Societa' Drow

Forum Clan Amyn Societa' Drow

Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  Athelas 2 anni, 5 mesi fa.

  • Autore
    Articoli
  • #1882

    Athelas
    Partecipante

    La società drow è accentrata su un sistema complesso: quello delle casate.

    § Ogni casata, come un clan, è imperniata sulla figura della Matrona, che porta il nome della casata, la domina e la governa a suo capriccio. Ella sceglie un consorte per generare la propria prole e si circonda di essa, usandola per accrescere il potere della casata stessa. La nascita di figlie femmine è propizia e segno del favore della dea ed esse vengono destinate,una volta compiuti 100 anni, alla carriera clericale nell’accademia di Arach Tinilith che dura 30 anni, per diventare sacerdotesse di Lloth. Quanto più la casata conterà sacerdotesse potenti tanto più potrà mantenere il potere. I maschi della casata sono destinati alla carriera militare o a quella magica, preclusa alle femmine.

    § I maschi avviati alla carriera militare vengono addestrati entro la casata dal maestro d’armi, poi inviati una volta maggiorenni (100 anni umani) all’accademia di Melee Maghtere dove vengono addestrati per 10 anni e possono raggiungere i vari livelli di ufficiale.

    § Coloro che invece dimostrano doti inclini alla magia vengono avviati una volta maggiorenni all’accademia di Sorcere, dove vengono addestrati all’uso della magia arcana, che permea diversi aspetti della vita drow: dall’intridere oggetti palazzi e monumenti di luminescenze magiche, alla magia psichica e offensiva, a quella difensiva di trappole magiche e barriere, alla regolazione del tempo sulla colonna di narbondel, una sorta di clessidra che regola il giorno e la notte nel sottosuolo con il variare della luminosità sulle ventiquattro ore.

    § Una volta terminati gli addestramenti, i drow possono tornare alla casata o rimanere in qualità di insegnanti nelle accademie, scalandone la gerarchia. In qualsiasi caso rispondono alla chiamata della Casata in caso di simile decisione della Matrona, e ne accrescono il prestigio con i propri successi (o lo diminuiscono con gli insuccessi) che vengono imputati direttamente all’abilità della casata ed al volere di lloth come dimostrazione di benevolenza o malevolenza in caso contrario.

    § I drow non nobili possono entrare a far parte delle casate come elementi affiliati. Costituiscono l’esercito, la guardia interna, il corpo d’attendenza, e tutte le cariche minori all’interno della Casata stessa: sacerdotesse semplici, accolite, maghi ordinari, inservienti, spie, emissari. Mantengono il proprio nome, pur vestendo gli emblemi della casata sulle vesti. In alcuni casi, per particolari doti di spicco, possono essere adottati dalla casata stessa ed assumerne il cognome. In tal caso la loro esistenza viene votata alla casata stessa.

    § Le femmine non nobili possono intraprendere la carriera di sacerdotessa se particolarmente dotate, altrimenti è loro riservata la carriera militare. Esse sono seconde per ordine sociale alle femmine ed ai maschi nobili, ma sono superiori ai maschi non nobili.

    § Le casate più importanti partecipano al Seggio nella figura delle Matrone. Il seggio è presieduto dalla Matrona della casata dominante e decide della vita politico-sociale dell’intera comunità, amministra la giustizia e gli spostamenti della comunità qualora vi siano rapporti con la superficie. L’ordine di importanza delle casate rimane tale, senza possibilità di variazione a meno che una casata non cessi di esistere.

    § Una casata cessa di esistere per mano di un’altra casata, di minore importanza ma più aggressiva, che attacca la casata maggiore e ne fa strage, sterminandone ogni membro. Tali attacchi coinvolgono l’intera casata armonizzando gli incantesimi dei maghi, il supporto delle sacerdotesse sia nell’attacco che nella casata e il massiccio impiego di forze militari. Se l’attacco viene portato a buon fine e nessuno sopravvive, la casata vincitrice prende il posto della sconfitta nell’ordine sociopolitico della città, ricevendone onori. Se fallisce e viene esposta viene sottoposta alla giustizia di Lloth.

    § La giustizia: la giustizia drow è estremamente severa e improntata alle leggi di Lloth. Quasi ogni reato è punibile con la morte secondo un sistema apparentemente equo quanto inflessibile. Tuttavia ciò che viene realmente punito non è il reato stesso, quanto il fatto che sia stato scoperto: denota infatti scarsa perizia nell’intessere intrighi, cattiva gestione, imperfezione nell’esecuzione, tutte pecche agli occhi della dea Ragno.

