregolari e rosi dall’umidità che, ad ogni passo verso il basso, si fa più presente, ci si ritrova in un’ampia stanza rettangolare.
Il soffitto è piuttosto basso e la fioca luce è data da grosse candele inserite dentro piccole gabbie di metallo, appese al soffitto, costruite queste in modo da riflettere al meglio la lieve fiamma.
In fondo alla sala spicca un grande camino, sopra il quale sono appesi strumenti simili a pentole e a vasi metallici per la cottura delle misture.
Sulle pareti di destra e di sinistra alcuni alti scaffali di legno vengono usati per riporre pergamene, volumi di alchimia, ampolle e vasetti contenenti liquidi e polveri delle più disparate tipologie.
Poco più oltre agli scaffali seguono quattro lunghi tavoli, due per parte, solitamente ingombri di ampolle e alambicchi, altri tomi, rosi dal tempo, e catini. Al centro della stanza c’è abbastanza spazio ingombro, necessario ai maghi per passare senza disturbare chi è intento a lavorare sui tavoli.

La Teoria magica

Introduzione alla Magia

Parlare delle origini della magia è impossibile. Ovvero, non esiste un momento d’esistenza senza magia, perché ciò che chiamiamo con questo nome è solo la manifestazione dell’entità Madre della quale tutto è imbevuto.
L’intero creato è immerso nella magia e vive e germoglia grazie a questa, che in termini comprensibili, possiamo definire associazione di Energie.
Lei è al di sopra di tutte le cose e dentro di esse, ed è sempre esistita. La sua manifestazione è nel tutto dell’esistenza. Si potrebbe addirittura affermare che la sua volontà e la sua essenza sono rappresentate dalla manifestazione delle infinite volontà che la compongono.
Essa è in maniera duale creazione e mezzo creativo delle divinità, permetate totalmente da questo potere.
L’Arte Magica che tanti sforzi richiede per essere anche solo sfiorata, è l’arte di controllare in modo cosciente quell’insieme di energie che permea ogni cosa che esiste.
La Magia è infatti l’insieme di tali energie che vivificano il mondo, e l’Arte magica permette a chi la pratica di esercitare, attraverso la Comprensione e la Conoscenza più intima delle leggi che regolano il creato, un controllo di tali energie incanalandole indirizzandole con le adeguate pratiche e strumenti per operare cambiamenti sulla realtà circostante.

“ La vera Arte Magica è quella che lavora riservata e discreta, senza confondersi con l’esuberanza e l’ostentazione, due cose che non hanno assolutamente nulla a che vedere con l’argomento.
La Magia e’, prima di tutto un Cammino di vita che, aspetto comunque non secondario, può portare effetti “materiali” non trascurabili alla nostra esistenza oltre che, naturalmente, condurci verso un cammino di ricerca profonda ed elevazione spirituale. Essa necessita di riservatezza perchè non tutti sono in grado di operare o di comprendere, essendo essa una dottrina che contrasta ed è contrastata dal comune materialistico o religioso pensiero, e anche perchè essa stessa, per maturare e concretizzarsi, ha bisogno di vivere in un clima di silenzio e meditazione”

“ La Magia è una, unica e indivisibile.
La forza generatrice della Magia risiede nella natura attorno a noi e nell’animo di ogni creatura, nel suo spirito.
Ogni cosa nasce con essa ma non tutti possono riconoscere di possederla.
Coloro che sono consapevoli di possedere tale ricchezza la sfruttano, nel bene o nel male, a favore o contro gli altri esseri viventi o, il più delle volte, per elevare il proprio cammino in questa esistenza.
La Magia intesa come forza e potenza è quindi una sola ma gli esseri viventi mortali e non, racchiudono in loro i duplici aspetti di bene e di male e quindi anche la Magia si concretizza sotto forma di pratiche che si identificano nelle diverse espressioni: la Via della Luce e la Via Oscura”.
Se con Magia si definisce la totalità delle energie che permeano il mondo, il manifestarsi in modi e vie diverse la rende catalogabile in tre diversi flussi di canalizzazione, o categoria di origine , con il nome di Magia Sacra, Magia Arcana e Magia Istintiva.

Magia arcana

Comunemente si tende a identificare la Magia con la Magia arcana in maniera univoca, escludendo le altre categoria dalla Magia e classificandoli come Prodigi.
Questo trova spiegazione nella differenza sostanziale tra questa e le altre vie di manipolazione dell’energia del mondo. Infatti solo nell’ Arte arcana il Mago (così chiameremo l’usufruitore di questa via della magia) ottiene il controllo di queste energie coscientemente, grazie a un profondo studio della natura e delle sue forze. Non solo quindi manipola le forze magiche, ma riesce a comprendere in parte i meccanismi che le regolano.
“Non misero servo esecutore, ma pieno padrone dei propri poteri” disse ormai 800 anni fa uno dei Signori Arcimaghi di C’Urumann.
Questo tipio di Magia richiede studi approfonditi della realtà naturale da una parte (erbologia, astrologia, divinazione, anatomia, etc.) e dall’altra dei testi codificati, delle formule e degli incantesimi che studiosi passati sono riusciti a codificare.

Le formule codificate permettono anche ad un semplice discepolo dell’Arte Magica di vedere i primi risultati dei suoi sforzi , questo grazie soprattutto al potere impresso in quelle formule, altrimenti meri insiemi di parole senza utilità.
Un incantesimo può essere costitiuito da parole da pronunciare con un determinato tono, da elementi naturali da usare in vario modo (bruciare incensi, mescolare erbe, candele dai colori particolari) come catalizzatori del potere che si vuole richiamare, e il cui potere può essere scatenato anche con la distruzione del catalizzatore stesso, in questo caso l’energia magica sviluppata è molto forte e generalmente distruttiva ma anche di difficile controllo.
Un’operazione di Magia Arcana ha quindi bisogno (anche se non necessariamente) di simboli
visivi e tattili come punti focali di una potenza indirizzata specificatamente per uno scopo ben preciso e cristallizzato nella formula magica.
I maghi più esperti possono fare a meno di questi strumenti focalizzanti, avendo sviluppato una forte capacità di proiezione mentale (visualizzazione), diventata strumento essa stessa per i propri scopi magici.

Magia sacra

La Magia Sacra , a differenza delle altre tipologie, non è capacità propria dell’individuo che compie l’atto, ma è un dono derivato direttamente dagli Dei a quelle persone che offrono la loro intera esistenza al culto.
Il Chierico, nel compiere il prodigio, è solo la manifestazione in terra del potere Divino.
E’ l’Arte dei Chierici che più spesso si identificano nella casta sacerdotale (ma non necessariamente), devoti al culto di una particolare divinità.
Ogni culto segue un particolare dettame o legge sacra, ricevendo particolari poteri , compiendo veri e propri prodigi, riuscendo a curare ferite gravissime e a ristorare gli spossati. Alcuni chierici pare riescano a riportare in vita i defunti, con un potere che apparentemente pare metterli al livello degli dei che servono.

Magia istintiva

In questa categoria rientra quel tipo di Magia desunta maggiormente con la pratica e l’unione innata o acquisita con le forze Naturali più che con la Conoscenza e la Comprensione delle leggi che le regolano. E’ la magia tipica degli Stregoni che spesso comporta prima di essere appresa ed eseguita con successo ripercussioni sulla natura stessa di chi la pratica, dovute soprattutto alla sperimentazione istintiva di tale potere.
Questo tipo di Magia viene esercitata con maggiore facilità ed efficacia da alcune razze le cui peculiarità sono perfettamente in accordo con le sue caratteristiche, e sono costituite principalmente o da un forte legame con gli elementi naturali tipico degli Elfi Silvani, o dal legame magico proprio della creazione della razza stessa come nel caso dei Mezzuomini.
Essi vivono l’atto magico non come sciente manipolazione e controllo di forze esterne, ma semplicemente come l’agire di energie proprie in quanto prerogativa della loro stessa natura che hanno imparato a conoscere con la pratica e l’esperienza.

I Sentieri (o Vie) della Magia

Esiste un altro modo di catalogare la magia , oltre che per categorie di origine, per Manifestazione o Effetto.

A seconda della manifestazione del fenomeno magico esso può essere inserito in uno dei tanti Sentieri, dei quali i più comuni sono:

Sentiero Elementale : i cui effetti si manifestano grazie alla profonda conoscenza e alla capacità di controllo dei Quattro Elementi Aria, Fuoco, Terra, Acqua e di fenomeni energetici nella loro forma più primitiva. Ad esempio uno dei primi incantesimi ad essere appreso dagli studiosi di magia arcana appartiene proprio a questo dominio e consiste nel poter illuminare magicamente l’area intorno al mago.

Sentiero Vitale/Naturale : i cui effetti si manifestano nel controllo dei fenomeni vitali e naturali delle creature. I poteri clericali di cura, le oscure arti dei Necromanti e il controllo sul regno vegetale e animale tipico di alcuni Sacerdoti, così come le arti degli Stregoni sono tutti costituenti di questo dominio.

Sentiero Spirituale/Mentale: In questo dominio vengono solitamente inclusi oltre agli incantesimi di controllo mentale (come illusioni o incantesimi di dominio) anche una tipologia di incantamenti più complessa ed ad appannaggio di pochi praticanti, che consiste nell’arduo sfruttamento di creature immateriali per perseguire i propri scopi.
Evocare gli spiriti per porgli domande e aiuto, invocare il loro potere per un breve periodo, legare uno spirito ad un oggetto o ad un luogo in modo che possano proteggerlo (o maledirlo), vuol dire confrontarsi con creature che a loro volta hanno dei loro scopi e che, se da una parte aiutano il mago, dall’altra lo pongono in debito nei loro confronti.
Ciò che offrono non sempre è pari al prezzo che chiedono in cambio.

Il Mago

Il Mago è colui che ha fatto di tale Arte Arcana il motivo principale della propria esistenza e ad essa si dedica con dedizione e costanza; ogni atto che egli compie anche se agli occhi dei più può non apparire tale è un atto Magico. La Conoscenza di tale Arte è normalmente custodita gelosamente dal Mago, che tenderà quindi a parlarne solo con chi è in grado di comprenderla, ovvero un altro mago.
E’ un uomo di potere e sotto il termine di Mago si possono aprire varie sottocategorie, visto che tante sono le vie come tanti sono le tipologie presenti nelle varie razze mortali.
Ma in realtà i maghi si posso dividere in due macrocategorie:
· coloro che praticano l’Arte Magica per il potere fine a sé stesso, potere per il potere (ovvero la via Oscura)
· chi invece crede che l’Arte Magica sia il Mezzo per intraprendere un cammino di evoluzione verso la Conoscenza e la piena Consapevolezza, dove il potere derivato è solo un ulteriore corollario del proprio Cammino e da usare con estrema cautela (la via della Luce)

Il vero Mago comunque è sempre Consapevole che la magia è una sola, e sono gli esseri mortali con le loro debolezze a determinare queste differenziazioni. Il mago inoltre sa anche che il potere che tale Conoscenza gli conferisce è sempre compensato da una ripercussione sulla sua mente , il che si verifica nell’immediato con un impoverimento del proprio tessuto di energia magica che comunque può essere recuperato con alcune pratiche che egli ben conosce., ma in alcune circostanze può portare anche conseguenze inaspettate distruttive, dovute a inesperienza o errori di valutazione delle energie in gioco da parte del mago.
Per questo motivo egli non ostenterà mai la Magia, né la userà mai come mero esercizio. Inoltre egli è sempre conscio della propria capacità e dei propri limiti. Oltrepassarli provocherebbe uno scompenso energetico che, nei migliori casi, potrebbe conferirgli un grande Potere temporaneo, da scontare ad un prezzo molto elevato, nei peggiori la follia e la morte.

A seconda dei domini in cui si è specializzato il Mago viene chiamato in diversi modi, a rappresentare il modello finale del loro percorso sulla via della magia.

  • Arcimago (è il Mago per eccellenza, colui che ha tentato di estendere le sue conoscenze su tutti i sentieri della Magia, senza specializzarsi particolarmente in nessuno)
  • Necromante (è uno studioso del lato oscuro del sentiero Vitale)
  • Elementalista (Studioso del sentiero elementale)
  • Illusionista/Divinatore (Studioso del sentiero Mentale/spirituale)

Per essere Mago:
Ci si deve ripulire dalle inutili nozioni figlie della superstizione che ci confondono la mente, per aprirci a farci accettare i doni della vera conoscenza magica e della verità che vogliamo apprendere.
Non dobbiamo aver paura di guardare dentro noi stessi e mettere in discussione noi e ciò che noi oggi crediamo erroneamente come verità. Non si deve aver paura di cambiare, andando oltre anche alla propria indole naturale o di razza.
Si deve acquisire quella qualità speciale che è la Consapevolezza e la Conoscenza interiore e coltivarle dentro di noi.
Solo allora riusciremo a percepire la vera essenza delle cose, della natura e la voce interiore che è il vero potere magico; attraverso la meditazione e la visualizzazione.
E’ bene essere cauti nella pratica dell’Arte Arcana per rispetto sia delle persone che non vogliono essere istruite (e non lo saranno mai) su questi argomenti e sia per proteggere noi stessi da queste stesse persone che fraintenderebbero e di conseguenza ci recherebbero danno o recherebbero danno a loro stessi e a chi li circonda.
Non ostentare mai la propria conoscenza e la propria pratica ma usarla con umiltà e dedizione solo quando strettamente necessario.
Il vero Mago non si deve riconoscere dall’aspetto esteriore ma piuttosto dalle percezioni che si provano stando con essi, distinguendoli a livello di “intuizione” più che con i cinque sensi. Da qui la libertà per l’aspetto e il modus vivendi del mago. Una mago in tunica nera non fa di lui un persecutore della Via Oscura, può esserlo solo agli occhi inconsapevoli degli stolti.

