La magia a Mon

Origini della magia
Parlare delle origini della magia è impossibile. Ovvero, non esiste un momento d’esistenza senza magia, perché ciò che chiamiamo con questo nome è solo la manifestazione dell’entità Madre della quale tutto è imbevuto.
L’intero creato è immerso nella magia e vive e germoglia grazie a questa, che in termini comprensibili, possiamo definire associazione di Energie.
Lei è al di sopra di tutte le cose e dentro di esse, ed è sempre esistita. La sua manifestazione è nel tutto dell’esistenza. Si potrebbe addirittura affermare che la sua volontà e la sua essenza sono rappresentate dalla manifestazione delle infinite volontà che la compongono.
L’Arte Magica, che tanti sforzi richiede per essere anche solo sfiorata, è l’arte di controllare in modo cosciente quell’insieme di energie che  permeano ogni cosa che esiste.
La Magia è infatti l’insieme delle energie che vivificano il mondo, e l’Arte magica permette a chi la pratica di esercitare, attraverso la Comprensione e la Conoscenza più intima delle leggi che regolano il creato, un controllo di tali energie incanalandole ed indirizzandole con le adeguate pratiche e strumenti per operare cambiamenti sulla realtà circostante.
Se con Magia si definisce la totalità delle energie che permeano il mondo, il manifestarsi in modi e vie diverse la rende catalogabile in tre diversi flussi di canalizzazione, o categoria di origine , con il nome di Magia Sacra, Magia Arcana e Magia Istintiva.

 

Magia Arcana
Comunemente si tende ad identificare la Magia con la Magia Arcana in maniera univoca, escludendo le altre categorie dalla Magia e classificandole come minori.
Questo trova spiegazione nella differenza sostanziale tra questa e le altre vie di manipolazione dell’energia del mondo. Infatti solo nell’Arte arcana il Mago (così chiameremo l’usufruitore di questa via della magia) ne ottiene il controllo coscientemente, grazie ad un profondo studio della natura e delle sue forze. Egli quindi manipola le forze magiche attraverso la comprensione dei meccanismi che le regolano.
“Non misero servo esecutore, ma pieno padrone dei propri poteri” disse ormai 800 anni fa uno dei Signori Arcimaghi di C’Urumann.
Questo tipo di Magia richiede studi approfonditi della realtà naturale da una parte (erbologia, astrologia, divinazione, anatomia, etc.) e dei testi dall’altra (delle formule e del sapere che studiosi passati sono riusciti a tramandare).
Gli incantesimi codificati permettono anche ad un semplice discepolo dell’Arte Magica di vedere i primi risultati dei suoi sforzi, questo grazie soprattutto al potere impresso in quelle formule, altrimenti meri insiemi di parole senza utilità.
Le componenti di cui un incantesimo può essere costituito sono varie. Possono collaborare alla sua riuscita la formula, ovvero determinate parole da pronunciare con un determinato tono, la gestualità ovvero una serie di movimenti del corpo e l’utilizzo della mimica ben definiti, l’impiego o la distruzione di catalizzatori e in ultimo, ma forse di maggior rilievo, dalla concentrazione e dalla capacità mentale del Mago di visualizzare e incanalare le energie.
Menzione a parte meritano i catalizzatori ovvero oggetti rituali o elementi naturali che fungono da focus del potere che si vuole richiamare. Ad esempio incensi, simboli arcani che il mago può tracciare nel momento del rituale. Rituale che può essere scatenato anche attraverso la distruzione del catalizzatore stesso, scelta che solitamente porta a sviluppare un’energia magica molto forte e distruttiva, difficilmente controllabile.
I nani, ad esempio, sono in grado di attingere alla magia solamente mediante la magia runica, perfetto esempio di catalizzatori magici.

Solitamente gli incantesimi di più rapida esecuzione, ovvero quelli che richiedono una o al più due delle componenti, sono chiamati prodigi e sono largamente utilizzati anche da coloro che adoperano la magia in modo istintivo o che hanno scarsa conoscenza dell’arcano. Sono banalmente ritenuti dei trucchetti che facilitano la vita ma non cambiano, se non con un massiccio impiego, l’equilibrio delle forze.
Incantesimi propriamente detti, comunemente richiedono almeno tre delle componenti arcane di cui sopra.
In ultimo facciamo menzione dei veri e propri rituali che richiedono, se non tutte, la quasi totalità delle parti in causa e molto tempo per padroneggiarli sia in fase di studio, sia in fase di realizzazione. Solitamente il Mago ne viene a conoscenza attraverso lo studio attento dei testi codificati.