    § Capita talvolta che dei drow siano costretti ad abbandonare la propria casa, la propria identità o persino la propria città (e vista la pericolosità dei viaggi nel sottosuolo questa non è una cosa da prendere alla leggera) in seguito alla disfatta della propria famiglia o per qualche condanna a morte emanata, ma non ancora eseguita, che gravi sui fuggitivi. In tal caso spesso muoiono o trovano rifugio in gruppi di mercenari o come soldati per qualche altra casata.

    Altre volte però fuggono in superficie, se credono di non essere al sicuro nel sottosuolo oppure se sono seguaci di qualche divinità diversa da, Lloth ed in tal caso fuggono in piccoli gruppetti in superficie, dove sperano di trovare una nuova vita, mentre spesso trovano solamente frecce elfiche ad attenderli.

    .:RAPPORTI CON LE ALTRE RAZZE

    Data la loro società fatta di intrighi e tradimenti, i drow, non sono propensi a sentimenti come la fiducia, nemmeno verso i loro simili, quindi di conseguenza i loro rapporti interraziali sono fatti di odio-disprezzo.</p>
    Gli elfi scuri odiano le razze potenti quanto la loro o che ritengono perlopiù alla pari, come gli Elfi Alti, con i quali sono in stato di ostilità da secoli, intermezzati da tregue armate o patti di convenienza.

    Il loro disprezzo va alle razze che ritengo inferiori (cioè tutte le altre), con le quali possono intavolare negoziati commerciali o di pace, anche se questi trattati verranno rotti appena una situazione più vantaggiosa si presenterà ai drow.

    .:RELIGIONE

    La Regina Aracnide, la Dea Oscura, la Signora del Caos, questi alcuni dei nomi che i drow usano riferendosi alla loro Dea: Lloth, una divinità la cui rappresentazione è un’enorme ragno femmina.

    Capricciosa ed altera, incarna alla perfezione l’animale che la rappresenta e così brama essere servita. Distruzione, caos, menzogna, morte, dolore sono le sue armi, unitamente all’ordire trame.

    Concede i suoi favori sul capriccio del momento, interagendo con i suoi chierici (esclusivamente femmine) tramite le Yochol, alte sacerdotesse trapassate e votate a sue ancelle, che comunicano con le sacerdotesse vive operando il volere della Dea attraverso le parole, i riti o le punizioni a seconda che essa sia compiaciuta oppure contrariata dell’operato delle sue figlie, senza mai tuttavia svelare le sue trame.

    Per tale motivo la ricerca del favore della dea è parte portante della vita delle femmine drow.

    Attraverso il compiacimento della Dea ed il potere che ne deriva giunge il potere del Casato ed il dominio sulla società, e attraverso la sapiente gestione del casato e del potere ottenuto ne giunge di maggiore, in un circolo vizioso. Fallire in questo compito significa lo sfavore della Dea e, nella società drow, il decadimento e sterminio dell’intero clan.

    Vi sono altre divinità nel pantheon drow, maschili e femminili. Ma coloro che seguono tali culti vengono perseguiti dai seguaci del culto di Lloth.

    .:RITUALI

    In una società fatta di tributi, onoreficienze e devozioni alla regina ragno, la figura del rituale appare come più di una semplice nenia o di una serie di gesti arcani/divini volti a focalizzare il favore di Lloth sulla casata in questione. Come ogni cosa il loro è un utilizzo, nell’ambito drowish, viene espresso come pura ricerca di un fine, sfruttamento silenzioso diun mezzo come può essere il favore della dea.

    I drow maschi non nobili son costretti a seguire Lloth, li spinge la paura del suo sfavore che nella rigida società matriarcale vuol dire solo una cosa. I maschi nobili la seguono per convenienza e solo alcune tra le femmine più fanatiche ne osannano le lodi credendoci davvero, considerando quello della regina ragno l’apice del potere femminile, l’ostracizzazione totale della stirpe maschile che considerano inferiore.

    Il rituale più comune riguarda quello dell’accoppiamento e della nascita, tendendo a dare estrema importanza al sesso del nascituro così da non sbilanciare quella curiosa e lunatica bilancia che è la filosofia di Lloth, del tutto arbitraria ed incurante di una piccola vita. In una casata, in genere, il numero dei maschi nobili dev’essere limitato a pochi elementi mentre gli altri o si escludono con la fuga, o con lo spartimento in casate minori e necessitanti stregoni o assassini.