Preparazione del Mago

Il primo vero strumento del Mago e che deve imparare ad usare è la sua MENTE. Questo è anche il più difficile e richiede notevole impegno e costanza ma è da esso che deriva tutto il suo potere.
Ogni operazione magica dalla più semplice alla più complessa richiede da parte del mago un notevole grado di concentrazione e della capacità psichiche non comuni per la sua realizzazione e successo.
Esistono per questo varie pratiche che servono proprio per forgiare la mente del mago al corretto impiego per l’esercizio dell’Arte Arcana.
Il primo passo in questa direzione si basa sull’accrescimento del livello di attenzione della mente e sul controllo dei propri pensieri.
Un semplice esercizio sia per verificare la vostra capacità di attenzione e controllo mentale sia per accrescerlo con la pratica di esso è il seguente:
Immaginate un oggetto semplice che non vi provochi stati emotivi, potrebbe essere una pietra, una figura geometrica semplice, di solito si usa immaginare un triangolo ad esempio. Una volta immaginato l’oggetto focalizzate la vostra attenzione su di esso concentrando tutti i vostri pensieri in uno unico e cioè l’oggetto stesso. Sembra un’operazione apparentemente semplice e banale ma vi accorgerete presto che non è così. Quando sarete in grado di mantenere i vostri pensieri unicamente sull’oggetto per un periodo di tempo sufficientemente lungo allora potrete aggiungere a questo esercizio il controllo della vostra respirazione.
La respirazione risulta essere molto importante in quanto, una volta padroneggiate le tecniche, è in grado di indurre uno stato di concentrazione molto più profondo e in un tempo relativamente breve.
Una prima tecnica di respirazione è quella del 4:
Inspirate profondamente fino a riempire i vostri polmoni… quindi trattenete il respiro contando lentamente 1 2 3 4 quindi espirate svuotando completamente i polmoni trattenete ancora il respiro 1 2 3 4 … quindi inspirate di nuovo e ripetete il ciclo.
Continuate fino a quando questo modo di respirare non vi verrà facile … all’inizio potrete provare molta stanchezza fisica e mentale, ma quando avrete padroneggiato questa tecnica sentirete al contrario il vostro potere aumentare dentro di voi.
Eseguendo questo tipo di esercizi col tempo noterete una maggiore facilità di concentrazione ma non solo, sarete in grado di controllare i vostri pensieri e di conseguenza di direzionare in questo modo il vs potenziale magico con maggiore efficacia e minore sforzo.

Una respirazione perfetta, attiva cioè su tutti i livelli, crea i presupposti per una ottima padronanza delle facoltà mentali e magiche.
Facciamo un altro passo con i prossimi esercizi, e che sono in grado di risvegliare sia la consapevolezza, sia di permettere un’ottima induzione alla concentrazione e preparazione alla meditazione.

1° esercizio
Sedetevi con le gambe incrociate o sui talloni, in posizione comoda… appoggiate la mano sinistra all’imboccatura dello stomaco e mantenetela ferma… scendete con la destra davanti all’ombelico ad una distanza di due, tre centimetri dal corpo chiudete gli occhi e iniziate a respirare con calma visualizzando l’aria che scende prima nella parte addominale e contemporaneamente incominciate a muovere lentamente verso l’alto la mano destra, che sfiora il corpo salendo come se seguisse il riempimento progressivo dei polmoni dal basso verso l’alto fino al petto poi portate la mano all’altezza della gola centro della parola la cui importanza in Magia non deve essere spiegata. Trattenete l’aria a polmoni pieni, permettendo alla mano di tornare durante l’apnea al punto di partenza e lentamente iniziate a espirare con la mano che ancora si muove dal basso verso l’alto, ricordandovi così di svuotare prima l’addome poi il torace ed infine la parte alta. Quando la mano destra raggiunge di nuovo la gola, trattenete il respiro, questa volta a polmoni vuoti, e durante l’apnea spostate ancora la mano giù, davanti all’ombelico, per ricominciare inspirando… Proseguite nell’esercizio almeno per dieci minuti… poi gradualmente alzatevi in piedi.

2° esercizio
Sistematevi, anche in questo caso, in posizione comoda, con le gambe leggermente divaricate per aumentare la stabilità. Girate il dorso delle mani l’uno contro l’altro per favorire, in questa posizione lo svuotamento totale dell’apparato respiratorio. Sforzatevi leggermente per essere certi di aver successo. Tenete presente che vuotare completamente i polmoni non è sempre facile. L’ansia inconscia, legata alla sopravvivenza, ci fa sempre trattenere un po’ di aria, come se avessimo paura di non trovarne più, ma l’aria che rimane nei polmoni è viziata e per avere un totale ricambio bisogna disfarsene completamente. Dopo lo svuotamento, iniziate a muovere le braccia dal basso verso l’alto, portando le mani all’altezza del cuore e, contemporaneamente, favorite, grazie anche alla consapevolezza, la respirazione addominale. Concentratevi quindi sul torace e muovete le braccia verso l’esterno con un ampio gesto quasi teatrale promuovendo, così, il riempimento dell’apparato respiratorio a livello toracico. Infine portate le braccia verso l’alto fino a giungere le mani oltre il capo con le braccia completamente distese volgendo al meglio la respirazione alta o clavicolare. Ora iniziate a espirare con l’addome mentre portate le mani giunte davanti alla fronte poi, girate le mani a libro aperto come se voleste leggere… avvicinate i gomiti per permettere alle braccia scendendo di esercitare una leggera pressione sul torace la quale favorisce lo svuotamento… infine quando le mani giungono davanti al cuore giratele verso l’interno
con la punta delle dita verso il basso. Spostate i gomiti, questa volta verso l’esterno e lasciate scendere le braccia fino a ritrovare la posizione di partenza per favorire lo svuotamento della parte alta.
Questi competenti movimenti delle braccia, come potete dedurre, non solo seguono e agevolano la vostra respirazione ma inducono l’immagine del flusso magico che deve visualizzarsi dentro di voi.
Eseguite anche questo esercizio per una decina di minuti.

3° esercizio
Rilassate bene tutto il corpo… lasciate cadere le punte dei piedi verso l’esterno e orientate il palmo delle mani verso l’alto…Mentre agevolate l’insorgere delle migliori condizioni di rilassamento, visualizzate il flusso dell’inspirazione che partendo da un punto posto 10/15 centimetri oltre il capo, attraversa il corpo, sia all’interno, sia in superficie e scende fin sotto i piedi. L’espirazione al contrario va da 10/15 centimetri oltre i piedi a oltre il capo. Con quest’ultima pratica vi riposate e simultaneamente distribuite in modo omogeneo l’energia in tutto il corpo e vi equilibrate.

Tali esercizi si possono attuare in qualunque ambiente e condizione. Indubbiamente una esecuzione all’aperto, porta il massimo beneficio.

Questi esercizi potete poi adattarli e personalizzarli con l’esperienza, la padronanza di queste tecniche vi permetterà di aumentare notevolmente le vostre capacità di concentrazione, autocontrollo e meditazione tutti elementi fondamentali per chi vuole praticare l’Arte Arcana.
Ulteriore esercizio è l’osservazione costante e imperterrita di un oggetto scrutandone i minimi particolari quasi a rimodellarlo con la propria mente…o più comunemente osservare in questo modo la fiamma di una candela… Avrete sicuramente avuto occasione di avere a che fare con individui il cui solo sguardo vi atterrisce o percepite attraverso di esso un certo “potere”, da qui la credenza popolare del malocchio! Ma non è solo superstizione… Infatti questo esercizio accresce le vostre capacità in modo tale che anche il vostro solo sguardo potrà essere usato in futuro come strumento magico ottenendo effetti concreti sul mondo materiale perkè riuscirete a trascendere l’aspetto materiale delle cose e penetrarne la vera essenza e in alcuni casi visualizzare l’etere che li permea carpendone i segreti e il potere con un solo sguardo.
Anche tale tecnica è semplice ma richiede pazienza e costanza per portare i suoi frutti iniziate con oggetti inanimati semplice e poi potrete passare a oggetti complessi. Dovrete solo avere la costanza di osservali nei minimi dettagli e vedrete che col tempo il resto verrà da sé… ve ne accorgerete nelle situazioni più disparate e all’atto pratico vi permetterà di indirizzare con successo e senza fallo i vostri incanti verso un obiettivo.

A questo punto siete pronti per una meditazione utile ed efficace.
La meditazione tende alle più alte mete spirituali di liberazione totale e di completa illuminazione. Con la pratica continua la meditazione allenta le tensioni accumulate nella vita quotidiana e scioglie i nodi prodotti dalla vecchia abitudine di reagire in maniera squilibrata alle situazioni piacevoli e spiacevoli.
Questa pratica vi permetterà di risolvere qualsiasi problema e incertezza che si può presentare nel Vostro Cammino, è bene praticare la meditazione dopo ogni operazione magica il che permette anche di recuperare il potere e le forze più rapidamente. Ma anche prima come preparazione ad esempio all’esecuzione di un rituale è consigliabile praticarla.
Inutile cercare di catalogare i modi e gli oggetti della meditazione ognuna deve trovare quelli a lui più congeniali, si può svuotare la mente o seguirne i pensieri che costantemente si rincorrrono in ogni caso alcune regole generali possono essere utili:

  1. Concentrazione: prima di iniziare la meditazione è bene porsi in uno stato di profonda concentrazione, per questo vedete gli esercizi di preparazione e respirazione di cui sopra;
  2. Posizione: è consigliabile trovare una posizione comoda e congeniale e usare sempre questa nella propria pratica meditativa;
  3. Suono o silenzio: in base alle vostre inclinazioni potete aiutarvi con alcuni suoni costanti e ripetitivi, oppure andare in un ambiente che sia il più possibile silenzioso, nella meditazione è Voi stessi che dovete ascoltare.

Tutte queste pratiche vi permetteranno di indurre sempre più facilmente in voi quella che viene definita “trance magica”, con questo termine si intende quel particolare stato di coscienza che il mago raggiunge nell’eseguire un incanto o durante un rituale in cui egli stesso deve trascendere la sua Natura esistenziale per essere in grado di trasformare la propria Volontà in azione magica reale.
I maghi più esperti sono in grado di raggiungere tale stato con l’immobilità assoluta… pochi istanti in cui cessano di essere cioè interruzione del respiro e di tutte le funzioni vitali gli permettono di assorbire su di sé in pochi istanti tutta l’essenza necessaria per la magia che si preparano ad eseguire. Questa è comunque una pratica di estrema difficoltà nonché rischio che solo un’elevata Consapevolezza e conoscenza dell’Arte può portare ad eseguire con successo.

Gli strumenti del mago

In tutti questi secoli i nostri Fratelli che hanno percorso il Cammino arduo e impervio dello studio della Arte Arcana hanno constatato che con l’ausilio di determinati atti svolti in momenti particolari, seguendo il movimento dei pianeti ed utilizzando oggetti quali ad esempio candele di diverso colore, incensi, forme simboliche anche di scrittura ( a volte estese a veri e propri tracciati sul terreno per delimitare porzioni di spazio entro cui operare ) ecc.. ; hanno compreso che tutto questo facesse si che la forza Magica emessa durante un rituale venisse amplificata ed indirizzata facilmente verso lo scopo prefisso..
Un’operazione magica ha quindi bisogno (anche se non necessariamente nel caso di maghi esperti) di simboli visivi e tattili che hanno essenzialmente lo scopo di incanalare la POTENZA per rendere “materiale” e “materializzato” un concetto altrimenti astratto come uno scopo da raggiungere.
L’oggetto in se non ha quindi valenze prodigiose intrinseche, se non minime e in casi molto particolari, ma è sempre la FORZA che il Mago impiega durante il Rituale che permette di rendere efficace un’azione Magica attraverso di essi.
Da qui la necessità del mago soprattutto quando inizia a intraprendere la pratica dell’Arte di possedere degli strumenti con cui convogliare e direzionare le proprie energie in maniere più semplice ed efficace.

Il primo strumento del Mago è la MENTE: Possiamo dirigere l’Energia Magica con le nostre menti.
Ma è anche il più difficile da imparare ad usare con completezza per questo è necessario unire ad essa una pratica più semplice, usando degli attrezzi.

Prima di proseguire note di carattere generale: è bene che gli strumenti siano fabbricati per quanto possibile dal mago stesso che dovrà usufruirne. In questo modo il semplice lavoro di ricerca e fabbricazione materiale convoglierà negli stessi quella che potremmo definire l’Essenza personale del mago conferendo agli strumenti caratteristiche intriseche omologhe a quelle dell’officiante così da renderli “carichi” in modo a lui positivo. Tuttavia alcuni strumenti di più difficile realizzazione (Hamaet, calice…ecc…) possono essere acquistati purchè siano rispettate le condizioni specifiche dello strumento. In entrambi i casi risulta necessaria la “consacrazione” degli strumenti per renderli carichi ed efficaci al loro scopo.