I maghi più esperti possono fare a meno di alcune delle componenti, avendo sviluppato una forte capacità di visualizzazione mentale e controllo delle energie magiche, diventando essi stessi canale per la Magia e punto di concentrazione di tali forze.

 

Magia Istintiva

I Maghi istintivi sono coloro i quali hanno una scintilla di magia dentro di sé, che li rende sensibili ai flussi energetici naturali come se acquisissero un ulteriore senso. Questa predisposizione naturale, talvolta viene tramandata famigliarmente, altre volte si manifesta come una singolarità, in ogni caso gli Stregoni sin dall’infanzia sperimentano questa loro affinità con la Magia proprio come un bambino sperimenta l’utilizzo della propria voce, crescendo con essa.
Essi vivono l’atto magico non come cosciente manipolazione e controllo di forze esterne ma semplicemente come l’agire di energie proprie in quanto prerogativa della loro stessa natura che hanno imparato a conoscere con la pratica e l’esperienza.
Sviluppando questa loro dote per tutta la vita sono un naturale contenitore per l’energia magica e questo li rende capaci di manipolare le forze con minor sforzo anche se non è mai stato riscontrato che uno Stregone arrivasse alla conoscenza della Magia tipica di un Mago.
Lo Stregone, a differenza del Mago che attinge la sua forza dalla conoscenza delle regole della natura, trae la sua forza magica in sé stesso e nella connessione con la realtà. Per questo molto spesso gli Stregoni vengono considerati come categoria a parte, se non inferiore, dai Maghi Arcani.

 

Magia Sacra
La Magia Sacra, a differenza delle altre tipologie, non deriva da una capacità propria dell’individuo, sia essa frutto di studi o istintiva, ma dalla connessione con la propria divinità.
È l’Arte dei Chierici, che spesso si identificano nella casta sacerdotale, devoti al culto di una particolare divinità, anche se esistono casi di Chierici Vaganti che portano la parola e la manifestazione della propria divinità al di fuori dei luoghi di culto definiti.
Il Chierico, nel compiere il prodigio, è solo la manifestazione in terra del potere del proprio Dio, il quale elargisce tante più concessioni quanto più il suo adepto ne è devoto.
Ogni culto segue un particolare dettame o legge sacra, ricevendo particolari poteri , compiendo veri e propri prodigi, riuscendo a curare ferite gravissime e a ristorare gli spossati. Alcuni chierici pare riescano a riportare in vita i defunti, con un potere che apparentemente li mette al livello degli Dei che servono.

 

 

I Sentieri (o Vie) della Magia
Esiste un altro modo di catalogare la magia , oltre che per categorie di origine, per Manifestazione o Effetto.

A seconda della manifestazione del fenomeno magico esso può essere inserito in uno dei tanti Sentieri, dei quali i più comuni sono:

Sentiero Elementale (i cui effetti si manifestano grazie alla profonda conoscenza e alla capacità di controllo dei Quattro Elementi Aria, Fuoco, Terra, Acqua e di fenomeni energetici nella loro forma più primitiva. Ad esempio uno dei primi incantesimi ad essere appreso dagli studiosi di magia arcana appartiene proprio a questo dominio e consiste nel poter illuminare magicamente l’area intorno al mago )

Sentiero Vitale/Naturale (i cui effetti si manifestano nel controllo dei fenomeni vitali e naturali delle creature. I poteri clericali di cura, le oscure arti dei Necromanti e il controllo sul regno vegetale e animale tipico di alcuni Sacerdoti, così come le arti degli Stregoni sono tutti costituenti di questo dominio. )

Sentiero Spirituale/Mentale (In questo dominio vengono solitamente inclusi oltre agli incantesimi di controllo mentale (come illusioni o incantesimi di dominio) anche una tipologia di incantamenti più complessa ed ad appannaggio di pochi praticanti, che consiste nell’arduo sfruttamento di creature immateriali per perseguire i propri scopi.
Evocare gli spiriti per porgli domande e aiuto, invocare il loro potere per un breve periodo, legare uno spirito ad un oggetto o ad un luogo in modo che possano proteggerlo (o maledirlo), vuol dire confrontarsi con creature che a loro volta hanno dei loro scopi e che, se da una parte aiutano il mago, dall’altra lo pongono in debito nei loro confronti.
Ciò che offrono non sempre è pari al prezzo che chiedono in cambio.)

