Rispondi a: L'aggressione

Forum Il Riposo del Guerriero L'aggressione Rispondi a: L'aggressione

#2093

saybeth
Partecipante

I ladri

Saybeth apre  gli occhi e ciò che vede è terriccio ed erba. Solleva il capo confusa,scuotendolo e si guarda intorno scoprendo di essere ancora nel bosco. Con una smorfia di dolore si mette a sedere e d’un tratto si accorge che il corpetto è aperto sul davanti. Istintivamente copre il petto con le mani e poi velocemente lo richiude, con dita tremanti, guardandosi nervosamente intorno. La donna si massaggia la spalla là dove il dardo è ancora conficcato e se lo strappa di dosso con un gesto rabbioso, sfilandoselo e guardandolo una volta che lo ha in mano. Il braccio finalmente si muove, non pare più bloccato nè  intorpidito ma la zona dove era stata colpita è arrossata.
Maledetti bastardi!” esclama, ricordando cosa è avvenuto il giorno prima .Solleva il braccio come se volesse lanciare via il dardo ma dopo un istante ci ripensa e lo infila in una tasca. Potrebbe essere una prova e intende farlo esaminare ad un chierico per capire cosa diavolo le è stato iniettato. Si rialza e dà una controllata all’area, guardandosi intorno, fissando anche i rami degli alberi da cui il giorno prima è stata colpita.

“…che cosa mi è successo?…ripesca i ricordi Say” si dice.

Pensava di essere sola quando un umano incappucciato, coperto da un mantello verde, le aveva scoccato quel colpo di balestra, colpendola alle spalle mentre lei era a caccia. Non aveva avuto nemmeno il tempo di capire cosa stava accadendo che già nella sua spalla le si era conficcato quel maledetto dardo. Quando era ruzzolata sotto un cespuglio alla ricerca di un riparo e del suo pugnale era già troppo tardi e l’anestetico le stava già facendo effetto, intorpidendole la parte colpita e diffondendosi lungo il suo braccio destro.

Subito dopo erano comparse due figure vestite con abiti di pelle marrone, senza mantello, che sicuramente erano nascoste nella boscaglia: uno era  grande e grosso da est mentre l’altro un altro più magro e dal fisico più asciutto, da ovest. Si erano entrambi diretti verso  Saybeth, tutti e due mascherati con un bavaglio nero che copriva naso e bocca. Quello grosso aveva i capelli neri tagliati corti e gli occhi dello stesso colore. Il più snello portava i capelli biondi, tagliati a scodella  gli occhi di un azzurro glaciale.

L’avevano raggiunta rapidamente ed il più grosso aveva dato una spinta con il piede al corpo della donna, facendola rotolare in mezzo al sentiero, a pancia in su da dove era riuscita a vedere che il biondo era assai alto. Lo sguardo della donna però aveva colto anche che egli teneva in mano un randello. <Tienila ferma Sam!> aveva ordinato al suo grosso compare.

In pochi istanti il viso della mercante le si era riempito di  sudore freddo mentre  con una smorfia di dolore aveva imprecato fra i denti, cercando di rimettersi in piedi, lottando con la debolezza che pian piano cominciava ad abbatterle le energie.

Stava ancora cercando di alzarsi quando il biondo le aveva sferrato un colpo dietro alle ginocchia con il randello, facendola finire nuovamente a terra a pancia in giù. Il grosso l’aveva schernita,avvicinandosi a lei.   <Non fare storie, o dovremo farti ancora più male. Sei una mercante eh?I mercanti sono sempre pieni di soldi…Forza, allora, vediamo quanto hai.. E poi magari ci divertiamo un po’..> Leccandosi le labbra quel grosso energumeno le si accovacciato addosso afferrandole entrambe le mani e tenendogliele ferme a terra, sopra la testa.
In quel momento la ferita bruciava: era l’unica sensazione che Saybeth aveva potuto sentire poichè il braccio ormai era praticamente inerte, inutilizzabile, come se fosse addormentato.“prendete quello che volete” aveva detto “ma non osate toccarmi. …..ho la bisaccia qui, prendete quello che volete e levatevi di torno!”.