Lo strumento del mago per eccellenza è la bacchetta:

Prolungamento del braccio esso dirige convoglia attrae e respinge l’energia eterica. Dal punto di vista simbolico può essere associato all’enrgia fallica e quindi maschile… è elemento attivo nell’azione magica.
Essa deve essere ricavata da un ramo di nocciolo o di quercia giovane reciso con un singolo colpo netto. E’ necessario come per ogni strumento personalizzare la bachetta cercando simboli o accessori singificativi per il mago da apporvi anche coem semplici decorazioni rispettando il proprio gusto estetico.
Il momento per cercare il proprio ramo è la sera dopo il crepuscolo in una notte di luna piena.
La lunghezza della bacchetta va dal dal gomito alla punta del dito medio di chi la usa mentre il suo diamentro non deve superare quello del dito pollice.
In associazione ad essa si usa prendere anche un ramo più lungo e robusto per farne il bastone che ha la stessa valenza della bacchetta e può essere usato in alternitiva ad essa allo stesso modo anche se risulta in alcuni casi più scomodo e ingombrante da maneggiare.
Il bastone è per tradizione deve essere di poco inferiore all’altezza del mago e facilmente impugnabile dalla sua mano.
L’importante è non avere fretta e non acconentarsi di un ramo qualsiasi solo per cedere alla smania di iniziare alla costruzione ed ai rituali di benedizione e consacrazione della bacchetta.
E’ necessario cercare a lungo scegliere con cura il ramo giusto e procedere al taglio rispettando l’albero.
Le operazione devono essere svolte possibilmente senza farsi scorgere da nessuno in quanto deve essere un momento di particolare devozione soprattutto verso se stessi.
Ci sono anche delle parole da pronunziare mentre si procede nel lavoro che vi verranno comunicate da bocca a orecchio quando vi sentirete pronti per la realizzazione di questo strumento.
A questo punto bisogna lavorare il ramo e dargli la forma finale della nostra bacchetta.
Da una estremità essa deve essere più larga per raffigurare l’energia maschile.
La bacchetta deve quindi restare per tre giorni a contatto con la vostra nuda pelle è preferibile tenerla legata al braccio, nel caso del bastone sarà sufficiente passeggiare con il suo ausilio per lo stesso tempo.
Allo scomparire della luna (luna nuova) la bacchetta è pronta per il rito di consacrazione.
Ora la bacchetta è veramente pronta; la si riporrà in un panno di lino di colore adeguato a seconda delle vostre inclinazioni sino al momento in cui verrà usata per la prima volta.

Il Calice o Coppa

Il calice è legato all’elemento acqua, genere femminile.
E’ un contenitore magico per qualsiasi sostanza sia essa materiale che psichica. Il calice raccoglie, conserva e disperde l’energia.solitamente è fatto d’argento che è il metallo della luna, che regola e governa le maree e le acque interne al corpo.
Oppure può anche essere placcato in argento, ceramica, cristallo ma l’argento resta il metallo migliore essendo legato alla simbologia strumento/luna/elemento.
Per trovare il calice giusto si può cercalo nei negozi ma l’ideale è farlo forgiare da un fabbro esperto chiedendo che sia fabbricato in una notte di luna piena. Anche la ricerca è importante perchè vista come una crescita spirituale e interiore e quindi non mettersi mai fretta, non accontentarsi, aspettare, metterci tutto il tempo che occorre. Il calice e voi dovrete incontrarvi e scegliervi reciprocamente. NON CONTRATTATE MAI SUL PREZZO O DEPREZZERETE ANCHE IL VALORE DELLA VOSTRA COPPA.
LA COPPA E’ LA MENTE, LA TOMBA, UNA GROTTA, LA COPPA PUO’ ESSERE SVUOTATA, CONTENERE LA PURIFICAZIONE, NUTRIRE MA ANCHE AVVELENARE, RISCALDARE, RAFFREDDARE, RISTAGNARE.
Anche la coppa deve essere benedetta e consacrata seguendo un rituale in occasione della luna piena.

L’Hamaet

L’Hamaet è legato all’elemento fuoco, genere maschile.
L’Hamaet invoca l’energia e la allontana, controlla le entità e le forze invisibili, tiene a bada gli spiriti negativi impedendo loro di distruggere un incantesimo e attirando ed invitando le entità che possiedono vibrazioni positive.
L’Hamaet è un coltello a doppio taglio con lama triangolare con il manico nero o bianco.
E’ a doppia lama perchè la magia possiede due facce una positiva ed una negativa, la vita, la morte.
Noi siamo padroni del nostro Cammino e possiamo scegliere quale lato della moneta giocare oppure scegliere di restare in un perfetto equilibrio.
Dopo che si è fatta ben chiaramente luce dentro di noi, la scelta del nostro coltello ci sembrerà più semplice.
La lama va riscaldata ad alta temperatura prima di essere consacrata all’interno del rituale e, cosa molto importante, l’Hamaet.
Va maneggiato con molta cura e mai mostrarlo in pubblico. Lo si deve tenere celato nell’oscurità e trattato con il rispetto e la cura che merita un oggetto rituale.
la consacrazione dell’Hamaet avviene in luna calante ed è piuttosto complesso. Al termine del rituale l’Hamaet deve essere sotterrato nel terreno per 72 ore al termine delle quali lo si dissotterra dalla terra e ripulito meticolosamente con acqua e olio consacrato.
Una volta terminate tutte le operazioni va riposto nel suo fodero in attesa di essere usato.

Il Pentacolo

Il pentacolo (la stella a 5 punte) è legato all’elemento terra, genere maschile/femminile.
Esso serve principalmente a RIPARARE e PROTEGGERE. SIMBOLO DELLA TERRA E DELL’ABBONDANZA.
CON UNA PUNTA IN ALTO, DUE LATERALI E DUE IN BASSO INDICA LA MENTE CHE DOMINA LA MATERIA, IL PRATICANTE, GLI ELEMENTI, IL MACROCOSMO SIMBOLO DELL’UOMO.
ROVESCIATO CON LE DUE PUNTE IN ALTO, DUE LATERALI E UNA IN BASSO INDICA LA MATERIA CHE DOMINA LA MENTE. ROVESCIATO E’ ANCHE IL SIMBOLO USATO PER INDICARE LA SOGGIOGAZIONE AI BASSI ISTINTI.
Può essere fatto con materiali diversi: argento, rame, argilla,legno. Può essere fatto a mano o fatto forgiare da un orafo o incisore.
I pentacoli generalmente sono due: uno da lavoro e l’altro è il pentacolo rituale posto sull’altare fatto con argilla, legno, sughero, pietra o metalllo.
Anche il pentacolo deve essere benedetto e consacrato prima di essere usato.

Il Bulino

Strumento tradizionalmente con manico in legno e punta in acciaio serve per incidere sui vari materiali i simboli necessari ad esempio nella creazione di pentacoli, talismani o l’incisione su bacchette, candele e altri strumenti rituali.

Le Candele

Le candele sono una grande fonte di Energia legate all’elemento fuoco e vengono usate in qualsiasi tipo di lavoro magico sia esso di purificazione o altro. Ogni colore della candela ha un suo particolare significato e quindi a seconda del lavoro che deve essere fatto si devono scegliere le candele del colore appropriato.

L’incenso

Rappresenta l’elemento Aria. L’incenso viene utilizzato per purificare l’ambiente in cui si svolgono i riti e viene scelto secondo le particolari doti che ogni incenso possiede e che si adattano al lavoro da svolgere. Spesso vengono bruciati su carboncini i grani di incenso di chiesa o le erbe essiccate. Da bruciare anche durante la meditazione.

La campana

La campana emette delle vibrazioni che muovono le energie nei rituali e viene usata all’inizio e alla fine di essi per chiamare o congedare gli spiriti e le forze elementali.
Alcuni maghi usano il triangolo al suo posto.

L’incensiere

E’ il contenitore che ospita i carboncini su cui bruciare l’incenso. Di solito e’ in coccio o pietra e legato con una catena. I piccoli crogioli hanno una griglia su cui vengono bruciati i grani e i carboncini, proprio come un piccolo athanor. Rappresenta l’elemento aria e l’elemento fuoco. Questa combinazione di elementi e’ ideale per purificare gli ambienti e il luogo di lavoro del mago.

Il Libro dell’Arte

Ogni Mago deve tenere con sé un libro a cui potrà dare un nome particolare o nessuno. Esso va tenuto nascosto e al sicuro ed è una sorta di diario personale del mago entro cui di proprio pugno trascrive le formule, gli incantesi, i riti, traccia i pentacoli e tutto ciò che le è utile per lavorare. Ogni mago scrive i suoi incantesimi personali sul Libro dell’Arte dopo averne provata l’efficacia.
Il proprio Libro deve essere un quaderno con la copertina nera e rigida, facile da occultare o da portarsi appresso.
Su quelle pagine si tracciano simboli, disegni, annotazioni e considerazioni.
Non è un libro acquistato ma bensì viene stilato dal mago copiando parti ritenute ottime di altri libri, stralci di altri testi e incantesimi propri.
L’importante è non mostrare a nessuno il proprio Libro dell’Arte a meno che non si tratti di un altro mago fidato.
Anch’esso va consacrato ed è bene sulla copertina o sulla prima pagina vergare un simbolo che abbia un signifcato personale per il Mago.
Riceverne uno in eredità è veramente un grande dono prezioso.

L’altare

Sull’altare vengono posizionati gli strumenti al momento di un lavoro. Esso può essere di diverse forme a seconda del rituale da approntare, più comunemente è di forma rettangolare di modo che ogni lato sia rivolto verso un punto cardinale.
Va coperto con un panno di cotone o lino bianco(o nero per la Via Oscura). Si dispongono a sinistra tutti gli passivi o femminili ( la coppa, l’incenso, la candela bianca, ecc..) e a destra tutti gli oggetti attivi o maschili ( l’Hamaet, la bacchetta, la candela nera ecc..).

L’abbigliamento rituale

Prepararsi da soli una tunica di cotone o lino di colore appropriato in base alla propria inclinazione leggero da legare in vita con una cintura ricavata da un pezzo di stoffa tratto dallo stesso telo con cui abbiamo composto la tunica.
I calzari dovranno essere intonati con la tunica e rivestiti con la stessa stoffa.
Su di essi vengono tracciati simboli di protezione per l’officiante con ricami a mano o disegnati con colori indelebili.
Anche la tunica e i calzari devono essere consacrati prima di essere usati.

Precisazione: il termine consacrazione non ha nulla a che vedere con divinità o il “sacro” nel senso tradizionale del termine, indica solo la personalizzazione e il caricamente magico degli oggetti affinchè possano essere parte integrante e propria del Mago stesso così come lo è la sua mente.

Appunti sull’Alchimia

Dagli appunti di Seption Merion

Io, sir Melthar Trivorius di Minur, ho deciso di cercar di portar un poco di luce sulla antica Scienza Alchemica della trasmutazione dei metalli e, nel contempo, render noto ad altri miei compagni nello studio della magia, la figura di Seption Merion di Anuril e dei suoi studi.
Nella mia permanenza presso l’Accademia del Glifo del Fuoco ad Anuril infatti ho avuto modo di scoprire, nella sezione dedicata all’Alchimia, un libro malridotto e tenuto insieme da spaghi. Libro questo che non era altro che un diario di appunti e di pensieri redatto da un alchimista e mago, vissuto molti anni fa, il cui nome viene spesso citato nei testi su questa misteriosa scienza. Gli studiosi differiscono sulle capacità di Seption e sulle scoperte che era riuscito ad ottenere.
C’è chi parla di prodigi curativi, fra i quali quello di aver riportato in vita un cadavere, chi invece asserisce che l’alchimista era riuscito a far nascere piante e creature mostruose, nel suo laboratorio, chi infine scriveva di come in realtà Seption non era altro che un malfattore, che si approfittava dei popolani, vendendo intrugli di erbe inutili o persino nefasti a chi avrebbe dovuto ingerirli.
Tutti sono però concordi sul fatto che in una fredda notte d’inverno, nella sua casa, scoppiò un incendio. Le fiamme che lambivano la costruzione non attecchirono i palazzi vicini. C’era poco vento e l’intervento delle guardie cittadine, intervenute per spegnere il fuoco, fu quasi immediato, aiutate anche da chi abitava nelle vicinanze.
Ma, nonostante gli sforzi, l’incendio non fu domato se non alla sua naturale estinzione. Della piccola casa dell’alchimista nulla era stato risparmiato dalle fiamme. Il diario stesso di Seption si è salvato solo in parte dall’incendio. Dell’alchimista, o del suo corpo, non fu trovata alcuna traccia.
Alcuni maghi dell’Accademia con cui ho avuto modo di parlare, credono che l’alchimista abbia fallito nel tentare una operazione alchemica particolarmente pericolosa e potente, avente a che vedere con l’elemento del fuoco. Una operazione alchemica segreta, di cui loro stessi sanno poco o nulla.
Gli estratti che seguono sono le parti che ho trovato più salienti di ciò che si è salvato del diario di Seption…

“E’ certo, certissimo che l’Opera Alchemica è stata una vera Arte Magica. Ciò che oggi rimane del passato sono le ricette per i malanni, le conoscenze utili alla salute, ma piccole cose, amenità in confronto all’antica sapienza. I Sacri Figli di Tabata non sono una leggenda, sono esistiti veramente. Persone che avevano raggiunto le vette dell’Opera trasformando il proprio corpo e conquistando poteri dagli effetti miracolosi.
Cosa è rimasto di questa sapienza è poca cosa. Sappiamo che in tutte le cose vive l’armonia di due forze opposte, una attiva, il cui glifo è sempre stato rappresentato da una fiamma, ed una passiva, rappresentata da una lacrima di acqua.
Che già in queste due immagini simboliche è evidente il primo mistero, perché, per quanto la fiamma possa sembrare attiva, essa porta con sé la passività della cenere che genera. Così è per l’acqua, che da uno stato apparente di quiete può diventar presto tempesta”

“Noi alchimisti di questa era di ignoranza sappiam ben poco. Chiamiamo con il nome di Opera Verde l’insieme di conoscenze che ci permettono, lavorando le piante e alcune particolari pietre, ridotte in polveri molto sottili, di ottenere misture o decotti dalle diverse proprietà. Sono molti gli alchimisti che si limitano a preparare e vendere pozioni […] ma tutto ciò è inutile. Non è un risultato di cui rallegrarsi quello di limitarsi a rallentare un processo che rimane inevitabile. Le foglie morte degli alberi, macerando, diventano fonte di vita per la terra, così come quello di un animale. E’ un ciclo di cui facciamo parte e da cui non ci libereremo se non svelandone i segreti più occulti.”