    Un maestro d’armi, un mago e otto discepoli è il massimo che una casata può aspirare di avere in termini prettamente riguardanti la nobiltà

    (OT: Numero volutamente ampliato per non vincolare troppo la razza essendo Mon anche una comunità).

    Tra di essi, in genere la matrona, può scegliere un consorte con cui dedicarsi al proliferare della casata, mentre le sacerdotesse per consumare il semplice desiderio privo di amore, sola morbosità atta a placare i capricci del corpo. Non soddisfarle equivale spesso a morte tramite rituale, così come l’incapacità di donar figli o l’eventuale attaccamento a principi morali quali sentimenti, dolcezza, fedeltà, totalmente alieni a quello che i drow considerano un solo mezzo per proliferare.

    L’unico sentimento concesso nella rigida società drowsih è la vendetta, ma come reagisce Lloth nei suoi riguardi? Vi è anche un rituale, spesso svolto in presenza di una Yochol* o per volontà stessa dell’ancella della dea, essendo in questo particolare caso ininfluente quanto la sete di vendetta del drow in questione sia forte.

    Lo svolgimento è più semplice di quel che si credi, con all’apice un sacrificio tramite un corto pugnale ricurvo con l’elsa ingioiellata, il lancio di un incantesimo clericale di dominio dell’anima <b>

    (OT: Magia puramente Full Gdr e concessa ai soli png, in quanto l’entità del rituale è da svolgere solo per quest particolari)

    che ha l’obbiettivo di legare lo spirito del corpo in una piccola gemma cremesi. Il cadavere successivamente verrà vestito delle armi che possedeva in vita, l’aspetto sarà assente, lo sguardo vitreo e la carnagione pallida all’eccesso; tutte le sensazioni legate allo Zin’Karla, nome che assume questa forma di perfetto assassino insensibile donato da Lloth, saranno legate alla gemma cremesi che se smarrita, infranta o rubata potrebbe rivoltare le azioni del cadavere verso l’incauto possessore.

    Tuttavia, la rivolta dello Zin’Karla è solo una delle manifestazioni dello sfavore di Lloth e neanche la più feroce o subdola. Una inparticolare tra esse mina totalmente l’orgoglio di appartenere ad una razza che fin dai tempi più immemori della vita del drow, è considerata superiore in molte arti, degna di governare non solo il sottosuolo ma qualsiasi razza inferiore.

    La mutazione in drider non avviene tramite un semplice rituale, poichè non ci sono rituali per una punizione divina; essa arriva con la semplice velocità con cui si può esser premiati. All’apice c’è un ragno bianco, simbolo di Lloth e suo silenzioso e sconosciuto araldo.

    Sempre seguito da un tappeto di piccoli aracnidi dal veleno particolare che tra le tante prove e rituali, appaiono come il motore per smuover ogni volere della regina ragno.

    Essi s’insinuano nel corpo, non importa quanti se ne possono uccidere, altri ne sbucano dalle parti più impensabili e nonostante il luogo sia poco consono, cercando di risalire tra le pieghe dei vestiti, fino alla bocca, le orecchie o le parti intime se necessario, entrando nel corpo e fungendo da sigillo per esso. Dolori lancinanti influenzeranno la quotidianità del drow maledetto, da quel momento in poi, mentre il ragno bianco supervisore serafico e silenzioso sarà svanito come neve al sole avendo esaurito il suo compito.

    I drider fuggiti si annidano all’interno di particolari fosse nel sottosuolo, dove lì restano ancora invocando il perdono di Lloth, o maledicendo gli stessi drow spinti da invidia e rancore per coloro che ancora possiedono il corpo di un tempo.

    Nonostante ciò il compito dell’araldo di Lloth e del suo sciamante nugulo di servitori non è puramente negativo. Essi rappresentano anche una prova di fedeltà, o più semplicemente un tentativo di testare il livello di repulsione che il corpo del drow possiede.

    E’ inconcepibile agli occhi della regina aracnide che i suoi principali figli detestino la sua stessa forma in natura e ciò se accade può esser punito, appunto, con la trasformazione in drider.

    *Yochol: Ancelle di Lloth e principali esecutrici del suo volere.

    Tratto da: Protocolli e rituali della dea oscura
    scritto da O’kler (capo stregone di casa Elhalyn)

    Elindyl-Athelas

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.