sensi drow

Forum Clan Amyn sensi drow

Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Athelas 2 anni, 5 mesi fa.

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    Athelas
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    Vista
    La vista dei drow, è nel buio di incredibile livello. Le loro retine, infatti, sono in grado di amplificare minime fonti di luce, e di ottenere mediante queste, una visione d’ambiente equivalente a quella che ottiene un umano in condizioni di luce ottimale. Una città di superficie, durante la notte, illuminata da torce e lanterne, è per loro illuminata a giorno. Di contro, una città drow, nel sottosuolo, risulterebbe ad un umano blandamente illuminata, con numerosi spazi bui e penombra ovunque. Dove invece per loro è fornita dell’illuminazione ideale. Attenzione. Un drow al buio completo, non vede nulla, proprio come un umano. Va però considerato che basta una qualsiasi fonte di luce, anche minima, perchè l’elfo ottenga rispetto a un umano brancolante, una percezione cinque volte superiore.
    Anche un drow deve abituare gli occhi al buio, dopo qualche ora alla luce. Proprio come un umano. Come quando si entra in un ambiente buio, da fuori, e aspettiamo qualche minuto perchè gli “occhi si abituino”. Questo processo, per un drow, però, è velocissimo. Dai venti secondi al minuto, per capirci. Dopodichè, l’elfo torna a vedere nel buio come nella vita ha sempre fatto.
    Alla luce del giorno della superficie, un elfo è sempre un po’ in difficoltà. Anzitutto, l’illuminazione del sottosuolo ha tonalità diverse da quelle della luce del sole. Le lanterne arcane dei drow hanno infatti colorazioni bluastre, violacee, o in ogni caso, fredde, che si discostano profondamente dal bianco luminoso provocato dal sole. La luce del sole, comporta per il drow, una continua sensazione di fastidio, che lo spingerà istintivamente a cercare di ripararsi gli occhi. Per darvi un solido riferimento, lo stesso fastidio che spinge uno di noi a infilare un paio di occhiali da sole, o ad assottigliare gli occhi, in certe situazioni, in spiaggia, o sulla neve. Per loro, questo fastidio è fortemente accentuato, ed è perenne nelle ore di luce piena, attenuandosi un pochino quando il sole cala. Dopo il tramonto, i drow possono considerarsi quasi a casa, da quel punto di vista. Ne consegue che durante il giorno la vista in sè, non è ridotta, ma è ridotta la loro capacità di farne uso, avendo il continuo problema di dover distogliere lo sguardo dalle superfici chiare, riflettenti, e di dover stare attenti a non ricevere luce diretta. Per esempio, sulle lunghe distanze, sarà più complesso per loro mettere al fuoco.
    A questo fastidio, come a tante altre cose, un drow può abituarsi. Ma non può eliminarlo. Potrà imparare a conviverci, potrà imparare quali sono gli orari migliori per girare in superficie, o altri piccoli trucchi per attenuare il problema, ma certamente non potrà abituarsi alla luce più di tanto. E’ una questione genetica.
    La luce danneggia gli occhi dei drow, in condizioni in cui potrebbe danneggiare quella umana, con una proporzione di cinque a uno. E naturalmente sulle lunghe distanze. Un drow costretto a vivere per qualche secolo in superficie, per esempio, potrebbe ritrovarsi da vecchio, con gli occhi logorati dal contatto continuo con la luce del sole.
    Nella penombra (secondo codici umani) comunque, la vista dei drow, è da considerare la migliore in assoluto, essendo quella la loro naturale condizione.
    Riguardo le luci improvvise, non danneggiano il drow, ma possono costringerlo a distogliere lo sguardo istintivamente, o possono provvisoriamente accecarlo. Anche un umano in queste condizioni si ripara gli occhi. Il drow, avendo una sensibilità cinque volte superiore, è molto più soggetto ad accecamenti di questo tipo.

    Olfatto
    I drow hanno un buon olfatto. Non particolarmente sviluppato, ma a livello di quello umano, e abbastanza sensibile da distinguere gli odori a loro noti. Le loro difficoltà in superficie sono dovute al fatto che sottoterra gli odori sono disponibili in una gamma limitata, che corrisponde si e no ad un centesimo di quella che invece in superficie inonda le loro narici. E soprattutto, che sottoterra non esistono odori molto penetranti. Ne consegue, che il drow potrebbe risultare infastidito dalla confusa varietà dei profumi e degli odori del mondo all’aria aperta. Sicuramente dagli odori prodotti dall’uomo e dalle sue attività, ma non tanto, visto che la maggior parte di queste attività hanno un corrispettivo sottoterra, nelle città drow (fermentazioni, conciature di pellame, etc etc). Molto di più dagli odori prodotti da fauna e (soprattutto) flora del mondo di superficie. Il paragone tra quanto rilasciato nel sottosuolo, dalle piante e quanto rilasciato in superficie, è di uno a mille. L’aria aperta, per un drow, è ricolma di pollini di ogni tipo, polveri, essenze, emanazioni animali, e di un’incredibile varietà di profumi vegetali, a cui le creature di superficie sono abituate (benchè persino le percepiscano ancora) e che per loro invece sono completamente nuove. In genere, quindi, un drow in superficie non sarà in grado di distinguere nettamente tra questa confusione di odori nuovi, quei pochi che la sua esperienza conosce. Non sarà realmente inibito, semplicemente, arriveranno alle sue narici tante e tali informazioni, la maggior parte delle quali del tutto nuove, da renderlo incapace di discernere cosa sente. Va da sè, che questo problema sarà molto ridotto in inverno, e terribilmente accentuato in primavera. Sottoterra, hanno completa e normalissima padronanza del loro ambiente.