“Esistono vecchi manoscritti che parlano dell’Alchimia dei Metalli, anche se attualmente, per quanto si conosce, non ci sono più alchimisti che la praticano. Come per le erbe e le pietre, anche nell’uso dei metalli è fondamentale la conoscenza del rapporto intimo che li lega al cielo che ci sovrasta ed ai suoi pianeti. Ogni trasformazione, al di là delle apparenze, non è di natura caotica e casuale in quanto è favorita dagli influssi del cielo sulla terra.
Pertanto abbiamo dei metalli come il piombo, il ferro, lo stagno, il rame, l’argento, il mercurio, l’oro e il mithril, legati ognuno ad una sfera celeste particolare. Ogni metallo rappresenta uno stadio di evoluzione della materia e quasi ognuno di questi è soggetto, in tempi e modi diversi, alla corruzione, necessaria anch’essa affinchè la materia evolvi fino agli stati più elevati. Metalli perfetti e incorruttibili sono solo l’oro, stato ultimo del processo di evoluzione, e il mithril, metallo venuto all’esistenza di già perfetto, carico di energia magica, la cui natura e origine rimane in gran parte occultata, segreto serbato tra le solide mura delle fortezze naniche.”

“L’Alchimia è pertanto considerata l’arte di distruggere e ricomporre, tramite lunghe e ripetute operazioni, i composti che la natura ha formato in modo imperfetto, al fine di migliorare la loro natura, purificandoli, al fine ultimo di raggiungere la perfezione assoluta.”

“Altri alchimisti vengono chiamati i Cercatori, affannati nella loro folle speranza di ottenere, dai metalli vili, l’oro per arricchirsi. Sono loro la degenerazione maggiore, che hanno perso il vero significato dell’Opera Alchemica. Il segreto dell’Oro Alchemico va oltre le loro stolte menti. Per riuscire nell’Opera infatti bisogna essere liberi dai desideri che opprimono invece i loro cuori.”

“La Pietra Segreta è capace di prodigi, rende immortali e brucia e distrugge chi non è del tutto purificato. Del resto l’uomo armato di sola ragione è impotente di fronte al mistero occulto della purificazione alchemica, proprio in quanto il semplice pensiero non è in grado di cogliere la propria essenza interiore, non è in grado di spogliarla da ciò che la offusca e la rende un metallo di poco valore.”

“Molti pensano che siano solo quattro gli elementi su cui un alchimista deve lavorare. Ma al fuoco, all’acqua, alla terra e all’aria si aggiunge un ulteriore invisibile elemento formativo, il cui potere divino è presente in ogni composizione esistente. Gli antichi testi hanno attribuito ad esso il nome Mana, forma di energia ben conosciuta dai praticanti di magia, un vero e proprio fuoco invisibile e magico che ha, tra i suoi poteri, quello di aumentare o diminuire il legame che tiene unita la materia.”

“Ma quello che sto per scoprire è un sublime segreto. Deve essere la chiave per comprendere ciò che gli antichi ci hanno lasciato taciuto. Finalmente ho capito in quale direzione sto per portare i miei esperimenti.Ciò che tenterò questa notte mi darà ragione.”

Con queste ultime frasi il testo sopravvissuto alle fiamme termina, lasciando aperto il mistero sulla scoperta di Septios, segreto che probabilmente ne ha causato la sua scomparsa.

Melthar Trivorius

Biblioteca

Premessa

I libri di magia si dividono in due categorie: i manuali, ovvero testi di più facile ottenimento, presenti anche nelle biblioteche delle città di rilievo, e i grimori, libri unici per i temi specifici trattati e di cui esistono in tutta l’isola, in alcuni casi, poche decine di copie, in altre anche meno. I più rari di questi sono manoscritti di cui esiste una copia sola, a volte custodita gelosamente da maghi anziani e potenti, arroccati nelle loro torri di magia.

I manuali

I manuali sono testi che spiegano determinati argomenti della scienza arcana.
Su ogni argomento trattato esistono a volte più testi scritti da autori diversi, ma è difficile trovare libreria o biblioteca che abbia più di un manuale per argomento, magari trattato da un mago che vive o ha vissuto in quella determinata regione.
Le differenze tra due libri che trattano lo stesso argomento possono essere più o meno minimali, a seconda delle conoscenze dell’autore. In alcuni casi dettagli determinanti potranno non essere conosciuti o ancora nascosti da alcuni autori e resi chiari da altri, o ancora spiegati in modo non esatto.

Ecco gli argomenti principali trattati dai manuali:

  • Arte Arcana
    Libro base di Magia teorica, concetti di Magia in generale, distinzione delle tipologie di Magia, definizione della figura del mago, applicazione ed implicazioni delle Arti Arcane.
  • Verbo Arcano
    In questo ambito sono compresi i numerosi libri sugli alfabeti magici più diffusi ma anche sulle lingue e le razze, sempre in riferimento alla magia. Alcuni sono dedicati esclusivamente all’alfabeto runico e al suo impiego.
  • Erbario Magico
    Comprende i lbri sulle erbe presenti su mon e delle loro caratteristiche e proprietà magiche con indicazione dei modi di preparazione ed uso, anche a livello officinale.
  • Arte Elementale
    In questa sezione sono inclusi i libri sulla magia elementale e sulle caratteristiche di ogni elemento Aria, Acqua, Terra, Fuoco, Energia, su come evocarli e come comandarli. Molti sono dedicati più alla parte teorica, più difficili da reperire sono quelli che ne dettagliano la pratica.
  • Arte Naturale
    In questa sezione si trovano i libri sulla magia naturale e sulla pratica stregonesca, sia teorica che pratica.I libri più diffisusi spesso sono dedicati a questo tipo di magia.
  • Arte Clericale
    Compendio sulla magia clericale con aneddoti e racconti sui prodigi di tale arte e sugli dei.
  • Sulla mente e lo spirito
    Libro sulla magia spirituale/mentale, a livello prevalentemente teorico esempi di formule di evocazione, tecniche di preparazione e apprendimento, capacità e caratteristiche del praticante e del modo di praticare l’Arte.
  • Talismani, Amuleti e Sigilli
    Manuali per la realizzazione dei suddetti, i tempi e i modi necessari per una corretta riuscita.
  • Dell’evocazione e dell’invocazione
    Libri pratici di basso livello sulla magia mentale/spirituale con istruzioni per la ritualizzazione, la distinzione tra evocazione ed invocazione, apertura e chiusura del cerchio per le evocazioni, elenco delle entità conosciute, sigillazione magica.

L’erbario dei maghi

Confratelli, qui di seguito troverete le principali piante presenti sull’isola di Mon e nelle terre limitrofe, con una descrizione delle loro principali caratteristiche e soprattutto il loro impiego in ambito magico, frutto di approfonditi studi e ricerche da parte dei maghi Detentori della Fratellanza. Che possano tali conoscenze aiutarvi nel nostro comune Cammino.

ACACIA

Descrizione: Il suo nome deriva dal candore dei suoi fiori. Alta fino a 25m, è una pianta a fusto spinoso a crescita rapida. Per fiorire richiede esposizioni soleggiate. Il fiore è disposto in lunghi grappoli penduli, bianchi e profumati. Cresce un po’ ovunque sino a 700 metri di altitudine. I suoi fiori sono utilizzati nella medicina popolare come antispastici e lassativi.

Utilizzo Magico: Il bruciarne dei fiori nella camera da letto previene e allontana gli influssi negativi e malefici. In tutto il territorio di Mon è notorio che portare dell’Acacia su di sé consente di tenere lontane le influenze negative. Più in generale si utilizza per gli incantesimi d’amore e di accrescimento economico. E’ tradizionalmente associata al Sole.

AGLIO

Descrizione: E’ una pianta perenne a radice bulbosa. Generalmente il bulbo dell’aglio è composto da più spicchi arcuati avvolti da membrane dalla consistenza cartacea, più raramente si presenta formato da un unico spicchio. I fiori appaiono in tarda primavera, o inizio estate, e possono essere bianchi, rosa, violetti, giallo, porpora o azzurri; durano a lungo anche dopo essere stati recisi. In erboristica viene usato per le sue proprietà antisettiche, calagoghe, espettoranti, ipotensive e vermifughe.

Utilizzo Magico: fin dai tempi più remoti l’Aglio ha rivestito un ruolo importante nel campo dell’occulto. Ne troviamo testimonianze tra i popoli più antichi. Gli si attribuisce il potere di assorbire il male e le malattie così come la possibilità di prevenirle. E’ di sovente usato anche come afrodisiaco e i suoi spicchi come amuleti e/o catalizzatori. Il pianeta che domina questa pianta è Marte.

ALLORO

Descrizione: E’ una pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle Lauracee. Il fusto è eretto, la corteccia verde. Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella parte superiore e opache in quella inferiore. I fiori sono piccoli, giallo-verde, riunite ad ombrella. L’alloro è una pianta rustica, cresce bene in tutti i terreni e può essere coltivato in qualsiasi tipo di orto

Utilizzo Magico: stimola la volontà e l’energia fisica, propiziando il successo e la riuscita. In infuso fornisce una pozione di chiaroveggenza tra le migliori. Si usa inalarne il profumo prima di profetizzare ed effettuare viaggi fuori del corpo. E’ inoltre un potente purificatore indicato anche per la pulizia degli altari e dei luoghi di culto. L’acqua, alla quale venga mescolato del Lauro, viene usata per le abluzioni rituali personali. E’ posto sotto l’influenza del Sole.

ARTEMISIA

Descrizione: Pianta erbacea perenne di piccola taglia tipiche dell’ambiente montano La pianta ricca di proprietà aperitive e digestive deve essere comunque usata con precauzione perché in dosi eccessive può rivelarsi tossica.

Utilizzo Magico: Bruciata da sola o con altre erbe appropriate sviluppa dei principi attivi che favoriscono gli stati medianici ed i poteri psichici. Tradizionalmente questa pianta è infatti parte integrante di rituali evocatori e spiritici. In molti luoghi (compresa Minur) viene invece utilizzata per scacciare malefici e negatività. Un infuso di Artemisia è indispensabile per pulire e magnetizzare sfere e specchi magici. Questa pianta è posta sotto l’influenza di Marte e della Luna.

ARTIGLIO DI SARGANTES

Descrizione: E’ una particolare radice viene consigliata per combattere e debellare i dolori articolari e tutti gli stati infiammatori ossei e muscolari. Le radici presentano un corredo di uncini che hanno valso alla pianta il suo nome popolare: gli animali e i roditori possono rimanere impigliati nelle radici e perdere la vita morendo di fame.

Utilizzo Magico: la tradizione magica indica l’Artiglio del Diavolo tra i componenti di tutte le pratiche di legamento, d’amore e di protezione occulta (esorcismi, contro fatture, ecc…). La pianta è posta sotto l’influenza di Marte e di Saturno.

BETULLA

Descrizione: Albero slanciato con corteccia bianca e chioma piuttosto rada dalle spiccate proprietà diuretiche e coleretiche.

Utilizzo Magico: questa pianta riveste un ruolo importante all’interno delle tradizioni magiche. Gli si attribuiscono, infatti, grandi poteri di protezione ed esorcismo. La Betulla è associata a Giove ed è una delle piante consacrate a Tabata.

CANFORA

Descrizione: Albero sacro per tradizione il cui estratto cristallino è ottenuto con un processo particolarmente complesso ritenuto segreto e appannaggio di pochi sapienti.

Utilizzo Magico: da secoli la Canfora viene utilizzata per placare gli istinti carnali e per stimolare il raggiungimento dell’estasi mistica. E’ inoltre un valido ingrediente per gli incensi divinatori. E’ posta sotto le influenze della Luna.

DRAGONCELLO

Descrizione: pianta che forma dei cespi alti ramificanti,assai folti. Le foglie sono lineari-lanceolate di colore verde chiaro, lunghe e sottili. I fiori sono piccolissimi di color giallo verdognolo riuniti in pannocchie. La fioritura avviene in estate. La pianta può superare il metro di altezza.

Utilizzo Magico: questa pianta, ed in particolare la sua radice, ha straordinari poteri afrodisiaci e di richiamo magico-sessuale. Gli antichi infatti, per rendersi irresistibili, sfregavano il corpo e le vesti con questa radice. L’Estragone è posto sotto l’influenza di Venere e di Marte.

FELCE

Descrizione: Pianta con fronde allungate e triangolari, sulla cui pagina inferiore si trovano gli sporangi; il rizoma (fusto sotterraneo) è strisciante e da esso si diramano numerose piccole radici. Comunque la Felce è notevolmente efficace contro i vermi intestinali.

Utilizzo Magico: di questa pianta in magia si utilizza principalmente il rizoma: bruciato o posto vicino all’orecchio durante il sonno donerebbe la chiaroveggenza e i sogni profetici. Dona inoltre la fecondità a quelle donne che hanno difficoltà a procreare. La Felce riveste anche una grande importanza nella magia della pioggia. E’ posta sotto l’influenza del Sole e di Mercurio.

GINEPRO

Descrizione: Arbusto cespuglioso dalle virtù diuretiche, balsamiche, anticatarrali, antireumatiche e depurative.

Utilizzo Magico: Chierici e maghi lo utilizzano, soprattutto per le bacche, bruciandolo insieme ad altre sostanze durante i rituali di esorcismo. Nella tradizione popolare si appendono dei rametti di Ginepro all’interno delle abitazioni per proteggersi dagli spiriti maligni e dai ladri. Questa pianta è posta sotto l’influenza del Sole.

INCENSO

Descrizione: E’ una resina importantissima della quale ne esistono due varietà diverse: l’incenso maschio (Olibanum) dalle gocce dorate e trasparenti; l’incenso femmina dai grani opachi color bianco-giallastro. In commercio tuttavia è impossibile reperire le due qualità separatamente poiché risultano sempre mescolate tra di loro, a meno di una richiesta esplicita ad un alchimista esperto.

Utilizzo Magico: è un validissimo supporto per qualsiasi tipo di consacrazione e purificazione grazie alle sue incomparabili virtù magiche. Propizia ogni incantesimo e pratica occulta stimolando la volontà e le facoltà psichiche dell’operatore. Per le sue qualità universali può sostituire degnamente qualsiasi altra resina o composto vegetale. La sua natura è principalmente solare, anche se può essere accostato, come già detto, a qualsiasi altra astralità.

