Dei elfici

La nascita
…E protese le dita sul nero velluto della Notte Eterna e su questo apparvero piccole lucenti stelle, sfavillanti galassie, e poi stette là a rimirare la Sua opera per incalcolabili Ere, solo, nell’immenso Creato, finchè la bellezza dell’Universo non lo commosse nel profondo.

Dalle lacrime del Creatore Gal Voorima, Lucentezza Eterna, nacquero altre stelle più luminose e fantastiche delle altre, ma una catturò l’attenzione del Dio; questa era più piccola, forse, ma di un brillante colore azzurro, ed Egli capì che il suo animo aveva generato qualcosa che la Sua mente non aveva calcolato: un pianeta, sommerso dalle acque, vivo, da plasmare.

Allora Egli lo prese tra le sue mani e sfiorando con le dita le acque di Alboreth fece affiorare terre fertili e alte montagne su cui tracciò ruscelli e cascate.

Dal Suo pensiero nacquero i primi esseri viventi, dalla laboriosa formica all’indomito cavallo, dal fiero falco alla poderosa balena.

E per un’Era Egli popolò Alboreth di fantasiose creature fin quando ebbe un desiderio, e così lo esaudì: protese il pensiero e creò due Lune e le pose a ruotare intorno ad Alboreth, una più grande dalla luce dorata la chiamò Helayan, e una più piccola e argentea, la chiamò Tyelpe.

Egli prese l’essenza luminosa delle due Lune e ne fece una sfera iridescente, e la intinse nelle acque profonde di Alboreth e là la lasciò a maturare finchè i frutti non vennero trasportati sulla riva dalle onde spumeggianti.

E così si svegliarono sulla riva sabbiosa graziose fanciulle dalle serafiche chiome e gagliardi fanciulli agili e svegli.

Gal Voorima infuse poi nelle Lune la Ragione e il Libero Pensiero, affinchè queste vegliassero sulle nuove creature, e le chiamò le Guardiane.

Le Ere passarono e le nuove Creature prosperarono in quella terra idilliaca, chiamarono se stessi Elfi.

La pace era tra essi e tutti amavano quel loro mondo, anche se alcuni preferivano perdersi tra la natura dei boschi e altri tra le meraviglie della terra e le gemme che questa sapeva produrre.

Ma avvenne che una delle Guardiane, cui Gal Voorima aveva dato libero pensiero, cominciasse a provare un’insana invidia per i suoi protetti, che gioivano delle bellezze del mondo.

Questo sentimento malevolo venne percepito da alcuni degli elfi che avevano nel loro spirito una quantità maggiore di quella Luna da cui furono creati, Tyelpe, ed esso crebbe in loro, sempre più.

L’invidia di Tyelpe divenne, in loro, odio, ed essi perdettero la loro purezza e iniziarono a litigare con i loro fratelli elfi fino ad arrivare a versarne il sangue.

Iniziò una guerra, la prima che gli Elfi conobbero, che portò alla distruzione di luoghi incantati che mai più furono e molte di quelle creature beate perirono.

Gal Voorima intervenne, con l’animo gonfio di dolore, poiché la sua creazione era deviata dal cammino che lui aveva sognato: Egli calò le tenebre sulla Guardiana ribelle e oscurò la sua Luna, e quando questo avvenne gli Elfi ribelli che da Lei erano stati corrotti vennero trasformati, e la loro pelle divenne nera come la Sua Luna e i loro capelli bianchi come le ossa che giacevano sui campi della Battaglia.

A questa mutazione degli astri seguirono giorni di notte perenne, alcuni Elfi si rifugiarono nei boschi, in preda al timore che anche la loro Luna, Helayan fosse stata oscurata, mentre altri rimasero nelle loro case, fiduciosi nella giustizia di Gal Voorima e che un nuovo giorno sarebbe sorto su Alboreth.

Gli Elfi ribelli fuggirono lontano dal campo di Battaglia e trovarono rifugio in caverne profonde e nere come il loro animo, la loro Luna era diventata Oscura ed essi le diedero un nuovo nome: Lloth.