Una voce proveniente da chissà dove aveva chiesto <Le devo mettere il sacchetto in testa?>. Mentre il ladro moro la teneva ferma per entrambe le mani, il biondo aveva risposto <No Jack, non serve>. In effetti ella avrebbe potuto muovere solo il braccio sinistro, oramai e le energie le diminuivano minuto dopo minuto. A malapena riusciva a scostarsi dalla manacce del grosso umano che, dopo averle preso il sacchetto con le monete e averlo lanciato al compare, le metteva le mani addosso tastandola ridacchiando in maniera volgare <Uhm, un po’ magretta per i miei gusti, ma comunque mi accontento>.

Saybeth si sentiva svenire, la visione le si era sdoppiata ed i visi apparivano sfocati, mentre restavano nitide le voci e soprattutto poteva ancora avvertire  l’uomo che continuava a tastarla <brutto schifoso non mi toccare> avrebbe voluto urlare con tono tagliente ma le era venuto fuori solo un mormorio  debole <avete preso quello che vi serviva…ora lasciatemi andare>.Aveva cercato di contrarre la mano sinistra e liberarsi, non riuscendo a muovere per nulla la parte destra<cosa aveva quella freccia?>

<Oh, non preoccuparti bei capelli, tra qualche ora sarai vispa come prima di incontrarci. E’ solo un anestetico> le aveva risposto il moro mentre il biondo frugava nella bisaccia tirando fuori i pochi denari che lei portava con sè. <Solo 60 monete?  Ma che mercante sei?> chiese il biondo sputando a terra <Andiamo, questa mercante avrà pure un bel culo, ma quanto a soldi sta messa peggio di noi>.

“Idioti bifolchi, vi aspettavate che girassi per i boschi con un forziere in spalla?” avrebbe voluto ribattere ma oramai era allo stremo delle forze, svanite per colpa di quella sostanza che le bruciava la spalla e che le aveva immobilizzato il braccio, rendendola al contempo debole. Era riuscita invece a dire flebile ma con rabbia <evami quelle mani di dossi. Avete avuto quello che volevate..ora sparite>. Dopo di che gli occhi le si erano chiusi da soli e aveva perso i sensi. Che diavolo avevano fatto quei delinquenti? Si era svegliata con la casacca era sbottonata…

Mentre ripercorre quei momenti un brivido le corre sulla spina dorsale. Si assicura di essere sola, fissa il terreno e controlla le orme, notandone diverse tutte sparpagliate e di diverse dimensioni. Si accovaccia e con la mano le misura, prendendo mentalmente nota della loro grandezza, escludendo le sue . “uno era grande e grosso, un’altro biondo e molto alto…e poi quei nomi: Sam…Jack…”mormora, la fronte aggrottata”sì..mi ricordo di voi maledetti..avreste dovuto mostrarvi poco…e parlare anche meno…”

Saybeth si rialza indolenzita e si pulisce gli abiti dalla terra, scrollando anche i capelli., controllando poi le sue condizioni e assicurandosi di non avere ferite o altri segni.  Osservando di nuovo i paraggi nota che le sue armi sono sparpagliate poco distanti. Raccoglie la sua balestra e il pugnale, e li rinfodera entrambi. Poi cambia idea e mantiene il pugnale in mano ” Potrebbero tornare anche ora..quanti erano?almeno in tre…”La donna osserva la posizione del sole e poi si avvia, allontanandosi da quella zona, guardandosi alle spalle di tanto in tanto. Accelera il passo cercando di dirigersi il più velocemente possibile in città.

“devo avvertire immediatamente Serpico…e non solo lui” . Era stata una stolta a farsi catturare ma quella freccia avrebbe stordito chiunque. A quanto pare sono i cerca di denaro. Sicuramente sono stati gli stessi ladri che hanno derubato Ernest e Ada e che hanno aggredito la gendarme Raine.  Hanno osato pure troppo. E’ ora di darci un taglio.