ISSOPO

Descrizione: Pianta aromatica citata in molti testi sacri e di magia. Ha proprietà aperitive, bechiche, carminative, espettoranti e stimolanti.

Utilizzo Magico: é universalmente conosciuto per le sue virtù purificatrici; gli antichi lo adoperavano per le abluzioni e i rituali purificatori. Tra tutti i popoli antichi l’Issopo veniva utilizzato (se ne adoperavano alcuni rametti come aspersorio) per spruzzare di acqua consacrata altari o luoghi sacri. Appendere un rametto o un sacchettino d’Issopo in casa previene il malocchio e le influenze negative in genere. Questa pianta è astralmente legata alla Luna e a Giove.

LAVANDA

Descrizione: Arbusto con fiori a spiga piccoli e violetti di odore aromatico. Nelle cure erboristiche viene usata come antiasmatico e calmante. Possiede inoltre proprietà antisettiche e cicatrizzanti.

Utilizzo Magico: per le sue virtù difensive e purificatrici rientra nella composizione di numerosi incensi. E’ molto attiva negli incantesimi di attrazione (successo e fortuna) ma anche nel combattere i legamenti d’amore. La Lavanda è posta sotto l’influenza di Mercurio e al tempo stesso di Giove.

MANDRAGORA

Descrizione: E’ la pianta píù ricca di storia. Appartiene alla famiglia delle solanacee e cresce soprattutto nelle regioni meridionali. La tradizione popolare la vuole generata dallo sperma e dal grasso caduti dal corpo di un impiccato. Certamente è stato il suo aspetto antropomorfo a stimolare così efficacemente la fantasia. E’ una pianta velenosa che non va assolutamente ingerita, tuttavia le sue fumigazioni perdono qualsiasi effetto nocivo.

Utilizzo Magico: la radice di Mandragora costituisce un talismano universale: favorisce l’amore, la prosperità, la salute, il potere e può essere utilizzata sia intera che in polvere per qualsiasi tipo di rituale magico. E’ in pratica la sintesi di tutti i poteri occulti del regno vegetale e astrale.

MENTA

Descrizione: Piccola pianta aromatica. E’ un ottimo analgesico, antisettico, digestivo, tonico ed eupeptico.

Utilizzo Magico: il suo profumo accresce la forza psico-fisica e la volontà favorendo al tempo stesso il benessere e l’ottimismo. In tempi antichi veniva adoperata soprattutto nei rituali di guarigione e purificazione. Rientra comunque nei composti per la fortuna ed il commercio. Questa pianta profumata è posta sotto l’influenza di Giove.

MIRRA

Descrizione: Gommoresina che trasuda da alcuni alberetti originari delle coste orientali. Nelle terapie erboristiche viene adoperata per le malattie dell’apparato digerente ed in particolare come colluttorio.

Utilizzo Magico: le fumigazioni di Mirra sono fortemente purificatrici e amplificano le vibrazioni positive. E’ inoltre utilissima per la meditazione e la contemplazione. Alcuni la usano per i sacchetti talismanici ed i rituali di guarigione. La Mirra è prettamente lunare anche se alcuni autori la vogliono sotto l’influenza di Marte e Saturno.

NINFEA

Descrizione: Pianta rizomatosa perenne caratteristica delle acque dolci stagnanti, presenta fiori bianchissimi e foglie larghe e piatte.

Utilizzo Magico: respirare profondamente il profumo della Ninfea fortifica il corpo astrale proteggendolo. Fumigazioni del rizoma, in un contesto rituale, combattono efficacemente i legamenti d’amore. Alcuni pezzetti portati su di sé favoriscono la fortuna attraendo la misericordia divina. Questa pianta è sotto l’influenza della Luna..

NOCCIOLO

Descrizione: E’ un arbusto che cresce in zone collinari e sub-montane. Viene particolarmente indicato nei casi di emorroidi, vene varicose, varici, flebiti, diarrea e ipersudorazione.

Utilizzo Magico: Pianta di notevole importanza in ambito magico, con i suoi rami i maghi fabbricano le bacchette per i loro rituali magici. Per i popoli del Nord il Nocciolo è simbolo di fertilità e saggezza ma viene anche reputato il legno migliore per preparare scudi magici e cerimoniali. E’ inoltre utilizzato nelle pratiche divinatorie e terapeutiche e alcuni testi antichi lo consigliano per ottenere la fedeltà coniugale. E’ posto sotto l’influenza di Mercurio e in parte del Sole.

ORTICA

Descrizione: Il nome di questa pianta deriva da bruciare, irritare, a causa delle sue note proprietà urticanti. Nelle cure erborstiche viene utilizzata soprattutto come antireumatico, diuretico, antianemico e antidiabetico.

Utilizzo Magico: le virtù protettrici dell’Ortica sono conosciute da secoli: per respingere un maleficio al suo mandante indossare un sacchetto talismanico contenente foglie e radici di Ortica “vitalizzate”. Fumigazioni di questa pianta eliminano inoltre le negatività presenti in un ambiente e allontanano i nemici. E’ posta sotto l’influenza di Marte e il Dio ad essa associato è Tabata.

PAPAVERO

Descrizione: Fiore rosso dotato di virtù calmanti (blandamente narcotiche), decongestionanti e diaforetiche.

Utilizzo Magico: viene adoperato per avere sogni profetici, nei rituali divinatori e in alcuni incensi lunari. Il Papavero è posto sotto l’influenza della Luna.

PINO

Descrizione: Albero alto, longevo, dotato di spessa corteccia cinerina e foglie aghiformi. Ha proprietà antisettiche, espettoranti, balsamiche e diuretiche.

Utilizzo Magico: le pigne del Pino si usano per favorire la fertilità e la fecondità; i suoi aghi per allontanare gli spiriti maligni e mescolati con la resina per respingere i malefici al proprio mandante. La corteccia polverizzata e bruciata nella stanza di un malato ne favorisce la guarigione. Il Pino è posto sotto l’influenza di Marte, anche se qualcuno lo attribuisce a Saturno. La divinità ad esso associata è Pan e in genere tutti i satiri.

QUERCIA

Descrizione: Grande albero sempreverde considerato sacro da numerose civiltà e razze.

Utilizzo Magico: da sola o insieme ad altri ingredienti propizia la fortuna e la prosperità. Ha inoltre un forte potere terapeutico e purificatore. La ghianda della Quercia è il simbolo della potenzialità ed ha anch’essa un forte potere protettivo. Il suo pianeta è Giove.

ROSA

Descrizione: Pianta selvatica dei boschi molto apprezzata per la bellezza della sua infiorescenza e per questo anche coltivata artificialmente.Nelle cure erboristiche viene usata come tonico e astringente per sciaqui ed impacchi.

Utilizzo Magico: è per tradizione associata ai sentimenti e alle emozioni ed è quindi un ingrediente indispensabile nelle pratiche magiche d’amore. Costituisce inoltre un valido ingrediente nei rituali di guarigione. Più in generale dona pace e benessere. Il suo astro è Venere e gli Dei ad essa associati sono: Afrodite-Venere, Iside e Eros.

ROSMARINO

Descrizione: La parola Rosmarino significa “rugiada del mare”, forse perché questa pianta cresce spontaneamente nei pressi del mare ed è tipica di tutta la flora di tipo mediterraneo. Ha notevoli qualità antisettiche, emmenagoghe, antispasmodiche e carminative.

Utilizzo Magico: il Rosmarino è noto soprattutto per le sue notevoli proprietà protettive e purificatrici e per le sue virtù terapeutiche. Portato su di sé costituisce un valido amuleto antimalocchio. Alcuni guaritori scaricano le energie negative accumulate con infusi di Rosmarino e Ginepro. Il pianeta che governa questa pianta è il Sole anche se risente al tempo stesso di una forte influenza di Marte.

RUTA

Descrizione: Erba perenne, sempreverde, dalle proprietà digestive, capillarotrode, emmenagoghe e rubefacenti.

Utilizzo Magico: questa pianta viene usata soprattutto per guarire; le sue foglie messe a rinvenire nell’acqua tiepida e compresse sulle tempie e sulla fronte respingono efficacemente i mal di testa. La Ruta riveste un ruolo molto importante nei rituali esorcistici ed evocatori al fine di controllare le entità richiamate. Il suo pianeta è Marte.

SANDALO Rosso e bianco (citrino)

Descrizione: Albero a fusto alto che fornisce un legno dall’odore caratteristico. Si trova in due colorazioni diverse: bianco (detto citrino) e rosso.

Utilizzo Magico: le fumigazioni di Sandalo accrescono la volontà e stimolano l’intelligenza risvegliando le energie assopite. Allontanano inoltre gli influssi negativi rivelandosi indispensabili durante le preghiere, le orazioni, la meditazione e le invocazioni. Il Sandalo bianco o citrino è posto sotto l’influenza di Venere e della Luna, mentre quello rosso sotto l’influenza di Marte.

SANGUE DEL DRAGO

Descrizione: Resina che stilla dalla screpolatura della corteccia di una pianta appartenente alla famiglia delle dracene di origini delle zone meridionali difficilmente la pianta che la produce cresce negli altri territori, seppure può essere coltivata con difficoltà in modo artificiale.

Utilizzo Magico: questa rara e preziosa resina di colore rosso viene adoperata in particolare per attrarre potere, amore e protezione. E’ uno dei principali ingredienti per i sacchetti talismanici e le polveri di potenza. Particolari agglomerati di questa resina a forma di “palle”, detti “cuori di drago”, vengono utilizzati interi nelle magie d’attrazione e d’amore. Il Sangue di Drago è posto sotto l’influenza di Marte.

VERBENA

Descrizione: Piantina ruvida dai fiori privi di profumo nota per le sue qualità antinevralgiche, depurative e amaricanti. Se ne utilizzano le due qualità principali: la Verbena Officinale e quella Odorosa.

Utilizzo Magico: Pianta sacra e magica, la Verbena è considerata efficacissima nei rituali d’amore e nei sacchetti talismanici di riavvicinamento. Agisce sulla volontà allontanando la malinconia e l’angoscia. Le venivano attribuite virtù afrodisiache e la capacità di riattivare amori spenti e perciò la chiamavano “Herba Veneris”. E’ inoltre utile per pulire gli altari e i luoghi di culto in genere. E’ associata dalla tradizione alla femminilità e alle ninfe.

VISCHIO

Descrizione: Pianta con foglie verdi, fiori poco vistosi con frutto in bacca perlacea dalla polpa molle e velenosa.

Utillizzo Magico: albero sacro si considerano il succo delle sue bacche il liquido seminale del Cielo. La tradizione classica lo reputa altamente protettivo e propiziatore di fecondità, creatività e fortuna. Viene inoltre consigliato per accattivarsi l’aiuto degli dei. E’una pianta solare e divina.

Grimori

I grimori, questi testi di difficile reperibilità, sono l’orgoglio per la libreria di ogni mago.
Testi di maghi rimasti nella storia, che hanno aperto nuove vie nello studio dell’arte arcana o che hanno approfondito aspetti di essa. Quelli che seguono sono i testi di cui ogni mago, durante il suo apprendimento, ha almeno sentito parlare, anche se non ne ha mai letto nessuno.

  • Il tuono di Thurnor
    Antico grimorio sulla Magia Runica dei nani e sui segreti che si celano nella razza nanica.
  • La via negromantica
    Grimorio per l’evocazione e l’invocazione per i seguaci della Via Oscura.
  • Segreti della Luce
    Grimorio sull’impiego della Magia per la Via della Luce.
  • Spiriti e demoni della Natura
    Grimorio con istruzioni per la ritualizzazione al fine evocativo e invocativo, elenco delle entità conosciute e modi di evocazione specifici, sigillazione, legamento degli spiriti agli oggetti, creazione di talismani, pentacoli, formule evocatorie e metodi di pronuncia delle stesse, parole e gesti di potere.
  • La voce di Tharion
    Antico grimorio sulla Magia sacra dei Chierici di Tharion, costellato dei dogmi che poi hanno costituito le basi del suo culto. Si dice che solo alcuni cavalieri ne posseggano una delle poche copie esistenti, anche se brani di questo testo possono ritrovarsi nei libri religiosi scritti successivamente nei secoli dai chierici.
  • Il fiore infuocato
    Grimorio leggendario e introvabile sulla Magia attribuita a Erolhemm il Savio, in grado di conferire poteri divini anche ai mortali inducendo in essi delle capacità magiche innate… Si vocifera che chi entrasse in possesso di tale
    grimorio e ne fosse davvero degno non avesse bisogno nemmeno di aprirlo per apprenderne i segreti… per gli altri sarebbe un testo del tutto inutile… non si sa altro.

Domanda di ammissione

Quali sono le motivazioni e le intenzioni che ti spingono a entrare nella Fratellanza Arcana? Cosa stai cercando?

Racconta brevemente la tua esperienza magica.

Alcune domande di conoscenza magica generale:

  1. Cosa sai della Magia in generale e come definiresti la Magia
  2. Cosa è la Magia Elementale
  3. Cosa è la Magia Evocativa

Immagina di eseguire un incantesimo a tuo piacimento; descrivilo nelle sue fasi di preparazione ed esecuzione.