    Gusto
    Il gusto dei drow, similmente all’olfatto, è normalmente sviluppato. A livello umano. Dove si differenzia profondamente, anche qui, non è nella quantità ma nella qualità. L’alimentazione sotterranea, infatti, non offre molti spunti, nè grandi varietà di sapore, e il gusto drow è irrimediabilmente compromesso. Il cibo di cui si nutrono per noi avrebbe un sapore insipido, spesso sgradevole, ed è tutto quello che hanno a disposizione. Condimenti e spezie sono sempre abbondanti, avendo cercato nei secoli i drow di migliorare quest’aspetto della loro vita. Il risultato è comunque per un umano, molto insoddisfacente. I loro piatti meglio conditi, hanno un retrogusto praticamente privo di sapore, o lievemente sgradevole, che si contrappone al sapore del condimento, spesso troppo penetrante. I drow ovviamente non vivono tutto questo come una limitazione. Ma ne consegue che non considerino il cibo come un piacere della vita. Mangiano per vivere, e solo per questo. L’unica cosa che per il loro palato rappresenta un piacere, e non una necessità, è tutto quanto è alcolico. La fermentazione, infatti, che spesso si appoggia a elementi naturali completamente diversi da quelli sfruttati in superficie (funghi invede di luppolo, per esempio), permette loro di creare bevande particolari, e dal sapore spesso per noi un po’ aspro, ma non per questo sgradevole, anzi. Non esistono piatti ricercati, di lusso, o di importanza sociale, ma soltanto liquori e bevande alcoliche. Cosa accada a un drow in superficie, nell’assaggiare cibo umano, è da vedere. Quasi tutti al primo impatto sono infastiditi. Non di rado, però, i drow trovano nella vasta scelta di superficie, uno o due cibarie che non solo non sono per loro sgradevoli, ma che anzi, risultano per loro migliori del cibo dell’underdark. E’ comunemente considerato però, segno di debolezza, nella società drowish, cedere a questo capriccio, e mangiare regolarmente cibo di superficie. Ciò non toglie, che di nascosto, nelle società drowish più legate a quelle umane (come può essere Amyn), in molti e molte, si riservino questo piacere tutto nuovo.

    Tatto
    Il tatto dei drow è altamente sviluppato. Non solo ha una sensibilità raddoppiata, rispetto a quella umana, ma è anche molto più adeguato a percepire le piccole differenze, che tra gli umani colgono abitualmente soltanto coloro che sono privi di vista. Questa qualità è legata a doppio filo con la società drowish e con le sue regole. Molti piccoli dettagli che per un umano non hanno grande importanza, sono invece fondamentali in una società in cui il più piccolo errore può condurti alla morte. La pressione più o meno forte del pugnale di una jalil sulla pelle, piccola sfumatura che può permettere al drow di comprendere se stia per subire l’ultima tortura, o una semplice provocazione erotica. Il filo di una lama, più o meno tagliente. Gli abiti indossati, di seta di ragno piuttosto che di altro. La differenza tra una parete di fredda e solida roccia, e uno strato poroso, praticamente identico se non al tatto, ma estremamente più fragile. Molte piccole cose, che nell’evoluzione stessa della razza (spietata, a causa dello stile di vita), hanno comportato che spesso a sopravvivere fosse l’elfo che più era fornito di una buona sensibilità tattile. Questa qualità rimane immutata in superficie.

    Udito
    La punta di diamante dei drow, assieme alla vista. Estremamente sviluppato, di solito tre volte l’uomo. In un mondo in cui l’inganno e l’oscurità la fanno da padroni, i drow hanno imparato a contare su questo senso molto di più di quanto gli umani facciano normalmente. Lontano dalle città drow, nel sottosuolo, dove delle volte non c’è alcun bagliore a illuminare gli occhi degli elfi oscuri, è l’udito finissimo, che può salvare loro la vita. E in una società in cui sentire o meno poche parole mormorate in un soffio, può fare la differenza tra la vita e la morte, è sempre all’udito, più che allo sguardo, troppo spesso rispettosamente tenuto puntato sul pavimento, che i drow si affidano. Il drow è così istintivitamente portato a non trascurare mai alcuno stimolo acustico. Soprattutto quando si tratta di parole mormorate. Distingue facilmente i suoni, specialmente quelli a lui più noti (La sua lingua, per esempio, o il rumore di una spada che viene sfoderata lentamente, o lenti passi dietro una porta..), e in tutte le situazioni, anche e soprattutto il combattimento, fa grande uso delle informazioni che dall’udito riesce a trarre. Non subisce particolari penalità in superficie, in questo, anche se possono presentarsi situazioni anomale, per un drow, la cui struttura sociale rigida e severa non prevede risse in taverna, con tanto di urla e sbraiti, o disordini di vario tipo, durante le quali, barcamenarsi nella confusione non è proprio semplicissimo.

     

     

    Elindyl-Athelas

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