Il Mago
Il Mago è colui che ha fatto di tale Arte Arcana il motivo principale della propria esistenza e ad essa si dedica con dedizione e costanza; ogni atto che egli compie anche se agli occhi dei più può non apparire tale è un atto Magico. La Conoscenza di tale Arte è normalmente custodita gelosamente dal Mago, che tenderà quindi a parlarne solo con chi è in grado di comprenderla, ovvero un altro mago.
E’ un uomo di potere e sotto il termine di Mago si possono aprire varie sottocategorie, visto che tante sono le vie come tanti sono le tipologie presenti nelle varie razze mortali.

Il vero Mago è sempre Consapevole che la magia è una sola, e sono gli esseri mortali con le loro debolezze a determinarne l’impiego che sia esso saggio o perverso e sconsiderato. Il mago inoltre sa anche che il potere che tale Conoscenza gli conferisce è sempre compensato da una ripercussione sulla sua mente , il che si verifica nell’immediato con un impoverimento del proprio tessuto di energia magica (Mana), che comunque può essere recuperato con alcune pratiche che egli ben conosce., ma in alcune circostanze può portare anche conseguenze inaspettate distruttive, dovute a inesperienza o errori di valutazione delle energie in gioco da parte del mago.
Per questo motivo egli non ostenterà mai la Magia, né la userà mai come mero esercizio. Inoltre egli è sempre conscio della propria capacità e dei propri limiti. Oltrepassarli provocherebbe uno scompenso energetico che, nei migliori casi, potrebbe conferirgli un grande Potere temporaneo, da scontare ad un prezzo molto elevato, nei peggiori la follia e la morte.

A seconda dei domini in cui si è specializzato il Mago viene chiamato in diversi modi, a rappresentare il modello finale del loro percorso sulla via della magia.

– Arcimago (è il Mago per eccellenza, colui che ha tentato di estendere le sue conoscenze su tutti i sentieri della Magia, senza specializzarsi particolarmente in nessuno)
– Necromante (è uno studioso del lato oscuro del sentiero Vitale)
– Elementalista (Studioso del sentiero elementale)
– Illusionista/Divinatore (Studioso del sentiero Mentale/spirituale)

Il Chierico
Il Chierico è chi ha votato la propria esistenza a servire una Divinità, la quale , per aiutare il fedele nel diffondere la propria idolatria gli ha concesso dei poteri.
Questa categoria è formata dai Sacerdoti dei diversi culti presenti sull’ Isola di Mon

– Sacerdote di Tharion (Sacerdoti a cui sono concessi alcuni poteri del lato chiaro del sentiero Vitale e in piccola parte poteri di quello Elementale)
– Sacerdote di Lloth (La dea ragno concede alle sue sacerdotesse principalmente poteri del lato Oscuro del Sentiero Vitale e in parte di quello Mentale/Spirituale)
– Sacerdote di Thurnor (L’artefice dei nani è solito concedere ai propri Reder poteri della sfera Elementale della terra e del fuoco e in parte del sentiero vitale)
– Sacerdote di Tabata (I sacerdoti di Tabata possiedono principalmente il sentiero Spirituale e in parte quello Vitale)
– Sacerdote di Sargatanas (Il dio oscuro dona ai suoi fedele il sentiero Vitale e quello Spirituale e Mentale)
– Sacerdote di Helayan (La verde Dea dona ai suoi sacerdoti il dominio Vitale/Naturale)
– Sacerdote di Gal Voorima (allo stesso modo di Helayan, il dio elfico concede ai suoi sacerdoti il sentiero Vitale/Naturale e in parte quello Elementale, dell’aria e acqua)

Lo Stregone e il Sacerdote di Erolhemm il Savio
Come è stato in precedenza specificato la magia Istintiva è prerogativa di alcune creature vissute in simbiosi con la Magia per le loro caratteristiche e/o a loro stessa origine.
Gli Stregoni, sono mortali che pur senza dedicare la propria esistenza a una Divinità o agli studi arcani più approfonditi, sono riusciti a utilizzare, seppur in maniera rozza,  le forze magiche, la cui conoscenza è derivata dalla stretta simbiosi con la natura.
Essi lavorano in maniera prevalentemente intuitiva piuttosto che cognitiva, in quanto non hanno raggiunto il grado di Consapevolezza di un vero Mago.
I Mezzuomini, creati dalla magia di Erolhemm il Savio, riescono, grazie a un’innata capacità e soprattutto un notevole esercizio a utilizzare quel potere magico che ancora li pervade, permettendogli di permettendogli di essere particolarmente affini alla mgia istintiva.
Solitamente i mezzuomini capaci di questi prodigi, dedicano la loro vita a ricordare il loro creatore Erolhemm il Savio in qualità di suoi Sacerdoti.