Alcune domande alle quali devi rispondere con una delle nostre proposte:

Cos’è un Golem:

-Un non-morto evocato da un mago nero
-Un essere di fango in cui viene infusa la vita attraverso un rito magico allo scopo di servire il mago
-Un mostro privo di intelligenza evocato dal piano Elementale Terra in grado di attività propria e indipendente

Cosa è un catalizzatore:

-Un essere magico che combatte al posto del mago che lo evoca
-Una pozione creata appositamente in grado di aumentare il potere mentale del mago rendendo più facile l’esecuzione degli incantesimi
-Un oggetto, un glifo, un’immagine in grado di concentrare e convogliare energia magica

Cos’è un amuleto:

-Un oggetto caro a chi lo possiede e che gli porta molta fortuna
-Un oggetto che per materiale e/o forma ha delle proprietà intrinseche di protezione o cmq positive per il possessore
-Un oggetto di varia natura in cui sono convogliate e/o amplificate tramite simboli o iscrizioni energie magiche particolari

Cosa si intende per divinazione:

-La capacità innata di prevedere saper leggere nel passato e di prevedere il futuro
-La capacità derivante dall’adorazione di una divinità (da qui divinazione) di saper prevedere il futuro
-La capacità in base all’interpretazione di segni, simboli, oggetti particolari o eventi di saper prevedere il futuro

Cosa è un talismano:

-Un oggetto caro a chi lo possiede e che gli porta molta fortuna
-Un oggetto che per materiale e/o forma ha delle proprietà intrinseche di protezione o cmq positive per il possessore
-Un oggetto di varia natura in cui sono convogliate e/o amplificate tramite simboli o iscrizioni energie magiche particolari

Ti è stata affidata una missione per recuperare un bastone magico molto prezioso protetto da incantesimi e trappole magiche che si trova nelle viscere di una montagna come ti prepari.

La Mano Guantata

 
Una rete criminale diffusa in tutte le maggiori città dell’isola, dedita ai più diversi scopi.
I più comuni sono i traffici illegali di merci, l’organizzazione di gruppi di borseggiatori o rapinatori , il supporto ai ladri per i colpi più complessi fino ad attività legali come il testare serrature e trappole o fornire specialisti per i gruppi di avventurieri, naturalmente il tutto sotto lauto compenso.
Normalmente la gilda non compie alcun tipo di crimine particolarmente violento, ed è contraria all’assassinio a pagamento, in quanto uccidere deve essere l’ultima risorsa per un ladro che ha come scopo una lunga e profiqua carriera.
Atti di forza o intimidazione avvengono solamente contro deboli mercanti indipendenti, non protetti dalle granzi case Mercantili, osti e artigiani, in richiesta di una forma di “protezione” a pagamento.
Piuttosto accomodante verso il potere, questa organizzazione non ha mai negato il proprio aiuto ai governanti locali, sotto forma di spie o specialisti per missioni particolarmente delicate.
Questo ha fatto si che il più delle volte gli organi di giustizia chiudessero un occhio sulle attività della Mano Guantata.
 La struttura interna è molto complessa ed è retta da un Gran Maestro di cui è sconosciuta ai più l’identità. Degna della sua presenza solo i più importanti committenti, anche in quel caso il più delle volte preferisce far agire dei suoi “sostituti” in sua vece.
Ogni città ha un suo capo Gilda, con pieni poteri in quella zona e che deve riferire solamente al Gran Maestro tramite missive o presentandosi direttamente ai non rari Consigli, il più delle volte tenuti a Cargulis.
Ogni ladro iscritto alla gilda deve versare il un decimo dei suoi guadagni alla Mano guantata, mentre gli indipendenti , il doppio, sempre che non vogliano ritrovarsi a guardare i fiori dalla parte della radice.
Questa è l’influenza della gilda nelle varie città dell’isola, dando a Cargulis un valore di 10 su 10.
  •  Cargulis (10) : è superfluo dire che in questi luoghi la Mano guantata sia una delle forzi predominanti, una specie di governo segreto parallelo della città.
  •  Tindaros (8) : dopo la disfatta e la ascesa al potere di Lord Morigan, sono sempre più frequenti i traffici di merci tra Cargulis e Tindaros. Si dice che lo stesso Lord Morigan, fosse il capo locale della Mano guantata, prima della caduta della città.
  •  Portoga (5): presente ma non dominante, vi è una convivenza tra le potenti Case mercantili locali e la sede della Mano Guantata. Si dice inoltre che il capo gilda locale sia una testa calda, aspirante al ruolo di Gran Maestro, e questo non rende idilliaci i rapporti con la sede centrale.
  •  Anuril(3) : Dura vita per i briganti ad Anuril, il diffuso culto di Therion e l’ottimo operare del governo hanno dato battaglia alla criminalità. Certo i traffici ci sono, ma non vi è molta libertà di agire nell’illegalità. Probabilmente le spie della Mano guantata sono già in opera per cambiare qualcosa ad Anuril.

Ordine del Glifo di fuoco

 
Potentissima gilda di Maghi con sede ad Anuril detiene, in quella e in altre zone dell’isola, il controllo dell’intero sistema magico.
Infatti per praticare qualsiasi tipo di arte magica o arcana nella loro giurisdizione è necessario ottenere una licenza, frequentando le loro accademie (le uniche autorizzate), oppure acquistandola.
Non si conoscono i loro studi e scopi, unica cosa certa è che in ogni avvenimento straordinario e misterioso , il più delle volte si trova traccia del loro coinvolgimento.

Descrizione e storia

Giunta sulla Terra per prima, insieme a Sargantes e Thurnor, è considerata la Dea della ragione, della ricerca equilibrata e della conoscenza. Alcuni la considerano anche la divinità della lungimiranza o della preveggenza. Nonostante Tabata abbia contribuito in modo fondamentale alla nascita degli Uomini, non ne è per considerata la Madre.

Intelligente e flemmatica, ama tutte le creature viventi e, quando può, le spinge volentieri verso una conoscenza più ampia e profonda, ma sempre vissuta in uno spirito di equilibrio e condivisione, e mai come una ricerca personale, ambiziosa o egoistica. Non ama parlare, preferendo guardare o ascoltare. La dote che predilige, nei propri seguaci, è la ragionevolezza ispirata dalla saggezza e dalla conoscenza.

Al termine del Tempi Antichi Tabata rimase l’unica tra gli Dei a camminare ancora su Mon: allora si recò su una montagna pressoché inaccessibile vicino al Teriador e lì tramutò in una possente quercia, che tuttora si specchia nel lago dall’alto di qualche vetta, sopra a cui brilla la Stella della Conoscenza.

In tempi lontanissimi Tabata scrisse il Libro del Destino, che alla fine dei Tempi Antichi venne consegnato all’elfa  Helayan, e da lei portato nella Foresta di Langaril, dove scomparve nell’oblio.

Per avere maggiori informazioni su Tabata, si possono consultare i capitoli 1, 2, 5 e 7 del Libro dei Tempi Remoti, e il capitolo 10 del Libro dei Tempi Antichi.

Diffusione del culto

Tabata è venerata da molti uomini e donne di tutti i ceti sociali, anche se sicuramente conta un maggior numero di seguaci tra le persone benestanti e tra gli usufruitori delle arti magiche e arcane.

Simbologia

Tabata è solitamente raffigurata con un volto di donna, diviso a metà: la parte sinistra è giovane e curiosa, quella a destra è vecchia e saggia. In alcuni casi la Dea è vista come una quercia possente, sovente innanzi a uno specchio d’acqua. Il suo animale più amato è sicuramente la tartaruga (lento ma perseverante), anche se è legata anche a civette, usignoli e delfini.

Luoghi di culto

Il luogo di culto più importante è il Tempio di Tabata di Anuril, con la sua immensa biblioteca, che dicono conti più di ventimila volumi (di cui almeno mille miniati con velature d’oro). Tutte le grandi città umane di Mon hanno un tempio, grande o piccolo, dedicato a Tabata, e spesso anche i villaggi (o persino le strade) hanno un cappella o anche una semplice pietra votiva, dedicata alla Dea della Conoscenza.

Giorni sacri e rituali

Le festività maggiori sono i Giorni dell’Armonia, che si compiono ai due equinozi, quando giorno e notte condividono perfettamente la giornata: ogni città e villaggio festeggia queste ricorrenze con un proprio rito particolare, ma solitamente di tratta di quieti ritrovi, in cui ogni partecipante racconta episodi della propria vita o altre riflessioni personali.

Un altro momento importante per il culto di Tabata è la notte che precede la primavera, quando la saggezza del lungo inverno lascia il posto alla rigogliosa curiosità della giovinezza primaverile: in queste ore che preannunciano l’alba (chiamate “Nocturn Mutaevole”) è previsto un complesso rito di equilibrio personale, meditazione e purificazione, solitamente con un largo uso di oli o incensi profumati.

Amici e nemici

Spesso Tabata è associata a Elanath, con cui condivideva un grande amore per la natura, quindi esiste una certa affinità di vedute tra i seguaci delle due divinità, seppur di razze diverse. In generale, si potrebbe dire che il culto di Tabata non è considerato malevolo neppure dai seguaci di Sargantes, probabilmente perché Tabata è stata l’unica, tra i Figli di Silma, a non disprezzare mai il Primogenito. Da parte sua, Tabata non si è mai interessata molto ai suoi fratelli, preferendo la compagnia delle creature viventi, e in particolare degli Umani, che riteneva molto più variegati e complessi delle altre razze. Eppure, soprattutto recentemente, alcuni chierici di Tabata sostengono che la loro Dea perseguirebbe (con infinita pazienza) un mondo di pace e comprensione reciproca, basato sulla saggezza e sulla fratellanza di tutte le razze, e che quindi sarebbe proprio Tabata l’avversario naturale di Sargantes, dato che contrapporrebbe una ricerca equilibrata e interiore alla bramosia personale e senza freni.
Precetti

Tabata non ha imposto regole precise o norme rigide, ma per i suoi seguaci valgono solitamente i seguenti principi:

– uccidi solo in caso di estrema necessità (mai per denaro o per vendetta);

– non urlare mai, se non per avvisare di un pericolo imminente;

– impara a leggere e a scrivere; se conosci qualcuno che non è in grado di farlo, insegnaglielo;

– rispetta gli anziani e i bambini: sono la conoscenza e il futuro del mondo.

Le seguenti frasi, invece, sono riportate dal volume “Cento Storie di Tabata” (vedi sotto), e sono state pronunciate dalla stessa Dea, quando ancora camminava su questo mondo:

– “la curiosità non è un male, la perseveranza è necessaria, ma la vera chiave è l’equilibrio: senza di esso, non c’è vera saggezza”;

– “uomini e donne sono stati creati con una bocca, due orecchie e due occhi: ciò significa che bisogna ascoltare e guardare molto più di quanto si parli”;

– “prima di agire, pensa; prima di parlare, ascolta; prima di morire, diffondi la conoscenza”;

– “non curarti del giudizio altrui, ma ascolta con spirito di comprensione chi ti critica”;

– “comportati da solo come se fossi in mezzo alla gente, e quando sei in mezzo alla folla fa come se fossi da solo”;

– “per farsi ascoltare, è più saggio abbassare la voce: chi ci ascolta sarà obbligato a tacere, se è interessato ad ascoltare le nostre parole; se invece non è interessato, non le ascolterà neppure se urliamo”;

– “pensa sia in piccolo che in grande, ma lascia le lodi agli stolti e agli arroganti: la vera gloria non appartiene al presente, bensì ai secoli che trascorrono”;

– “compiere un atto sconsiderato, spingere a compiere un atto sconsiderato, o non fermare un atto sconsiderato potendolo fare, non sono la stessa cosa, ma si assomigliano molto”;

– “la conoscenza è di tutti: diffondila tra le persone che la diffonderanno, negala a chi la negherebbe”;

– “impara dagli elfi l’armonia con la natura, dai nani la costanza, dai mezz’uomini l’amore per la vita e la spensieratezza, dai pelleverde cosa non va fatto”.

Offerte preferite

Lo studio, dell’incenso, la lettura di un libro, l’ascolto di un anziano o la narrazione ad un bambino, la meditazione.

Reliquie e altri oggetti sacri

I resti sacri più famosi legati a Tabata sono:

– il “Libro del Destino”: si dice che questo sia un volume dalle pagine più sottili delle ali di una farfalla, vergato con una scrittura finissima eppure elegante. Su quelle pergamene Tabata scrisse, in modo meticoloso e accurato, la vita di tutte le creature, dall’agrifoglio all’Elfo, dal Nano alla mosca, dall’aquila all’Uomo, fin dal momento della loro nascita sino alla morte, e di tutti gli sviluppi che ciascuna di queste vite può avere nel corso della sua breve o lunga esistenza. Consegnato all’elfa Helayan alla fine dei tempi Antichi, fu da lei portato nella foresta di Langaril, dove si suppone sia ancora conservato;

– “Cento e una storie di saggezza”: è un volume di racconti, il cui originale è conservato al Tempio di Tabata di Anuril. Raccoglie storie e aneddoti attribuiti a Tabata e ai suoi seguaci, anche se in verità i racconti che riguardano la Dea della Conoscenza sono molti di più, ma questi sono quelli scelti ufficialmente dal Collegio della Sapienza in occasione del Secondo Simposio del Teriador;

– le cosiddette “Foglie di Tabata”: spesso i venditori ambulanti e altri impostori vendono delle foglie di quercia (o persino dei rametti), che spacciano per foglie e rami caduti dalla Quercia della Saggezza, ovvero dall’albero in cui Tabata si è trasfigurata alla fine dei Tempi Antichi. In realtà questa quercia non è di fatto accessibile, e le uniche persone che ufficialmente l’hanno raggiunta sono solo i due pastorelli di Minur (nei primi anni dei Tempi Recenti) e Jadia, famosa chierica di Anuril. Le uniche vere Foglie di Tabata, raccolte da queste persone, sono conservate al Tempio di Anuril e in quello di Minur, e vengono esposte al pubblico una volta l’anno, in occasione della Nocturn Mutaevole (vedi “giorni sacri e rituali”);

– il corpo di Jadia Brezzachioma, nota chierica del culto di Tabata (famosa per aver raggiunto la Quercia della Saggezza) si trova tuttora presso il tempio di Anuril in perfetto stato di conservazione, ed è la meta di numerosi pellegrinaggi.

Struttura ordine religioso

Il clero di Tabata è suddiviso in scuole, chiamate “Collegi”, ciascuno con un regolamento autonomo e precisi argomenti: il Collegio della Terra (relativo alle conoscenze su piante e animali), delle Acque (abitanti degli abissi e funzionamento delle maree, ma anche comprensione dell’erosione e dell’origine delle grotte), dell’Aria (storia, linguaggi e usanze), del Fuoco (magia, alchimia e altre arti arcane) e il Collegio della Sapienza (che li raccoglie tutti). Questa suddivisione non è rigida, e spesso sia i vari maestri (chiamati “Guide”) che gli Allievi possono cambiare Collegio con il passare del tempo e il mutare delle conoscenze e degli interessi (ovviamente i membri del Collegio della Sapienza sono assai più influenti e rinomati degli altri).

Eccezion fatta per l’ammissione al Collegio della Sapienza (che deve avvenire all’unanimità di tutti i Collegi) ciascuna “scuola” decide autonomamente le proprie Guide e l’ordinamento interno, che è subordinato alle esigenze del Collegio. Per esempio, mentre i Collegi dell’Aria e della Terra hanno molte piccole sedi e le decisioni sono prese da una Consulta, il Collegio del Fuoco ha una struttura piramidale molto rigida ed è dislocato quasi esclusivamente ad Anuril e sul Pianorosso. Viceversa, il sito principale del Consiglio dell’Acqua si trova a Portoga, e la sua struttura interna è assai mutevole, a seconda delle esigenze momentanee.

Normalmente un Allievo sceglie un Collegio ben preciso, ma a volte – soprattutto nelle campagne – i Maestri tendono ad impartire degli insegnamenti generici (anche se tutto ciò non ha nulla a che vedere con il Collegio della Sapienza, ovviamente).

Non ci sono cariche militari nel clero di Tabata. Si tratta di singoli individui, che quale che sia la loro occupazione portano avanti una ricerca personale ed interiore, che può condurli alle vette più alte della gerarchia della Dea, come farli rimanere al massimo Guide per tutta una vita. Il percorso interiore che portano avanti, infatti, non si misura in base alla carriera svolta in ambito clericale, e sono numerosi coloro che non crescono mai oltre un certo livello di gerarchia.

Le promozioni interne ai Collegi passano quasi tutte per la segnalazione di un erudito e la successiva approvazione (a volte passando per esami o prove) dei piani alti del Collegio.

La segnalazione di un erudito è anche l’unica cosa che può condurre un monaco di Tabata al collegio della Sapienza. Chiunque sia considerato un candidato dovrà superare un esame per Collegio. Nel caso della Terra e dell’Aria se ne occuperanno le consulte più vicine, ma sarà poi necessario all’aspirante un pellegrinaggio fino a Portoga, per confrontarsi con il Consiglio dell’Acqua, e ad Anuril per affrontare l’esame del Fuoco. L’ordine in cui tali esami vanno affrontati non è prestabilito.

Si può entrare nel Collegio della Sapienza a qualunque livello. Un erudito può segnalare un allievo di particolare talento, un collegiante di spiccate intuizioni, o un altro erudito di lungimirante saggezza. A qualunque livello vi si entri, il processo per salire di grado, da quel momento in poi, è lungo e complicato. Ma i membri del Collegio della Sapienza sono sommamente rispettati da tutti i sacerdoti, e sono coloro che guidano l’Ordine tutto, quando sono necessarie decisioni unanimi.

Collegio della Terra

Pone al centro dei suoi studi l’ambiente e la natura, intesa come regni animale e vegetale, e le conoscenze relative ed utili allo sfruttamento di tali risorse. Il monaco saprà riconoscere, curare e coltivare le piante; saprà riconoscere, curare e, secondo i casi, addomesticare gli animali con i quali, grazie all’approccio spirituale e in misura dell’amore che effettivamente nutre per loro, potrà sviluppare un minimo grado d’empatia. Il monaco di questo collegio svilupperà un certo grado di sensibilità con l’ambiente naturale e in generale con la materia vivente. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore verde o marrone.

Collegio dell’Acqua

L’osservazione dell’Elemento sia in ambito spirituale che pratico ebbe primaria influenza nella definizione dell’orientamento degli studi in seno a questo collegio. Che la fertilità delle terre fosse cagionata dall’acqua era fatto evidente, e dopo aver osservato che tutti i semi e i nutrimenti sono umidi, s’ipotizzò che le piante e gli animali non fossero altro che acqua condensata, e che acqua sarebbero tornati ad essere. Ciò spinse i monaci a riconoscere nell’Elemento la sorgente di tutta la vita, e quindi anche dell’anima. Assunta quale simbolo di purezza spirituale, che monda l’anima dalle macchie terrene così come purifica il corpo liberandolo da infezioni e malattie, l’Acqua ispirò i membri a porre come fulcro dei propri studi ed interessi l’uomo, tanto nella sua dimensione spirituale, attraverso il pensiero filosofico, quanto in quella materiale, attraverso lo studio anatomico e la ricerca nell’arte medica. Lo studio degli astri e le loro influenze sugli uomini nonché sul mondo, direttamente collegate con le maree e con i flussi degli oceani, fondamenti delle scienze della navigazione e dell’orientamento in mare, rimasero quali argomenti di studio del collegio, da sempre legato profondamente al mare ed alle sue creature. In campo pratico l’arte della costruzione delle navi, come dei mulini e degli acquedotti.
I monaci praticano la medicina sempre curando l’aspetto spirituale, oltre che quello fisico, sviluppando un certo grado di sensibilità alle proprietà terapeutiche di tutte le cose. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, usano indossare una tunica o un mantello di colore blu o viola.

Collegio del Fuoco

Il Fuoco è calore, l’energia che penetra tutto, che anima tutti i corpi fisici, e che i monaci consideravano come il più straordinario dei poteri occulti della natura. La proprietà dell’elemento di essere il solo agente capace di compiere la trasmutazione dei metalli, indusse l’Ordine alla formulazione di un nuovo collegio che pose inizialmente al centro dei suoi studi l’arte della forgia. In seno al collegio si diffuse quindi lo studio e la definizione degli elementi del regno minerale, e le loro innumerevoli combinazioni. Questi studi portarono alla formulazione dei primi processi alchemici, da cui prese corpo il nuovo corso del Collegio del Fuoco, che si occupa di tutto quello che concerne il mondo dell’arcano. Un mondo tanto mutevole, quanto inafferrabile e pericoloso. La magia, l’alchimia e la ritualistica arcana, e tutto quello che queste discipline possono generare, comprese creature dalle origini misteriose, sono argomenti di studio di questo collegio.
Il monaco di questo collegio svilupperà un certo grado di sensibilità al potenziale esoterico di tutti gli elementi del regno minerale. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore rosso o arancione.

Collegio dell’Aria

L’Aria è il respiro della vita, circola e penetra la Terra, fa bruciare il Fuoco, aderisce all’Acqua con cui si mescola. Il Collegio dell’Aria pone al centro dei suoi studi il prodotto delle facoltà della mente e dell’intelletto sia intuitivo che razionale, quale ne sia la forma espressiva. La parola, la scrittura, la poesia, la letteratura e tutte le arti, in particolare musica e canto, l’architettura, lo studio dei numeri, l’artigianato, la storia. Ma anche la comunicazione, gli scambi culturali, le usanze dei diversi popoli e i relativi linguaggi.
I monaci di questo collegio, quando cercano ispirazione, comunicazione o una mente ben focalizzata, usano spesso respirare, come fosse una meditazione, e cantare; essi svilupperanno un certo grado di sensibilità alle energie di natura spirituale. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore giallo o azzurro.

Le arti approfondite dal Collegio dell’Aria sono variegate e spaziano dalla pittura, alla scultura, alla musica, all’architettura, alla letteratura, allo studio delle lingue dei differenti popoli e razze di Mon, all’artigianato, alla matematica, alla storia e alle tradizioni e usanze diffuse in tutta l’isola.

Collegio della Sapienza

A questo Collegio è possibile accedere solo previa segnalazione di un erudito. I membri di questo Collegio sono considerati dei luminari, oltre che delle guide spirituali; a loro, come dunque al Consiglio della Sapienza, composto dai Primi Sapienti e dal Figlio della Dea, spetta l’opera d’interpretazione dei segni della Dea, l’espressione del suo messaggio. In seno al Collegio della Sapienza sono presenti delle correnti di pensiero, derivate dall’influenza, seppur indiretta, dei collegi minori. Un tempo forte quella di Terra e Acqua, tale influenza è oggi maggiormente esercitata dai collegi di Aria e Fuoco. Per definire l’appartenenza al proprio collegio, i monaci usano indossare una tunica o un mantello di colore bianco.

Gerarchia comune per i quattro Collegi

Allievo de***
Muove i primi passi nel clero di Tabata. Può essere affiliato a un collegio anche subito, ma solitamente trascorre il primo periodo nel Tempio assistendo collegianti e guide e cercando di intuire quali campi siano davvero di interesse per lui, nel contempo dedicando gran parte del suo tempo all’apprendimento dei dogmi della Dea.

Collegiante de ***
Intrapresa senza alcun dubbio la strada di Tabata, un collegiante è colui che, superato il primo apprendistato, si affilia a uno dei Collegi iniziando la sua carriera, e cominciando ad esplorare, sotto la guida dei suoi maestri, il campo in cui ha deciso di muoversi. Non è raro che già a questi livelli i monaci più volenterosi intraprendano ricerche personali, pur continuando a seguire il normale corso di studi indicato loro dalle guide.

Guida de ***
Raggiunto questo traguardo, il sacerdote di Tabata è considerato un maestro, e il suo ruolo nel clero è sia quello di proseguire nei suoi studi, e nella diffusione della conoscenza, sia quello di educare coloro che presto seguiranno la sua strada. Non solo guida spirituale, il sacerdote di questo livello è anche vero e proprio insegnante in quelle materie di cui si è interessato. In ognuno dei Collegi, è colui che può far richiesta di affiliazione, per un proprio allievo, alle autorità preposte. Nel caso dell’Aria e della Terra la decisione viene presa dalla Consulta cittadina, nel caso del Collegio del Fuoco, la richiesta va inviata ad Anuril, alla Prima Fiamma, mentre per l’Acqua è tradizione che decida il Monaco più anziano presente in città.

Erudito de ***
Gli Eruditi sono coloro che passati oltre il livello delle Guide sono ormai grandi esperti della propria materia, e sono esentati dal seguire passo passo i collegianti per potersi dedicare con calma alle proprie ricerche. Non è raro che membri del clero di questo livello facciano grandi scoperte, individuino nuove specie animali o vegetali, o portino alla luce segreti rimasti sepolti. Molti di costoro allargano il giro delle loro conoscenze, cambiando collegio, puntando in genere all’ingresso in quello della Sapienza.

Ognuno dei quattro collegi da questo livello in poi evolve differentemente.

Collegio della Terra

Ogni Tempio di Tabata ha una Consulta della Terra, composta di solito dagli Eruditi e dal Pastore.

Il Pastore è la carica più importante del Collegio della terra e viene eletto dagli eruditi. Un Pastore non viene eletto in base alle sue conoscenze, né in base al suo potere, ma unicamente in base alla sua saggezza. Non è considerato superiore agli Eruditi, ne viene semplicemente considerato il degno rappresentante. E’ la figura preposta alla guida del Collegio, colui a cui gli altri confratelli affidano l’Ordine, confidando nella sua esperienza e nel buon senso di cui deve dar prova.

Collegio dell’Acqua

Il Collegio dell’acqua si affida in ogni cittadina ad un Consiglio che ricalca quello principale, la cui sede è Portoga. Gli Eruditi dell’Acqua, difatti, eleggono fra loro tre cariche cittadine, denominate solitamente il Tridente di Tabata, che guidano il Collegio dell’Acqua cittadino. Le cariche sono quella di Primo Fanone, Secondo Fanone e Terzo Fanone. In genere la definizione di Primo, Secondo e Terzo è legata unicamente all’età dei tre, dato che la tradizione stabilisce che sia il più anziano a essere denominato Primo, e via così. I Primi Fanoni, una volta trascorsi tre anni in carica, come i più anziani, hanno l’obbligo di lasciare la cittadina e trasferirsi a Portoga, entrando a far parte del Consiglio dell’Acqua e contribuendo a guidare l’Ordine di Tabata. In genere il Monaci dell’Acqua devono essere un certo numero, in città, prima che sentano l’esigenza di eleggere un Tridente di Tabata. I fanoni sono considerati allo stesso livello gerarchico e guidano il Collegio assieme, affidandosi a votazioni qualora le decisioni siano in forse.

Collegio del Fuoco

Le decisioni del collegio del fuoco vengono prese dal Sommo Fruitore, in assenza del quale, il potere passa al Consigliere della Fiamma. Sta a quest’ultimo, per tradizione, seguire i passaggi di collegio delle guide e stabilire gli esami per chi entra in quello del Fuoco.

Consigliere della Fiamma

Il consigliere della Fiamma è colui che nel collegio del Fuoco viene considerato il più saggio e autorevole tra i membri del collegio, nonché il confratello di più rinomata esperienza. Prima guida spirituale, si tratta di una carica che raramente viene tolta, e il più delle volte si protrae fino alla morte del Consigliere stesso.

Sommo Fruitore del Fuoco

La carica del Sommo Fruitore viene assegnata di solito a colui che viene individuato tra gli Eruditi come il maggior sapiente in campo arcano. Solitamente, di conseguenza, il Fruitore è un mago o uno stregone e solo raramente un sacerdote vero e proprio. E’ considerato il custode della conoscenza del Collegio. Dal Concilio dei Sommi Fruitori che si riunisce ad Anuril una volta ogni cinque anni, si elegge la Prima Fiamma, guida dell’Ordine di Tabata per il Collegio del Fuoco.

Collegio dell’Aria

La Consulta è composta dagli Eruditi e dal Custode.

Il Custode dell’Aria è contemporaneamente l’Erudito più importante del Collegio che il sacerdote più vicino alla Dea. Difficile che sia altro che un chierico. A lui è anche affidato il dovere/diritto di mantenere attivo un resoconto storico della cittadina in cui vive, resoconto che viene trascritto in un tomo storico, che per tradizione non cambia mai fino al suo completamento. Di questo manoscritto, che è la memoria storica della zona, è egli il Custode, e non vi può scrivere nessun altro al di fuori di lui. I tomi vengono poi custoditi con cura, una volta terminati.

Collegio della Sapienza

Il collegio della Sapienza è formato, oltre che dalle cariche classiche, dai Primi Sapienti, e dal Figlio della Dea.

Un Primo Sapiente è un confratello che abbia raggiunto il livello di Erudito in tutti e quattro i collegi, superando quattro esami per accedere alla Sapienza. Sono conoscitori profondi delle meccaniche del mondo, ricercatori, scienziati, grandi maghi o viaggiatori. La carica di Primo Sapiente è vitalizia. Si tratta di figure quasi venerate dagli altri sacerdoti, essendo considerati monaci quasi alla fine del loro percorso interiore.
I Primi Sapienti hanno il dovere di seguire il Figlio della Dea ovunque lui decida di vivere, restare a sua disposizione, e condurre lì i propri studi, anche se niente impedisce loro di assentarsi per viaggi ed esplorazioni.

Tra di loro viene nominato il Figlio della Dea, altra carica vitalizia. Quando un Figlio della Dea muore, i Primi Sapienti si rinchiudono in isolamento per una settimana, digiunando e meditando, alla fine della quale si riuniscono decidendo a maggioranza chi fra di loro è destinato a diventare il nuovo Figlio. Tradizione vuole che Tabata stessa invii loro le visioni necessarie a comprendere quel che è giusto, nella settimana di ascetismo. Se succede che i voti siano pari, i monaci si rinchiudono nuovamente per un’altra settimana, alla fine della quale si ritrovano. E via così.

Il Figlio della Dea è la guida somma dell’Ordine, considerato un illuminato al termine del proprio percorso interiore cui sono concessi anni supplementari su questa terra per condividere la propria consapevolezza con i fratelli e guidarli per quanto possibile. Si dice che abbia vita breve per questo, ed è vero, ma più banalmente questo dipende dall’età avanzata cui ascendono alla carica.

Il Figlio della Dea è libero di scegliere dove vivere dalla nomina in poi, così com’è libero in qualsiasi momento di richiamare una riunione dei Collegi, da lui presieduta, e dare delibere, o dichiarare lo stato d’emergenza per l’Ordine, stato in cui tutti e cinque i collegi vengono affidati temporaneamente alla guida sua e dei Primi Sapienti

Breve storia dell’Ordine Monacale di Tabata

Dalla rivelazione della Dea alla stirpe degli uomini, innumerevoli anni trascorsero prima che i fedeli del culto istruissero l’Ordine Monacale; di quel tempo non rimane memoria, se non nella mente degli Dei.
Si sa comunque, dai più antichi documenti conservati ad oggi gelosamente dai monaci, da sempre impegnati nella duplice missione della ricerca della conoscenza e della conservazione della stessa, che la nascita dell’Ordine risale ai tempi in cui la società degli uomini era ormai ben consolidata sul territorio dell’isola di Mon, ma il cui sapere era relativamente giovane. La definizione dei vari collegi in seno all’Ordine avvenne in tempi diversi, parallelamente al naturale sviluppo delle conquiste del sapere umano. Nei primi secoli dalla sua fondazione furono quindi istruiti; il Collegio della Terra, il cui sapere rispondeva alle esigenze di prima necessità della stirpe, legate principalmente all’agricoltura, e il Collegio dell’Acqua che, essendo tra gli aspetti più importanti dell’elemento la sua capacità di fecondare la terra e fornire il sostentamento indispensabile al nutrimento, pose il volgere delle stagioni al centro dei suoi studi, da cui l’osservazione degli astri e della loro influenza sul mondo. Dopo alcuni secoli, e precisamente quando l’uomo ebbe scoperto i metalli e le loro proprietà, nacquero il Collegio del Fuoco, inizialmente orientato allo studio delle tecniche nell’arte della forgia, e il Collegio dell’Aria, che pose al centro dei suoi studi le facoltà della mente e dell’intelletto sia intuitivo che razionale, quindi le arti e l’artigianato. Ultimo ad essere istruito fu il Collegio della Sapienza, destinato ad accogliere la somma espressione del sapere e della spiritualità dell’Ordine Monacale. L’approccio spirituale ad ognuno degli Elementi ispirò profondamente i monaci, influenzandone sempre il percorso di studio in seno ai relativi collegi.

Membri illustri contemporanei

Curiosamente, le persone più illustri del culto di Tabata sono attualmente una ragazzina e un vecchio, come il simbolo per antonomasia della Dea (il volto per metà saggio e per metà curioso). L’uomo si chiama Jinsal, ma è noto come “il Venerabile”, e pare abbia più di centodieci anni, anche se è ancora relativamente giovanile:  facilmente riconoscibile dalla lunga barba grigia e dai vividi occhi neri, dimora a Portoga dove insegna a tredici allievi per tredici mesi (a volte, al termine di un periodo di insegnamento, si allontana dalla città per un viaggio di apprendimento più o meno breve). La ragazzina invece è una piccola nomade di circa dodici anni, di nome Estrella (nota anche come “la Bambina Prodigiosa”), e vaga per la Piana d’Argento insieme ad alcuni animali decisamente eterogenei. Ha degli indiscutibili e straordinari poteri di preveggenza, e impartisce studi e discipline scegliendo i propri allievi in base al capriccio o comunque a logiche apparentemente incomprensibili (gli stessi insegnamenti possono durare pochi istanti oppure molte settimane). Non ama il rumore, e spesso si allontana a causa del troppo clamore suscitato dalla propria presenza.

Primo mese (o Luna di Ghiaccio)

Clima: gelido e secco.

Proverbio: “il ghiaccio della prima luna è come la pietra dei nani” (ovvero duro e resistente; soprattutto nel nord, tra Cargulis e Tindaros, è diffusa anche la versione con “testa” al posto di “pietra”).

Eventi: il luogo più suggestivo dove trascorrere l’inizio dell’anno è probabilmente Cargulis, poiché la tradizione vuole che, durante le prime notti del mese, il cielo venga illuminato dalle esplosioni fragorose e spettacolari di fulmini e altri giochi di luci magiche.

L’ultimo giorno del mese (e dell’inverno) è invece celebrato dal culto di Tabata la “Nocturn Mutaevole”, ma solitamente questa solennità non prevede alcuna manifestazione pubblica.

 

Inizia la primavera: l’elemento che contraddistingue questa stagione è l’Aria.

La luna è più pallida, la sua luce velata.

 

Secondo mese (o Luna delle Bufere)

Clima: freddo e umido, con forti raffiche di vento gelido e temporali improvvisi (di pioggia o neve).

Proverbio: “Luna di Bufera, finestra sprangata da mane a sera”.

Eventi: il primo giorno del mese (e di primavera) il culto di Tharion festeggia la “Solennità della Fondazione”, in cui si ricorda la nascita del Regno di Rilost. In questa occasione, soprattutto ad Anuril, l’Ordine dei Cavalieri sfila in pompa magna nei pressi del proprio tempio.

 

Terzo mese (o Luna del Vento)

Clima: capriccioso, ma sostanzialmente fresco e umido, contraddistinto da una brezza proveniente da nord.

Proverbio: “il vento della terza luna è come la magia: poco fa piacere, troppo fa paura” (ovvero: alcuni incantesimi possono essere utili, ma ricorrere troppo spesso alla magia può ò essere decisamente pericoloso, proprio come il vento in questo periodo).

Eventi: al solstizio (il ventunesimo giorno) il culto di Tabata festeggia il Giorno dell’Armonia del Cielo, con semplici riunioni pubbliche, decisamente ospitali ma poco spettacolari.

 

Quarto mese (o Luna dei Germogli)

Clima: fresco e umido.

Proverbio: “nella quarta luna germogliano anche i manici dei badili dei nani” (ovvero germinano tantissime piante, anche quelle più insperate).

Eventi: in alcune grandi città umane (in particolare Anuril e Portoga) si usa tenere dei simposi, chiamati “Tavole Collegiali”, dove i sacerdoti di diversi culti discutono di importanti tematiche teologiche.

 

Inizia l’estate: l’elemento che contraddistingue questa stagione è il Fuoco.

Il colore della luna è vermiglio, la sua luce più luminosa.

 

Quinto mese (o Luna di Splendore)

Clima: mite, a parte sporadici e brevi temporali.

Proverbio: “la luce di Splendore abbaglia anche gli elfi”.

Eventi: in tutte le città umane, il decimo giorno è dedicato dal culto di Tharion alla celebrazione del Giorno della Resa del Drago, che ricorda la vittoria sul Sargantes. In particolare ad Anuril è molto commovente la cosiddetta “Cerimonia del Velo”, che al crepuscolo rimembra la letale ferita inflitta a Tharion dal drago d’ombra.

A Portoga, il dodicesimo giorno viene commemorata (in particolare dal culto di Diriel) la “Grande Ondata” del 235, che portò morte e distruzione lungo la costa occidentale di Mon.

 

Sesto mese (o Luna degli Ardori)

Clima: caldo umido.

Proverbio: “la calura della sesta luna è come il pianto di un bambino: umida e fastidiosa, ma di breve durata”.

Eventi: il quindicesimo giorno del mese, molti villaggi festeggiano il giorno di mezz’estate, con banchetti, canti e balli, soprattutto se il raccolto si preannuncia fruttuoso.

 

Settimo Mese (o Luna di Fiamma)

Clima: torrido, con venti caldi e umidi provenienti da sud-est.

Proverbio: “la Luna di Fiamma è più ardente di qualunque passione” (ovvero il caldo di questo periodo è impareggiabile).

Eventi: nei primi giorni del mese a Portoga si può assistere alla “Festa della Fiamma”, in cui gli artisti vagabondi di tutta Mon si riuniscono per dare spettacolo nei vicoli e nelle piazze della città. Particolarmente suggestivi sono i “mangiafuoco”, che insieme alla settima luna danno il nome all’esibizione.

 

Inizia l’autunno: l’elemento specifico di questa stagione è la Terra.

La luna è più scura, la sua luce lievemente velata.

 

Ottavo mese (Luna del Raccolto)

Clima: caldo e in genere secco, ma con temporali improvvisi e passeggeri.

Proverbio: “chi nella Luna del Raccolto non riempie il granaio, in inverno soffrirà la fame”.

Eventi: al termine del raccolto, soprattutto nei piccoli villaggi rurali della Piana d’Argento, si è soliti festeggiare con grandi falò e lunghi racconti al chiaro di luna, a cui partecipa normalmente tutta la comunità. Inoltre, con la scusa di dover preparare le botti per la vicina vendemmia, si dà fondo al vino residuo con abbondanti libagioni e numerosi brindisi, fino a notte inoltrata.

 

Nono mese (Luna della Vendemmia)

Clima: fresco secco.

Proverbio: “non contraddire un nano se non sai combattere o non hai una corsa veloce, non vendemmiare se non sei nel nono mese o non hai botti capienti” (ovvero non compiere azioni se non sei conscio di ciò che comportano).

Eventi: il giorno del solstizio (il ventunesimo del mese) il culto di Tabata festeggia il Giorno dell’Armonia della Terra, con semplici riunioni pubbliche, molto modeste ma accoglienti.

 

Decimo mese (Luna del Fango)

Clima: fresco e umido, con abbondanti piogge.

Proverbio: “il fango della decima luna si attacca anche al vestito del re degli elfi” (cioè in questo mese piove veramente tanto…).

Eventi: a Tindaros le campane suonano per tutto il giorno a lutto, per ricordare il sacco della città (la cosiddetta “infamia di Tindaros”), avvenuto nel 481.

 

Inizia l’inverno: l’elemento peculiare di questa stagione è l’acqua.

La luna è più verdastra o azzurrognola, la luce lievemente tremolante.

 

Undicesimo mese (Luna delle Nebbie)

Clima: freddo e molto umido.

Proverbio: “nessuno si mette in cammino due volte nella Luna delle Nebbie” (ovvero che la difficile esperienza insegna a non farlo più, ma anche che spesso chi lo fa non ha una seconda possibilità…).

Eventi: a Portoga si celebra il rito delle “Candele di Bruma”: quando la prima nebbia fitta della stagione cala dal nord, la tradizione vuole che dopo il tramonto si affidi alle acque una candela accesa su un pezzo di legno (si dice che colui la cui luce giunge più lontano e per ultima si spegne, possa esaudire un desiderio).

 

Dodicesimo mese (Luna di Morte)

Clima: freddo intenso e sovente neve.

Proverbio: “non c’è primavera senza inverno, non c’è vita senza morte”.

Eventi: il tredicesimo giorno del mese il culto di Diriel festeggia il giorno dello Scampato Periglio, in cui ricorda il rapimento della Dea da parte del fratello, Gadruk, poi sconfitto da Tharion.

 

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Questa filastrocca sui nomi delle lune è molto diffusa ad Anuril, ed è sovente legata ad un gioco, tracciato nel terreno o sulla strada con un gessetto, in cui il fanciullo deve saltare seguendo una sorta di percorso:

 

il primo congela,

il secondo tempesta,

la terza scompiglia,

la quarta germoglia,

l’estate risplende,

la sesta innamora,

il settimo infiamma,

l’ottavo raccoglie,

la nona vendemmia,

il decimo infanga,

l’inverno è di bruma,

e l’ultimo muore.

 

Viceversa, a Portoga e Cargulis (pur con versioni leggermente differenti) è nota tra i bambini la cosiddetta “serie delle lune”, con cui spesso mamme e balie insegnano i numeri ai più piccoli:

 

“il primo è il gigante di ghiaccio,

due le bufere dove annega il corsaro,

tre sono i venti dal mare del nord,

quattro i germogli a primavera,

cinque i bagliori in lontananza,

sei le frecce nel cuore del veggente,

sette i fuochi estivi di chi balla,

otto sono i raccolti fecondi,

e nove le botti in cantina,

dieci paludi inghiottono i viandanti,

undici spettri vagano nella nebbia

e dodici sono i guerrieri morti

uccisi dal gigante di ghiaccio.”

 

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